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"we the street people talking"

mercoledì, 07 marzo 2007

IL PROGRESSO

Qui parlano di calcio boriosi i romanisti.
Che due coglioni.
Mo ci penso io ad ammorbarvi un pochetto.

Mi piace oziosamente chiedermi quali possibilità tra 100 anni ci saranno date dalla tecnica, dalle scienze, dalla medicina, etc...

Pensa alla rivoluzione industriale ... pensa pure alla rivoluzione dell'informazione in cui ci siamo passati in mezzo.

Insomma bisognerebbe studiare la storia del progresso come analisi del pensiero umano comparato a salti cronologici su base statistica.

Tipo raffrontare l'homo tecnologicus dei nostri giorni con il cittadino tipo della Roma papalina, analizzandone i pensieri, scrutandone i visi,  cercando di capire come sia mai possibile che da un essere si sia prodotto quell'altro.

Avrebbe mai potuto il papalino pensare che il suo discendente avrebbe volato nei cieli come un uccello, probabilmente si. Magari in forma di sogno. Magari in forma di metafora.

Avrebbe mai potuto pensare che da uno scatolotto parallelepipedo si poteva riprodurre su due dimensioni la realtà che accadeva in un altro luogo nel medesimo momento, senza alcun dubbio questo non sarebbe potuto arrivare a immaginarlo.

Insomma il papalino medioevale buzzurro che tirava la piscia dalla finestra alla fine aveva alle sue spalle una storia del progresso relativamente breve, mentre noi anche se secondo me siamo ancora delle cacchette comunque ci possiamo vantare di una serie di rivoluzioni tecnologiche, mediche scientifiche che ci possono portare a valutare con più oggettività il progresso.

Che facendola vibrare nell'aria sta parola, progresso, così letterariamente, pensi subito alla fiumana del ciclo dei Vinti di Verga e alla prefazione così bella e lampante dei Malavoglia, pensi agli sberleffi amari del vulcano di Leopardi, pensi alla paradossale bomba finale di Svevo.

Pensi negativo, non c'è che dire. Ma.

[to be continued]

non ho proprio niente da fare alle 09:27 | link | commenti