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"we the street people talking"

giovedì, 18 gennaio 2007

IL CASO DI ERBA

Male e bene sono concetti relativi.

Perfino la storia della Chiesa, che professa la religione universale, è fatta di relatività.

Lo schiavismo oggi ci fa orripilare, per San Paolo di Tarso era un dato di fatto (tanto che raccomandava ai cristiani schiavi di ubbidire al loro padrone).

Fino alle soglie del '900 i vari MastroTitta tagliavano per conto del Papa infallibile le capocce in Vaticano, manco fossero i feroci vendicatori della Baghdad dei nostri giorni.

Il bene e il male sono "solo" istinti sociali dell'uomo finalizzati in primo luogo alla riproduzione dell'uomo e in secondo luogo alla conservazione della comunità cui si appartiene (sempre però per l'istinto egoista di sopravvivenza), istinti che mutano relativamente al mutare della società in cui si sono prodotti. L'istinto alla riproduzione è una proiezione del proprio egoismo a perpetuarsi.

Male e bene dunque concetti relativi allo spazio e al tempo, in particolare funzione delle modalità di soddisfacimento dei bisogni fisiologici e riproduttivi dell'uomo e della sua comunità.

La società è quella che è, we are what we are come diceva Robert Nesta Marley e Melarancia nel suo template, ne buona ne cattiva, ne bella, ne brutta. E'. Sono i nostri occhi mortali, che vivono questo spazio e questo tempo, che le danno il colore. Ma è un effetto ottico.

Libertà sarà una parola di cui nessuno capirà più il senso, la terra sarà il regno dell'anaffettività, l'arte non avrà più nessun ruolo nello sviluppo umano, morirà come sta morendo la religione rosicchiata dalla scienza secolo dopo secolo. Per creare realtà non sarà più necessario rappresentarla sarà possibile crearla ex novo.

Se guardo in avanti e provo a proiettare l'evoluzione del passato nel futuro, l'uomo tende per una legge di natura che prima o poi sarà codificata, a farsi Dio. Il sesso anche è un istinto ancora fortissimo ma con le tecniche di fecondazione artificiale tenderà a perdere il suo ruolo di stimolo alla procreazione. Universi poi ci apre la genetica, addirittura impensabili. Io comunque noto un tendenza continua nella storia umana a cercare di svincolarsi dalla necessità - fondamentale sino ad oggi per la continuazione della specie - di avere rapporti con gli altri. Di qui l'amore che abbiamo creato come istinto di sopravvivenza, come sovrastruttura necessaria ma non universale. Altro che animale sociale, l'uomo. L'uomo vuole essere Dio. E Dio sta solo, e basta a se stesso. L'uomo vuole allungarsi la vita per non morire mai e chissà che un giorno non ci riuscirà. 

Tutto questo secondo me Dio l'ha stabilito nel momento di origine delle cose che è anche quello che viviamo, ha visto tutto e creato tutto in quell'attimo eternamente presente.

non ho proprio niente da fare alle 17:36 | link | commenti (8)


mercoledì, 17 gennaio 2007

CASA DOLCE CASA

Accadono cose spiacevoli in casa. 

E' aumentato l'affitto.
La padrona ha la coscienza a posto: per paura dei controlli fiscali ha deciso che il nero si deve trasformare in un bel contratto. Di qui, ha preso secca la cifra che paghiamo attualmente, su cui lei non corrisponde un centesimo di imposte, l'ha sommata alle imposte che dovrà pagare (in base alla legge sono pari all'aliquota marginale pagata sul proprio reddito dal proprietario, nel nostro caso 38%, e applicata al 59,5% del canone d'affitto), ed ecco fuori il nuovo significativo importo dell'affitto.
Sarà contento FVisco.

Praticamente l'imposta, come insegna la scienza delle finanze, è stata traslata al 100% su di noi. L'unico contentino che ci è stato dato è che se quella banda di vecchi pezzi di merda (escluso TPS e Tonino) che sono al governo dovessero decidere di sgravare fiscalmente o noi o il proprietario, tale sgravio andrà in detrazione dell'affitto (dalla parte in nero, ops).

Vado a vivere in affitto, corrispondo una rendita spropositata al proprietario manco avessi preso in prestito dei soldi, e pago pure a questa società di pensionati ingordi il 38% del canone in tasse. Grazie Bertinotti per la strenua difesa delle pensioni dei 57enni che tanto paga Pantalone.

Tra l'altro dobbiamo anche corrispondere gabelle varie e assortite come una fantaiscrizione alla coroporazione dell'UPPI le (associazione piccoli proprietari immobiliari) e degli inquilini noi, bolli, spese di registrazione.

A proposito, quei simpaticoni dell'UPPI ,ci riferiva la proprietaria di casa, le hanno anche detto che la casa la sta praticamente dando via ad una sciocchezza (1305 euro mensi all inclusive).

Tra l'altro la simpatica vecchia ci ha fatto vedere il 730 per giustificare un errore di calcolo che aveva portato inizialmente a sottostimare il canone d'affitto per noi: la vecchia pensionata prende 42.000 euro annui. A cui vanno aggiunti i 12.000 annui circa, esentasse, che le diamo noi.

La cosa drammatica, o la casa drammatica, è che si comporta anche tuttosommato bene se paragonata ad altri proprietari.

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In tutto questo la vicina di casa, di origini giudaiche, ha pensato bene di fare outing nella serata post questa notizia.
"Vi devo dire una cosa", rivolta a me e al coinquilino anonimo cojone.

Io penso subito che mo ci dice che se ne va.

"Sono paranoica ma ve lo devo dire" - se ne esce di botto - "ho il dubbio che voi pagate meno affitto di me e che quando viene la padrona è tutta una scena preparata a tavolino. Chessò è vostra zia, in realtà siete voi proprietari della casa, etc".

Questa nuova coinquilina che sta a casa da novembre mi è stata segnalata da un'amica e praticamente è entrata nella nostra casa paritariamente. Per decisione mia e del Calabriniere. Devo dire nemmeno abbiamo mai preso in considerazione la possibilità di farle un trattamento differenziato.

Paga al momento, come noi d'altronde, 380 euri più le spese per avere una stanza, un bagno tutto suo, e una casa che misura 150 mq (quindi ampi spazi comuni come il  salone enorme, il tinello, la cucina, ripostigli vari) in una zona di Roma, pzza bologna, vicina alla metro, piuttosto centrale, collegata anche via tangenziale e via monti tiburtini a vari pezzi di roma, etc ....

Tra l'altro al bagno abbiamo fatto mettere anche un lavandino, che mancava, divedendo la spese per tre che se dovevamo cavare soldi alla proprietaria apriti cielo.

Ma li mortacci sua! Che mondo di merda! Che società di fiji de na mignotta! Walter Veltroni merda! Berlusconi mai più.

p.s. la foto in alto evoca (per me naturalmente) i due sentimenti polari dell'amore e dell'odio che ispirano il presente post, amore e odio per la proprietaria, per il centro sinistra, per la coinquilina per tutto: un Pasolini in atteggiamento riflessivo, che mi conforta la sola vista, ed il già allora presenzialista maledetto, che nessuno di voi avrà riconosciuto, già occhialuto Walter Veltroni.

non ho proprio niente da fare alle 11:09 | link | commenti (11)