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mercoledì, 27 dicembre 2006
CRAXI
In Tunisia c'è al comando da una ventina d'anni - credo - Ben Alì, un filooccidentale che si distingue per ferocia repressiva contro gli oppositori interni del regime (basta un'accusa di fondamentalismo islamico e finisci desaparecido). Insomma dei diritti umani e delle libertà civili in Tunisia fanno carne di porco. A tre anni dalla morte di Craxi, lo stato tunisino ha annunciato di voler dedicare una via al Bettino nazionale. Subito i cori di Forza Italia a favore di analoga iniziativa dello stato italiano. Dicono che Roma e Milano dovrebbero fare altrettanto. Ecco signor Sindaco W., la mia simpatia per lei va via via scemando buca sull'asfalto dopo buca sull'asfalto, multa ingiusta dopo multa ingiusta, visto che bettino ha magnato come pochi e ha creato insieme al gobbo e al resto della banda del buco un debito pubblico e un'ingiustizia diffusa a livello sociale da lasciare sgomenti, nonchè hanno gettato le basi per il berlusconesimo io eviterei e lascerei alla Tunisia l'onore del tributo al grande statista. La nuova coinquilina, in casa da circa un mese, potrebbe diventare un problema. Mia madre fa allo stesso modo. Entra in una stanza dove c'è l'oggetto dei suoi controlli, guarda, fa un giro e riesce. Cazzo ci sei entrata a fare? E' la necessità del controllo, del tenere la situazione sotto osservazione. Fanculo! quanto mi fa girare i coglioni sta cosa. Se la mamma lo fa perchè innamorata del proprio figlio e per il suo bene, la coinquilina lo inizia a fare perchè temo si stia mezza innamorando di me e soprattutto per il mio pene. La cosa francamente è incomprensibile nonchè disdicevole. Primo perchè è bruttarella e bassa. E in questa società (che per inciso gesuita a me non piace) la bruttezza è una colpa. Secondo poi, perchè cerco di dare il peggio di me stesso, mi faccio trovare in pigiama sotto la coperta che guardo la televisione mangiando schifezze e facendomi le canne. Caccio via discorsi trancianti e snob, anche un pò da rosichella, sull'inutilità del teatro visto che lei ci lavora 20 ore al giorno e via dicendo ... ah è vero ... c'è il fatto che lei è mezza ebrea. E anche là non faccio mistero delle mie antipatie per il "popolo di Dio". In questo poverina è anche sfortunata che tra me e l'altro coinquilino, il calabrinieri, ogni volta che andiamo a fare la spesa al supermercato torniamo con mezzo maiale nelle farme più varie: dalla porchetta, alla mortadella, dal prosciutto crudo al salame di Milano. Il nostro frigo è un inno al maiale, che per lei è un pò come per noi aprire il frigo e trovarci dentro l'affettato di sorcio. Cioè li educano fin da piccolo a vedere il povero maialino come un essere sozzo e immondo. Insomma mi sono portato una ragazza in camera a Natale e vivaddio mi ha osservato presidiando il salone mentre mi preparavo l'aperitivo in camera con i calici e il vino, i bicchierini per la grappa, rapportando tutto al coinquilino, facendo commenti, spettegolezzi .... questa non ha capito che se continua così la caccio via di casa a calci nel culo .... lunedì, 11 dicembre 2006 QUE SE VAYAN TODOS
Nella Giornata internazionale dei diritti umani se ne va impunito uno dei tanti macellai sud americani del novecento. Ignobile - si dice - il servizio del TG1, ma non avevo dubbi visto chi lo conduce e l'influenza vaticana. Senza giustizia non c'è pace. lunedì, 04 dicembre 2006 PINOCHET
E' arrivato all'età augusta di 91 anni. Sto dittatore torturatore del cazzo. E' anche giusto che vada nelle mani di chi lo giudicherà per tutto il male che ha inflitto al popolo cileno e sudamericano, con la compiacenza dei nostri beoti amici ciccioni a stelle e strisce, del Vaticano e di parte dell'Europa occidentale. Non ci sarà mai pace senza giustizia. Così ha detto Benedetto XVI pochi giorni fa. La comunità internazionale in questo rinnovato afflato per la democrazia e la giustizia dovrebbe denunciare apertamente, una volta per tutte, gli orrori e le infamità commesse dai regimi dittatoriali sudamericani, a cominciare da Pinochet e Videla. "18 febbraio 1993: la privatissima ricorrenza delle sue nozze d'oro viene allietata da due lettere autografe in spagnolo che esprimono amicizia e stima e portano in calce le firme di papa Wojtyla e del segretario di Stato Angelo Sodano. «Al generale Augusto Pinochet Ugarte e alla sua distinta sposa, Signora Lucia Hiriarde Pinochet, in occasione delle loro nozze d'oro matrimoniali e come pegno di abbondanti grazie divine», scrive senza imbarazzo il Sommo Pontefice, «con grande piacere impartisco, così come ai loro figli e nipoti, una benedizione apostolica speciale. Giovanni Paolo II.» Ancor più caloroso e prodigo di apprezzamenti è il messaggio di Sodano, che era stato nunzio apostolico in Cile dal '77 all'88, e che nell'87 aveva perorato e organizzato la visita del papa a Santiago, trascurando le accese proteste dei circoli cattolici impegnati nella difesa dei diritti umani. Il cardinale scrive di aver ricevuto dal pontefice «il compito di far pervenire a Sua Eccellenza e alla sua distinta sposa l'autografo pontificio qui accluso, come espressione di particolare benevolenza». Aggiunge: «Sua Santità conserva il commosso ricordo del suo incontro con i membri della sua famiglia in occasione della sua straordinaria visita pastorale in Cile». E conclude, riaffermando al signor Generale, «l'espressione della mia più alta e distinta considerazione»." |
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