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"we the street people talking"

mercoledì, 27 settembre 2006

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DELLA TELECOM


(*)

Allora, il buon Prodi ne sta uscendo a pezzi dalla vicenda Telecom.

Il primo motivo di questa mia affermazione è che agli italiani non gliene frega un cazzo del caso Telecom, bensì gli frega del precariato, del problema della casa, del calcio e della patata.

Domani praticamente il Mortadella va alla Camera e putacaso ieri il Giornale ha pubblicato i verbali di un consiglio di amministrazione Telecom in cui il Tronchetto affermava che Prodi era stato avvisato del piano di scorporo e vendita di TIM (i cellulari) da Telecom e non si sarebbe opposto.

Domani quindi Prodi non ha altra scelta che dare del bugiardo a Tronchetti (uno dei vertici di Confindustria nonchè nel bene e nel male uno dei principali imprenditori, Schumpeter si rivolterà nella tomba, del nostro paese) o autosconfessarsi, con annesse tutta una serie di delicate questioni che imporranno in questi giorni la calibratura di ogni minima espressione.

Insomma questi Giuggioloni della sinistra continuano a perdere tempo e a fare cazzate. Vai a capire cosa c'è sotto.

Ma facciamo un riassunto per chi non avesse seguito la vicenda:

1) Tronchetti Provera annuncia di avere intenzione di scorporare TIM (i cellulari) dal gruppo Telecom (che fa anche i telefoni di casa, la televisione la7, e altre robbette) e di venderla probabilmente a stranieri; 2) Prodi si incazza in nome del principio di difesa dell'italianità dell'ormai unica società nazionale che gestisce telefonia; 3) esce fuori per magia sul Sole24Ore giornale della Confindustria un piano del governo che mira a far rientrare nella proprietà dello Stato la telefonia fissa (i telefoni di casa); 4) l'Opposizione chiede a gran voce le dimissioni del responsabile di quel piano (che poi si dimette) e che Prodi riferisca al Parlamento tenuto all'oscuro di tutto; 5) Prodi dice al Polo che sono pazzi; 6) Prodi domani sarà in Parlamento a riferire.

In tutto questo c'è anche l'intreccio Rossi, che da Commissario straordinario delle Federcalcio chiamato a riparare il giocattolo calcio, vola a riparare il giocattolo Telecom dopo le dimissioni del Tronchetto e dopo l'eplosione dello scandalo SPIATE varie assortite. Successivo poi allo scandalo intercettazioni Moggi. Scandali tutti in qualche modo apparentemente connessi al suicidio di Bove di qualche mese fa, il responsabile sicurezza () della Telecom, e probabilmente anche ai vari scandalucci che hanno interessato l'entourage di Storace di qualche tempo fa.

E' sempre più sotto gli occhi di tutti che il Puparo esiste davvero.

Apparte il fatto che portare sul groppone di zio Stato la telefonia fissa è una follia!

Ci fosse Pasolini non scriverebbe nemmeno più i suoi mirabili articoli sul Palazzo e sui burattinai (io so ma non ho le prove ...), sarebbe troppo banale al giorno d'oggi.

In tutto questo Berlusconi che fa? Tace, non vuole parlare della vicenda Telecom. Dopo aver detto però giorni fa che mediaset non è interessata a Telecom che è piena di debiti. Il che può voler dire, conoscendo Berlusconi, che Mediaset è interessata a Telecom.

Tra l'altro in tutta questa storia si inserisce Murdoch.

Senza poi considerare le grandi responsabilità dell'Onorevole D'Alema in tutte le vicende Telecom da quando non esercitò la Golden Share e mise nelle mani dei Paraculi del Nord l'azienda.

Quello che mi fa più ridere di tutto, è il discorso dell'italianità .... ma scusate chi può essere peggiore e meno cautelativo per il cittadino italiano che un altro cittadino italiano? Che l'italiano si sa vive del fottere il prossimo? Si diceva l'italianità delle banche, Fiorani con la compiacenza di Fazio rubava i soldi dai conti dei correntisti!

Oggi si scoprono le pesanti responsabilità di Telecom Italia nel dossieraggio e nello spionaggio dei cittadini italiani (anche i poveri Cristi dipendenti).

Chi dunque peggio degli italiani? che l'Italia per dirla con una felice espressione di Stefano Ricucci è un paese di furbetti del quartierino!!

Ha ragione Angelo Moroni a proporre in uno dei suoi ultimi post il cambio dell'inno nazionali con la Terra dei Cachi di Elio.

(*): la misura dei fallimenti della Sinistra sia a livello nazionale che comunale (apparte il successo editoriale della Scoperta dell'Alba di Walter) per me e l'amica Valeria, la mugliera di Giggino di cui a un paio di post fa, consiste nello stupore con cui constatiamo concordanza con certi slogan dei manifesti dei Fascisti. Valeria, 30 e passa anni, per la cronaca è figlia di uno degli ultimi poeti leninisti.

non ho proprio niente da fare alle 17:50 | link | commenti (18)


lunedì, 25 settembre 2006

L'ENNESIMO LUNEDI'

Diciamo che il lunedì è uno dei pochi giorni che si presta in questo blog alla fredda cronaca.
Ieri sera sono andato a trovare la Bradipa nella sua dimora.
E sono stato affetto dall'incredibile sonnolenza di cui spesso la sento lamentarsi. E che ieri sera appunto ho capito di non aver mai ben compreso, attribuendola ad una delle più classiche esagerazione della Nostra.

Eravamo amabilmente in cucina a parlare del più e del meno, di cose banali, per esempio accarezzavo non senza un certo orgoglio il mio frigorifero nuovo, o seminuovo, smadonnavamo contro le ingiustizia su questa tera, degustavo la pizza di un ristorante su via dell'Alessandrello e la birra gentilmente offertami dalla padrona, insomma facevo cose così in tranquillità quando si decise di andare in camera sua per ottemperare al compito che ci eravamo prefissi per quella sera ovvero leggere i giornaletti, e guardare Report.

Appena nella sua camera, appena le terga sul letto, ho cominciato a sentir montare un sonno assurdo. Una stanchezza totalizzante che non lasciava spazio a null'altro.

Anche se ci conosciamo ormai da anni, così come lei non sente di avere la confidenza giusta per alzarsi tranciante dal cinema, quando andiamo insieme, prima della fine di un film e fuggire via disgustata, allo stesso modo io non me la sono sentita di addormentarmi sul suo letto. E così ho cercato di lottare contro la sonnolenza. Le parole dei vari ammericani che si succedevano nello speciale della Gabanelli sull'11 settembre mi colpivano come martellate, mi levavano il respiro, mi privavano di ogni anelito alla vita. Anche solo spostare una gamba mi sembrava un gesto improbo. Il respiro era affannato. Ho anche provato a scuotermi prendendo tra le mani un giornaletto ma non è servito. Anzi. Repubblica di ieri non regalava neanche uno spunto di interesse. L'articolo di Lodoli sulla breccia di Porta Pia abbinato ai suoni che provenivano da Report congiurava sempre di più contro il mio stato vigile. Ho provato a chiudere gli occhi, senza però perdere il contatto dalla realtà. Poi la bradipa, mi sembra, a un certo punto ha cominciato a parlarmi, mi raccontava del pacco che hanno fatto al suo amico americano per esempio. Io avevo lo sguardo al soffitto e ogni tanto avvertivo che lei non solo mi parlava, ma torceva addirittura il suo corpo cercando di guardarmi negli occhi per dare incisività alla cosa che stava dicendo. Avevo appena la lucidità per sentirmi in colpa e abbozzare qualche endacasillabo a cui lei si attaccava, magari dopo una piccola pausa, per cominciare un nuovo brandello di racconto di qualcosa. Mi pare a un certo punto si è lamentata di non riuscire a leggere ultimamente perchè presa vittima dalla sonnolenza come apre un libro. Anche se poi il libro la appassionava (leggeva la Mazzucco). Io allora ho provato a cavarmela con un "si vede che è un periodo in cui è giusto che leggi poco". Insomma una frase di circostanza. E lei "si ma a me piace leggere storie, sentirmi raccontare storie". Allora alzavo le mani. E mi sentivo in colpa. Però la sua voce al contrario degli intervistati di Report non mi dava fastidio, dico sul serio anche se lei lo prenderà per piaggeria. Sentivo che stavo morendo immobilizzato da Morfeo, e sentivo anche la voce dolce e suadente delle Bradipa. Poi ancora Report monotono, l'ammeregano sottotitolato, che mi stava uccidendo. Ho chiesto l'Internazionale magari mi riprendevo con la rubrica italieni o con lo speciale Telecom di Beppe Grillo, ma  è stato solo il colpo finale, non credo di aver fatto mio non dico un concetto ma nemmeno una parola.

A quel punto mi sono alzato dal letto incantato, e ho fatto quello che torna a casa. Tra le risate di un'ormai arzillissima Bradipa. Da notare che mi aveva posto un cut off orario per l'arrivo altrimenti l'avrei trovata morta di sonno.

Il tempo di uscire dalla stanza e di riprendere un pò di coscienza, che già nel corridoio tornavo alla vita. E infatti con la Bra ci siamo sparati almeno 10 minuti di conversazione supplementare.  Che lei era sempre più arzilla, vai a capire perchè.

Arrivato a casa dopo la traversata per il quartiere dolente, ero un uomo nuovo.

Stamattina invece mi sono alzato stanchissimo nonostante 8 ore e passa di sonno. E soprattutto amaro. Ho sognato una ragazza che mi ha fatto stare male e mi sono tornate al palato le sensazioni brutte di quei giorni. E la cosa triste è che questo sogno è stato il frutto di avvenimenti non felici occorsi nel fine settimana con un'altra ragazza che un pò mi piace.  E vabbè.

A lavoro invece oggi ho fatto un numero di alta scuola.

Siccome i miei capi non c'erano, ho pensato bene di andare ad assistere ad un convegno a cui ero stato invitato sulle donne e le pari opportunità. Ci doveva pure andare un ex ministro, un ministro e un assessore. La sala era giustamente piena di donne. Arrivo là e puntuale mi becca la mia collega con cui è in ballo una trattativa pseudo amoroso sessuale. Mi opziona per una sigaretta dopo un certo intervento, quando avrà messo a posto alcune cose del convegno. Nel mentre che mi parla dandomi anche a volte del "tesoruccio" mi accorgo di una ragazzetta, giovane giovane, tutta scaciata che si aggira per la sala. Per la gioia di Bradipa descrivo ciò che ricordo del suo abbigliamento, giacca jeans, canottiera sotto, anfibi, gonna jeans. Begli occhi. Presumibilmente poco seno. Non molto alta, moretta. Un bel fondo schiena.
Ormai chiamano gli astanti a prendere posto quando vedo che va a sedersi in fondo in fondo, non dove sono i posti tutti in fila, ma su una sedia estemporanea con un'altra sedia sola vicina.  Sarà l'istinto, ma quando la vedo poggiata là, ops .. "ti disturbo se mi metto qui!". Sorriso, "no .. no!".

Mi chiede cosa faccio là. Le dico una mezza verità.
Una giornalista alle prime armi che fortuna!
Azzardo la sua provenienza: "calabrese". Anche un pò deluso.
Mi guarda quasi male, palermitana!!!!!
Bingo!

La mia collega intanto passava e lanciava occhiate di fuoco.
Alla fine ho abbandonato la siciliana per accompagnare la mia collega a fumare una sigaretta.
Poi tornato ho accompagnato la parlermitana a comprare il giornale.



Ci siamo scambiati i numeri e via ... a lavurà barbun!

non ho proprio niente da fare alle 15:09 | link | commenti (7)


venerdì, 22 settembre 2006

VESPA: SE LE MIE SERATE SETTIMANALI SCENDONO DA 4 a 3 POTREI ANDARMENE DALLA RAI

Urca signori della sinistra, ci vogliamo far sfuggire un'occasione del genere??????

Noi non dimentichiamo signor Massimo D'Alema come si fece infinocchiare da Berlusconi più e più volte dal 1994 in poi, noi signor Violante non dimentichiamo le sue gravissime affermazioni nell'aula di Montecitorio su presunti accordi con il Signor Berlusconi per non dare esecuzione alla sentenza della Corte Costituzionale che intimava in nome del principio costituzionale di pluralità la spedizione di Rete 4 sul satellite.

Noi non dimentichiamo che il Sig. Berlusconi ha ricevuto 3 frequenze in concessione pubblica (cioè beni dello stato, di noi cittadini, per arricchirsi personalmente, e così per dirne una per rovinare il mondo del calcio con i diritti)

(to be continued)

 

non ho proprio niente da fare alle 11:48 | link | commenti



IN RICORDO DI RENATO BIAGETTI
(da Liberazione del 29 agosto 2006)

Chi ha ucciso Renato è sceso da una macchina grigia con il coltello in mano. E ha mirato direttamente al petto. Poi ha ferito chi era con lui. La sua ragazza e l'amico di sempre. Erano le cinque del mattino di domenica. Renato Biagetti aveva 26 anni ed era stato a un concerto reggae sul litorale romano, a Ficene, una frazione di Fiumicino. Una serata tranquilla, come tante altre. Fino all'alba quando sta per tornare a Roma, nel quartiere di Grotta Perfetta. Proprio fuori dal chiosco, sulla spiaggia, una macchina grigia metallizzata accosta la vettura dove Renato e i suoi amici sono appena saliti. «E' finita la festa?». «Sì? E allora perché non ve ne andate a Roma?!», ha detto uno dei due che era a bordo prima di scendere con la lama tra le dita. Tre colpi al cuore e ai polmoni di Renato. E ferite più lievi per i suoi compagni di sventura. Lei ha trent'anni, l'altro 29. Saranno loro e qualcuno accorso dal chiosco a fornire ai carabinieri le prime notizie sull'accaduto. Poi ieri sera, quella che sembra una svolta nelle indagini. E, mentre Liberazione va in stampa, una colonna di cronisti si avvia verso la questura di Fiumicino.

Ma parlerà coi carabinieri anche Renato. Lo farà al Grassi di Ostia mentre aspetta un paio d'ore, pare, prima di entrare in sala operatoria. E' lì che morirà, intorno a mezzogiorno. «Dopo un'attesa inspiegabile e inaccettabile», scrivono gli amici e le amiche di Acribax. Perché Renato era un compagno, dei tanti che si riconoscono nelle attività del Laboratorio occupato che una volta era il Cinodromo di Ponte Marconi.

Renato era un ingegnere fresco di laurea e faceva il precario nel rutilante mondo della musica. Tecnico del suono. Un ragazzo come tanti, dolcissimo, amato da tutti. Che altro possono dire di lui alla Montagnola, il suo quartiere, attraversato dai cronisti per tutta la domenica, fino a buio.

Passava ad Acrobax tutti i giorni. Per amicizia, per politica. Suo fratello Dario, "Darione", è proprio uno degli occupanti e animatore della squadra di rugby, gli All Reds, palla ovale e impegno politico per sfatare il brutto mito che avvolge quello sport, un mito che lo vorrebbe macista e fascisteggiante e non denso di lealtà. socialità, rispetto. Renato, invece, gli stessi principi li applicava nel calcio con la maglia tutta rossa. E gli piaceva la musica, il reggae specialmente.

Oggi è attesa l'autopsia, domani o dopodomani, probabilmente, i funerali, anzi «un ricordo di Renato ne suo spazio, Acrobax», dicono i suoi compagni che da 48 ore cercano di capire, di trovare testimoni. Solo ieri sera un primo comunicato: «Non si è trattato di una rissa tra balordi all'uscita di una delle discoteche del litorale ma di uno dei tanti episodi che si iscrive dentro un clima sociale, politico e culturale di intolleranza determinato dalle destre in Italia. Non sappiamo chi sono questi delinquenti ma queste pratiche ci ricordano da vicino le tante aggressioni agli spazi sociali e alle persone che li attraversano che si sono ripetute a Roma e altrove».

«So come la pensava Renato», ha detto la mamma del ragazzo, morto, ai compagni di Acrobax, chiedendo loro di ospitare l'ultimo saluto a suo figlio. Renato era rimasto impressionato da altri funerali, pochi mesi fa nell'ex Cinodromo. Quelli di Antonio, giovane come lui e come lui morto al Grassi di Ostia. Lo stesso annuncio, la famiglia lo ha fatto a Massimiliano Smeriglio, segretario romano di Rifondazione che, prima di essere eletto deputato è stato presidente del Municipio dove vivono i Biagetti e dove ha trovato casa Acrobax. «Il suo assassinio - dice Smeriglio - oltre a costringerci a prendere atto di un'immensa tragedia, ci condanna a troppe domande al momento senza risposta. L'assurdità delle dinamiche in cui sembra essersi consumato sta dando adito a varie ipotesi che vanno dall'atto casuale di "balordi" a quella dell'agguato politico premeditato; ma forse quello che non viene indagato è il terreno esistente tra questi due estremi, un luogo dove l'intolleranza si trasforma in violenza inaudita, in sé già sproporzionata per qualsiasi movente. In questo clima sconcertato, i compagni e gli amici di Renato meritano un plauso per il grande senso di responsabilità e civiltà con cui stanno gestendo la loro rabbia sacrosanta. Ma ciò non significa che dobbiamo rassegnarci tutti a convivere con l'ipotesi di poter morire per aver partecipato ad una dance hall su una spiaggia».

La serata di sabato a Focene era promossa dalla cooperativa sociale che gestisce il chiosco sulla spiaggia, il "Buena Onda". Ieri pomeriggio c'era poca gente, come tutti i lunedì. Ma non c'era la solita musica. «Per rispetto», spiegano Piero ed Ennio. L'altro socio, Vladimiro, è in caserma per la testimonianza. Da quattro anni gestiscono il chiosco, forniscono servizi a chi frequenta la spiaggia libera e organizzano feste con musica. Dal reggae all'elettronica al jazz. Dopo un avvio un po' difficile per la diffidenza dei residenti tutto sembra filare liscio. Focene, 2mila abitanti, è solo un vialone stretto schiacciato tra il recinto dell'aeroporto e il mare. A nord c'è Fregene, a sud, oltre la foce del Tevere, ci sono Fiumicino e poi Ostia. Non c'è nemmeno una vera e propria piazza. Ma certo non è un ghetto. Piuttosto è un classico paese di mare nato alla rinfusa ma sostanzialmente tranquillo. Certe sere d'inverno anche troppo. Si dice che anche la "mafia dei chioschi", virulenta soprattutto sotto Roma, non sia ancora arrivata. «Con Gela, quello di Fiumicino è il posto più abusivo d'Italia anche se negli ultimi anni la situazione sembra cambiare. Non crediamo alla pista politica, altrimenti non sarebbero venuti in due», spiegano al cronista i gestori del Buena Onda. Una signora che abita proprio di fronte indica i cerchi di gesso che segnano le tracce di sangue e i tratteggi della scientifica intorno al corpo di Renato. Sembrano scarabocchi di un ragazzino. Qualcuno ha sentito e visto, è sceso attirato dall'aria strana denunciata dai cani irrequieti dietro i recinti delle villette. Ci sarebbe un identikit e, in serata, si sparge la voce di un nuovo teste che confermerebbe la testimonianza di Laura e Paolo che erano con Renato quando sono arrivati i due della macchina grigia: «Alti, sul metro e ottanta, corpulenti». E italiani. La frase chiave potrebbe essere quella che rimbomba da ore nella loro testa: «Andatevene perché Focene non è un posto per voi». Un'altra voce che circola sul tardi a Ostia dice che potrebbero essere già sotto la custodia dei carabinieri. Al momento di andare in stampa non esiste conferma. Vicinanza alla famiglia e ad Acrobax è stata manifestata anche dal successore di Smeriglio al Decimo Municipio, Andrea Scatarci, dall'assessora regionale al Lavoro, Alessadra Tibaldi, da Anna Pizzo, giornalista di Carta e consigliera per il Prc alla Pisana.

vedi anche su Repubblica1 e Repubblica2

Sabato a fiumicino.

non ho proprio niente da fare alle 10:43 | link | commenti


giovedì, 21 settembre 2006

SIETE DELLE MERDE

Ho appena concluso una telefonata con il mio amico Giggino sulla situazione degli immobili che mi ha fatto veramente salire il veleno.

Giggino lo conosco dal liceo scientifico, abitava nel mio quartiere, ci sono cresciuto insieme, le nostra prima canna ce la siamo fatta insieme, ci siamo raccontati la prima volta che abbiamo fatto all'ammore, la nostra prima volta all'estero è stata insieme, il primo viaggio da soli sempre insieme, e via dicendo. Praticamente negli ultimi 15 anni l'ho visto sensibilmente più della mia famiglia.

Anche sulle idee politiche e sulla concezione esistenziale i percorsi sono stati gli stessi, influenzati gli uni dagli altri.

Come con Giggino la cosa vale per altri tre cazzoni.

Adesso ci vediamo meno con Giggino (con un altro cazzone in particolare invece no) perchè lui ha una donna e un figlio e ne aspetta un altro.

Vive in affitto e paga un cifra abbondantemente sopra le sue possibilità economiche, anche perchè è un pò coglione e si è trovato un lavoruccio tranquillo in un negozio, piuttosto che sfruttare la laurea in economia e commercio per un posticino impiegatizio appena un poco più remunerativo (con 108 tra l'altro). D'altronde noi siamo la generazione comunista, quelli che più o meno, qualunque cosa fai, quello guadagni.

Questi cazzoni di sinistra se portano l'aliquota sugli affitti al 20% fissa, uguale per la vecchina che campa di rendita sull'affitto e per lo speculatore che possiede 10 appartamenti (ereditati chissà come) e guadagna 10.000 euro al mese, o che ha intenzione di comprarli, io sono contento se CADE.

Preferisco farmelo mettere nel culo da Berlusconi a questo punto. Almeno posso gridare no, posso urlare allo stupro in questa Italia degli abusi.

Inculato e consenziente mi sembra francamente troppo.

Sto parlando di massimi sistemi, ma per darvi un'idea tera tera di quello che succede, per mettervi sotto il naso un caso pratico, vi rimando a questo divertente post che ho trovato per la rete, questo qui.

Dice, se mi compro una casetta piccola, l'affitto, e mi ci pago il mutuo?

In questa Italia siamo arrivati a questo tipo di convenienza.

Io sono uno sfigato che guadagna nemmeno 1500 euro e ci pago il 30% di imposte.

Uno paraculetto che c'ha un capitale investe nel mattone, strozza l'inquilino, e paga il 20% di tasse.

RIFONDAZIONE SE CI SEI BATTI UN COLPO CHE GIA' FIRMARE IL PROGRAMMA SULLA CASA E' STATA UNA CAZZATA, ADESSO SVEGLIA PER CORTESIA.

Fate qualcosa, rimettete l'equo canone (almeno la casa te la prestava nonna), date impulso all'edilizia popolare di Stato (e non) invece che rompere il cazzo con la telefonia di tronchetti provera, fate detrarre TUTTO il canone d'affitto dalla dichiarazione dei redditi invece che far sparare cazzate alla Melandri sulla detraibilità delle spese per la palestra, rendete trasparente l'operato delle Agenzie immobiliari invece che scassare il cazzo ai tassinari,  oppure di tagliare il cuneo di 5 punti per Confindustria, qua la gente è alla canna del gas.

Tutte le persone che lavorano sull'immobile, dai rampanti manager delle sociatà di gestione dei fondi immobiliari, ai meno rampanti agenti immobiliari con i nodoni alle cravatte, dai bancari a caccia di mutui agli avidi notai dalle tariffe esose, dai loschi proprietari dei terreni edificabili alle vecchie che campano sugli affitti oltre alla pensione che gli si paga, tutta questa pletora di avvoltoi che si aggira rapace intorno alla carcassa di chi non ha una casa ma ne ha bisogno o di chi avendola ha già dato il suo culo in pasto, deve essere purgata.

Non producono una minchia, non arricchiscono la nostra società, sono solo parassiti inutili che campano di rendita sul lavoro degli altri.

Le case stanno ferme lì. Non scappano. Non sono come i capitali che vanno sui conti off shore alle isole Caymn e non li rivedi più manco in cartolina. Andiamoli a cercare questi evasori di merda bussando porta a porta. Purghiamoli con l'equo canone, censiamoli con un'anagrafe immobili nazionale. Ammazziamoli di ICI su sfitte e seconde case. Almeno per i centri a densità abitativa più alta.

Sveglia CGIL, svegli PDCI, sveglia Riforndazione. Iniziamo a farci sentire. Facciamo una mobilitazione popolore. Purtroppo però questa è una situazione di comodo. La nostra generazione, cioè noi che siamo fuori dal mercato degli immobili, siamo un'armata brancaleone. Chi ci dovrebbe difendere sono proprio quelli che ci mangiano sulle spalle. Siamo la minoranza sfruttata. E a tendere le cose non possono che peggiorare.
Per noi non c'è speranza.
Ventenni, laureandi, andatevene da questo paese.
Andate a fare l'erasmus all'estero e soprattutto rimaneteci.

non ho proprio niente da fare alle 12:28 | link | commenti (10)


mercoledì, 20 settembre 2006

SEGNALAZIONI

A chi gli piacciono i film froci artistici si vedesse Querelle de Brest di Fassbinder (1982) che stava per vincere a Venezia ma poi l'hanno censurato. Franco Nero unico attore italiano del cast. Tratto dall'omonimo romanzo di Jean Genet.

Quello che colpisce di questo film, apparte le scene delle inculate che pare nella versione italiana siano tagliate e i vari baci tra òmini, è l'esaltazione della spiritualità dell'essere maschile, che rimane dominante e maschio, ma che trova in sè anche la tenerezza; una tenerezza nobile però, fraterna, e non frignona. In tutto questo colpisce anche la totale emarginazione dell'unica donna che recita e che fa la parte della moglie del tenutario del bordello (uno dei tanti che incula a destra e a manca), emarginata dall'universo mondo sia sessualmente (sono tutti froci giustamente) ma anche spirituralmente (non degna nemmeno di un'indagine).

Chiaramente io adoro le donne e le considero ricchissime spiritualmente e vivrei volentieri in un universo fatto da loro!

 

 

non ho proprio niente da fare alle 17:43 | link | commenti (7)


lunedì, 18 settembre 2006

UN GOVERNO DI SINISTRA

Il punto su cui il governo di centro sinistra, in particolare la parte più a sinistra, si giocherà innanzi ai miei umili e inutili occhi la sua faccia è il problema della casa.

Non me ne frega molto di pagare 200 euro in più o meno di tasse all'anno, della missione in Afghanistan me ne frega fino a un certo punto, di sborsare 400.000 euro per un 50 mq in una zona di roma non centrale invece mi rode proprio pesantemente il culo. Anche perchè non me lo posso permettere.

Questo blog fin dai suoi albori segue i problemi connessi alle modificazioni intervenute sul mercato immobiliare, regno oggigiorno della speculazione selvaggia ai danni dei lavoratori.

Adesso però devo andare a pausa pranzo e rimando pertanto ad un altro momento tutto il veleno e l'odio che mi salgono quando penso a questo problema.



non ho proprio niente da fare alle 13:03 | link | commenti (5)


giovedì, 14 settembre 2006

POST PER BRADIPA

Oggi invece ho letto sul messaggero che le teorie sulla scomparsa dell'uomo di neanderthal in concomitanza con l'arrivo dell'homo sapiens dall'Africa sono sbagliate.

Pare che un presidio di neandertaliani sia durato nello stretto di gilbiterra per 8000 anni in parallelo al Sapiens. Cioè 4 volte da qui a Cristo e ritorno.

vi rendete conto?

Il primo mezzo uomo che hanno trovato vicino al lago del kenia, una specie di scimmia che camminava in piedi, risale addirittura a 1 milione d'anni fa .... cazzo un 1 milione ... e prima di lui il nostro pianeta si porta dietro milioni e milioni di anni ...

Cioè non c'è proprio modo di capire .. siamo spacciati .. io non capisco chi glielo fa fare agli scienziati o ai fisici o gli astronomi i letterati i filosofi e gli scrittori i bibliotecari ..

Dici magari lavorano per far campare l'uomo di più ... magari tutto è finalizzato dentro di noi a cercare di diventare immortali e trasformarci in un qualche Dio che ... 

oppure è tutta una questione sensuale ... cioè viviamo dei sensi e vogliamo sempre di più soddisfarli e allora ci sbattiamo come un formichiere per godere e tutto è finalizzato a quello ... mah chi lo sa ... la cosa però che mi sembra fuor di dubbio è che non capiremo mai il mistero dell'essere .. se non in modo mistico .. alla eckhart ... cioè adorando Cristo come il nulla .. l'unica perfezione ..

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena delle stelle.

Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?

Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l’essere triste lume o un sorriso...

Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?

F. Pessoa

non ho proprio niente da fare alle 14:22 | link | commenti (3)


mercoledì, 13 settembre 2006

dice che il nuovo esperimento fisico supergalattico dei neutrini potrebbe dimostrare che l'universo è destinato a implodere su se stesso per poi ridare vita a un nuovo big ben .... una scureggia che va e viene sostanzialmente ...

insomma tutto questo bel giocattolino della nostra umanità è una frazione miserrima del tempo

e tutto l'universo è un'enorme presa per il culo ... non capisco

non ho proprio niente da fare alle 22:45 | link | commenti (3)


martedì, 12 settembre 2006

A me comunque dopo qualche difficoltà iniziale, l'ultimo album di Carmen Consoli "Eva contro Eva" piace. O almeno 4 o 5 pezzi. Per buona pace della Bradipa.

non ho proprio niente da fare alle 12:13 | link | commenti (1)


domenica, 10 settembre 2006

NOTTE IN BIANCO

Veltroni si gode il successo sempre più devastante della notte bianca giunta alla sua 4a - credo -edizione.

Nella prima figuratevi un pò mi innamorai. E la pagai cara. Altro che l'indotto.
Mi sembra passata una vita. O almeno mezza.

Leggo i commenti sui giornali online e scopro di essere infastidito tanto dai toni trionfalistici (sconfitta la solitudine, come se ieri non si fossero viste solitudini su solitiduni camminare le vie della città) che dalle critiche becere (il Giornale, flop per la scarsa apertura del negozi!).

Gli osti intanto in perfetta tradizione romana si fregano le mani.

Noi siamo per la roma dei poveri ma belli, e questo Veltroni delle mille e una notte c'ha un pò rotto i coglioni. Questa principessa Sherazade de noantri co gli occhiali che scrivi i romanzi.

Ma sto cazzo di romanzo, se proprio avevi l'impellenza di scriverlo (io faccio un modesto lavoruccio impiegatizio, non ho famiglia, e non so bene se avrei tempo per scrivere un libro, ammesse le capacità), non potevi tenertelo in canna per un dopo sindaco?
 
La cultura come prodotto da imballare e vendere ai turisti del nostro mondo. La scoperta dell'alba della notte Bianca. Puah la cultura, e ancora bene ci sta l'immagine di Pazienza del tipo che sputa via il fumo di un mozzicone di canna. Puah la realtà.

So che discorsi del genere non possono essere ben accettati, ma la cultura è altra cosa. E la bellezza può essere svilita. E l'arte poi ormai è un orpello inutile, torno a ripetere da tempo. Ho trovato questo mio pensiero ben espresso nell'Oblomov di Goncorav che non conoscevo e che ringrazio Perv di avermi sommessamente segnalato.

Insoma cosa ci rimarrà mai se l'arte va buttata nel cesso, se la cultura non esiste, se le strade della capitale sono dissestate, se non si trova casa per vivere, se la città in cui siamo nati ci allontana?

Chiaramente la gnocca!

Non ho mai visto tanta patata tutta insieme come ieri. E' inutile, nessuna arte appunto, nessuna telecamera, nessuna ottima penna che sappia descrivere sarà mai in grado di dare un'idea del vero trionfatore di ieri: la Patata.

Io erano giorni che fischiettavo ... walter non fa lo stupido stasera ... damme na mano a faje dì de sì ...

C'è questo di buono nella notte bianca, è una leva di marketing per la gnocca straniera conosciuta in vacanza formidabile. La festa giusta al momento giusto.

Alla fine è venuta una che ho conosciuto al Giglio, o meglio al ritorno dal Giglio, o meglio in treno verso GRoma, come la pronunciano i calabresi che ieri anche se massicciamente presenti (hanno fatto almeno 28 charter con decollo dal ponte di catanzaro) sono comunqui stati vinti dalla gnocca.

A proposito c'entra poco ma leggevo un articolo economico molto interessante in cui si sosteneva con validi argomenti che la gnocca ha contribuito allo sviluppo del PIL del mondo degli ultimi 10-15 anni pià della Cina e dell'India messe insieme.

La toscanaccia mi ha dato buca. Vi ho parlato della toscanaccia del giglio? No. Lo farò.

Comunque io veramente non lo so, fanno i soldi con la ndrangheta, sono carichi di forestali che fanno salire il debito pubblico, e vengono a comprarsi le case nostre senza manco prendere la residenza.

Ma ci vogliono costringere a vota Forza Nuova?

Alla fine allora è saltata fuori questa anemica biondina sanbenedettina cioè marchiciana che i marchiciani lo sapete sono gente contadina gran lavoratori da mulino che co li pecuri so venuti fin a roma, hanno sparagnato, fatto soldi, inviati ai loro territori, e si sono poi costruiti le fabbriche e l'industria nella loro regione. Mica scemi i marchiciani. Lo freghi te un marchiciano. C'avessimo tutti un pò di sangue marchiciano nelle vene.

C'aveva l'occhio strano, io me n'ero accorto appena conosciuta, strano perchè un pò vitreo, mah, per il resto una fluente cascata di capelli biondi lungo la schiena, due occhi celesti, un gran bel culo, gambe fine e lunghe, pancia piatta, tette abbondanti. Una fica diciamo.

Ma sull'isola tiberina non mi attacca la pippa che si sente brutta?

Siccome praticamente non ci conoscevamo e siccome doveva venire a dormire da me non si è fidata e ha pensato bene di chiamare una sua amica. Che veniva però dalla Campania, quella regione d'Italia che quanto a democrazia sta più o meno sui livelli dell'Afghanistan, solo che da noi non lo raccontano. E se una cosa non è raccontata non è esistita.

Quindi l'attesa era per il più classico degli scafandri amica. Se non che a Termini si presenta giù dal treno saltellante una ragazzetta mora, con gli occhi scuri, sul metro e sessantacique, una canottierina di seta verda carina, scollatura generosa e seno abbondante ma sobrio con un neo sulla tetta sinistra che mi stavo sentendo male quando l'ho visto, jeans strappati sul ginocchio, bel culo, scarpe all star verdi come la canottierina. Un'altra gnocca con il viso più sorridente e l'occhio più sveglio. Ma era una tragica finta.

non ho proprio niente da fare alle 20:48 | link | commenti (11)