<bgsound src="http://www.reggae.it/catalog2/data/mp3/377.mp3">
"we the street people talking"

venerdì, 31 marzo 2006

GLI INSETTI DEL PODERE

Piccolo spazio pubblicità ... vai Caparezza ....  :

Il ragno


sa bene
che si va al podere
con schede firmate da prede
incollate alle tele,



ci sa fare!

la vespa gli concede l'alveare: 

"Abbiate fede, le cose stanno per cambiare",

vaneggia!!!

vive in una reggia
e cicaleggia
ad oltranza comizi della sostanza di una scoreggia,

mostra cimici,
cita saggi e si pavoneggia,
noi scarafaggi all'oscuro di ciò che maneggia,

si ribella la formica rossa
che rissa!
con la nera che la manganella quando passa,
come un fuco la sbattono in cella se scassa,
specie se ha la cresta e non l'abbassa,

la mosca verde,

ebbra di merde,
si perde spesso tra le stronzate del congresso,
scarica le mosche tze tze nel cesso
che nessuno può stare nel soggiorno senza permesso.

Vieni a vedere
su vieni a vedere
i meravigliosi insetti del podere
e se ti chini, ma non riesci a vedere,
tutto normale ti sono entrati nel sedere.

 

Vieni a vedere su vieni a vedere
i meravigliosi insetti del podere
e se ti chini, ma non riesci a vedere,
tutto normale ti sono entrati nel...

Del podere sono insetti inetti
per molti aspetti asettici manicaretti
per i rettili, chiusi in parlamenti come tarli nei cassetti,
talmente assenti che li prendi per suppellettili,

hanno vite piatte come blatte,
piattole nelle patte
di notti con lucciole
nelle bettole,
sparano sciami di frottole,
ma nascondono le pallottole
come zecche tra le setole.

Come i coleotteri fanno i brillanti,
seducono amanti
mantidi con manti
di diamanti,
e i grilli, lucidi cantanti d'idilli, ammutoliti da insetticidi epuranti di bruchi benestanti,
che pagano crisalidi per ali di farfalla, ma restano ripugnanti.
Alibi da libellule stagnanti che andando avanti fanno più ammutinati che nel Bounty.

Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel sedere.
Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel...

Edizione straordinaria del podere della seraaaa...

Vedova nera piange per l'ape guerriera,
licenziata in tronco la termite si dispera,
millepiedi danno calci in culo alla frontiera,
l'acaro ride perchè il mondo è una polveriera.

La fanfara anticipa il corteo
eccitato come una zanzara con il neon,
imbizzarriti come tafani su cavalli da rodeo
volano paroloni che nemmeno a Scarabeo.

E lui



"Marameo!",

non li ha cagati,
pensa al suo team di coccinelle
che eccelle
nei risultati,
certi grattacapi
noiosi li affida a pidocchiosi avvocati

che ragni dal buco ne hanno cavati,

quindi c'è chi lo vuole sottoterra lombrico,
chi gli piazzerebbe un bombo sull'ombelico,
chi come una lumaca
se lo suca e si accontenta
di dargli una cavallettata sulla nuca!

Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel sedere.
Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a vedere, tutto normale ti sono entrati nel...
Vieni a vedere su vieni a vedere i meravigliosi insetti del podere e se ti chini, ma non riesci a...
tutto normale ti sono entrati nel...
Ma vaffanc...

non ho proprio niente da fare alle 18:08 | link | commenti


giovedì, 30 marzo 2006

THAT'S PARTY

Sabato 1 Aprile a casa mia, ma mia si fa per dire, si festeggerà la vittoria alle elezioni del Centrosinistra e l'avvento del nuovo governo Prodi.

Sulla base degli ultimi sondaggi informati a principi di prudenza, è previsto l'arrivo certo di una cinquantina di persone.

Calcolando che si è lasciata la libertà di portare "qualcuno", anzi precisiamo meglio "qualcuna", potrebbe finire decisamente in fagiolata. Tipo fai 50*3=150. La gallina canta.

Tra l'altro, dal momento che si festeggia un evento che capita una volta ogni 5 anni, le elezioni politiche, la fornitura di alcool sarà massiccia cosicchè tutti potranno liberamente ubriacarsi.

E' però anche vero che si festeggia la vittoria della coalizione neostalinista e quindi chi mi vomita sul divano o comunque senza la dovuta discrezione lo lancio dal balcone del secondo piano, chè è un'altezza giusta per farsi abbastanza male senza perdere la vita.

Un'altra doverosa precisazione riguarda la possibilità di intrattenersi per la notte qualora le condizioni psico fisiche sconsigliassero la guida dei mezzi motorizzati o l'uso delle gambe; in questo caso, a meno che voi non siate piacenti fanciulle acqua e sapone, non avrete alcun tipo di ospitalità nella casa del poppolo.

La direzione sottolinea che la festa rappresenterà anche un grande esperimento sociologico perchè mischierà razze umane provienti da diversi habitat urbani (e chi lo sà anche non urbani): ci potrebbe essere una nutrita rappresentanza di istruttori di nuoto, di allieve di istruttori di nuoto, di ggiovani ecce bombo, qualche tardona assortita, donne in dolce attesa (w la Van!), trentenni preoccupati dal futuro, pupetti venuti al mondo da 15 giorni, trentacinquenni preoccupati dal passato, aspiranti fotografi, dj falliti, sognatori viaggiatori, pupetti di un anno accompagnati dalla mamma, teatranti debosciati, pupari, manager rampanti e progressivi, ristoratori, bloggers o ex bloggers ... etc .. a pensarci bene mancano solo gli splendidi quarantenni, e i vecchiarelli. E comunque non è detto.

Un problema è rappresentato dalla musica.

Quale può essere la giusta sintesi musicale di una serata da una parte trionfale e gioiosa per il trionfo elettorale e dall'altra che unisce anime e culture così diverse? E' un pò il problema che si trova ad affrontare l'Unione nel prossimo futuro di governo.

Allora avremo il partito degli estremisti del reggae (al quale nel profondo della mia coscienza appartengo) a sua volta spaccati fra di loro tra modernisti e ortodossi, il partito dei moderati lounge, i qualunquisti della musica autorale italiana anni '90, i temibili neojazzcom, gli altrettanto temibili nostalgici degli anni '80, i festaioli del samba, i patiti del flamenco, gli ammalati di 'Affrica, gli indiani, gli hippoppari, i furenti del rock, etc ... chissà magari anche qualche interessato fautore del lento ..

Veniamo anche ad un'altra nota dolente: l'abbigliamento. Questo inutile orpello che rende l'uomo vicino biologicamente al pavone. Qui si richiamano coloro che interverrano alla modestia e alla semplicità. No tacchi, no camicie bianche, no mocassini, no cravatte, no giacche se non di velluto, no stivali a punta, no no nooooooooooo!
Sui colori siete liberi, anche perchè con una Bradipa in pista sarebbe veramente ipocrita dettare qualsiasi regola cromatica. 

Comunque per farla breve, se siete interessati a partecipare, fatemi sapere che il mio segretario speciale Bradipa valuterà le candidature.

non ho proprio niente da fare alle 11:03 | link | commenti (11)


mercoledì, 29 marzo 2006

PIAZZALE LORETO

E' ridicolo e pericoloso, come il suo predecessore appeso a testa in giù a Piazzale Loreto.

Certo, non si deve cadere nell'errore madornale di una nuova Piazzale Loreto.

E sinceramente visti i precedenti 16 anni e in particolare i 5 anni di Prodi D'Alema non se ne scorge nemmeno lontanamente il rischio.

Il rischio che invece vedo io è quello di un nuovo fascismo.
Gli strappi alle regole democratiche sono avvenuti ahimè con l'avallo del centro sinistra. Come quando gli si permise di candidarsi aggirando una norma la legge 361 del 1957 che impedisce l'elezione «dei titolari di concessioni pubbliche di rilevante interesse economico». Tant'è che oggi Confaloniari grazie ad una finzione giuridica, avallata appunto dalla sinistra, non potrebbe essere eletto.

La situazione sta deteriorandosi giorno dopo giorno.

La sinistra europea storicamente è sempre stata supina all'arroganza e alla prepotenza del potente di turno, sia esso Mussolini, Hitler o Berlusconi.

A me uno che va a dire che il Corriere della Sera Repubblica il Messaggero la Stampa e il Sole24ore sono pericoli per la democrazia fa paura.

A me uno che sul giornale di famiglia monta il caso Igor Marini fa paura.

A me uno che sul giornale di famiglia pubblica ai fini del discredito le intercettazioni private del massimo esponente dell'opposizione fa paura.

A me una parte politica che combatte il suo avversario con lo spionaggio fa paura.

A me uno che in 1 mese modifica contro l'opposizione la legge elettorale per evitare una sconfitta fa paura.

A me uno che a reti unificate va in televisione ad attaccare frontalmente la magistratura spaccando il paese fa paura.

A me uno che dalla Bulgaria fa cacciare dalla televisione pubblica il decano ottantenne del giornalismo italiano, colui il quale commentò la vittoria referendaria della repubblica sulla democrazia fa paura.

A me uno che disfa la legge per aggiustare i suoi processi fa paura.

A me uno che ha ospitato a casa sua uno ergostolano mafioso ed è amico fraterno di un condannato in primo grado per mafia fa paura.

A me uno che nella sua vita per la sete di potere ha stretto contatti con le logge massoniche più estremiste (P2) fa paura.

A me uno che inzeppa il parlamento di pseudo professionisti scelti dal suo libro paga, facendo fuggire quelle poche mosche bianche intellettuali che erano nella sua coalizione fa paura.

A me uno che con una sentenza della Corte Costituzionale pendente su una sua proprietà (Rete4), fa una legge per tutelare i suoi interessi fa paura.

E potrei continuare per ore.

Il problema è che i mostri e i bubboni che la democrazia storicamente produce non vengono mai riconosciuti come tali (se non da qualche intellettuale) in quel momento. Ma solo dopo, quando si fa la conta dei danni.

E questo paese, per motivi storici, non è l'Inghileterra, non ha gli anticorpi contro i bubboni.

Io se Berlusconi perderà le elezioni, non mi sorprenderò a vederlo a reti unificate un secondo dopo a denunciare i brogli elettorali.




non ho proprio niente da fare alle 13:02 | link | commenti (4)


martedì, 28 marzo 2006

HABEMUS CAPA

Il buon Caparezza è un tipetto niente affatto normale, come il suo ultimo lavoro "Habemus Capa" d'altronde. 

Nei passati suoi dischi (?! e Verità supposte), abbiamo scoperto la personalità di un uomo in cura da "un autentico medico" che lo sprona a non diventare schizofrenico (iodellavitanonhocapitouncazzo).

Insomma nelle canzoni di Caparezza ritorna spesso questo tema della schizofrenia (Dualismi), tema nascosto da tonnellate di burle ma anche e spesso accompagnato ad accenti di autentico dolore.

Altro tema ricorrente nei testi del talento pugliese è quello di un disagio familiare e di una adolescenza complessata (Capocchio).

E poi ancora i surreali accenti al suo modo di vivere la religiosità cattolica (bello il testo "Uomini di fede", oppure gli accenni in "Cammina solo"), il suo essere controcorrente nel panorama giovanile (mi piace la gente normale, che ha figli da sfamare, bollette da pagare e non ha tempo neanche per cagare), la sua arrendevolezza kafkiana davanti alla forza bruta (fisica e morale) richiesta dalla moderna società, il suo rigetto dello star system, la sua critica sociale all'omologazione imperante, al razzismo strisciante borghese, ai luoghi comuni di cui è nutrito il dibattito politico, all'uso indecente della televisione, la sua contrarietà alla violenza e alle guerre umanitarie, etc.

Nell'ultimo lavoro il Capa è ormai morto, facendo il verso a un suo verso ("mamma quanti dischi venderanno se mi spengo) e scrive il suo disco postumo passando per le vite di altri e vari personaggi.

non ho proprio niente da fare alle 16:53 | link | commenti (9)


lunedì, 27 marzo 2006

IL CAIMANO

Ieri sono andato a vedere il Caimano.
Naturalmente sono andato a vederlo con la Bradipa, che udite udite ieri sera era definibile quasi "bella" a tratti "gnocca".
Non so, come si sia potuto verificare?

Sarà forse anche per questo che sono riuscito a non cadere nelle sue consuete provocazioni post visione; sono addirittura tornato a casa verso l'una di notte sereno.

Insomma anche se alla fine sono stato accusato di dire sempre le stesse cose sui film, come un disco rotto, io non ho capito assolutamente nulla di cosa ha pensato lei del Caimano. Ma tuttosommato non importa.

Tra l'altro all'uscita dal cinema mi ha pure cucinato la noce di vitella con l'aglio e il rosmarino (anche se non mi ha offerto nemmeno una goccia di vino da bere).

Quando mi ha servito la noce nel piatto ho indugiato come ad aspettare che il suo minestrone si facesse caldo. Allora mi ha rimproverato con un mix di sarcasmo e ironia "Ma che mi stai aspettà per formalismo?", cantilenato con quel tono che suona più o meno come "ma che sei scemo?".

Allora mi sono ricordato di quella volta che all'Osteria, l'ennesima cena io e lei di venerdì co giornaletti e ammennicoli vari, che arrivata a tavola l'acqua mi sono versato il bicchiere distratto, ricevendo in cambio un cazziatone per non aver fatto il galant'uomo e un rimbrotto ancora peggiore, sempre con quel tono cantilenato, per aver opposto un argomento giustificatorio del tipo "ancora con questi formalismi".

Questo non per fare polemica sugli episodi ma semplicemente per ribadire quel concetto del nano che dentro la sua testa gira la ruota.

Vabbè mi sto perdendo in inutili ciancie, e veniamo al giudizio sul film di Moretti.

Premetto che io ci ho visto una chiara ispirazione al Pasolini ultimo delle Lettere Luterane, in particolare al Pasolini pessimista che dopo aver descritto il mutamento antropologico del popolo italiano indotto dal nuovo Potere consumista fa uso paradossale della grande metafora del Processo. Tra l'altro, il Paso, in un modo premonitore che fa venire i brividi.
La sua comprensione della realtà e dei suoi rivoli di fuga era talmente profonda da permettergli di "prevedere" gli eventi senza che nemmeno lui se ne rendesse conto.

Secondo me, comunque, il Caimano è il classico filmetto italiano, che in qualche passaggio assomiglia pure a una ficcion. 


p.s. la prossima recenZione riguarderà l'album appena uscito di Caparezza intitolato "Habemus Capa", il cui tour promozionale farà tappa al Forte Prenestino il prossimo 29 aprile.

"Edizione straordinaria del podere della seraaaa...
Vedova nera piange per l'ape guerriera, licenziata in tronco la termite si dispera, millepiedi danno calci in culo alla frontiera, l'acaro ride perchè il mondo è una polveriera. La fanfara anticipa il corteo eccitato come una zanzara con il neon, imbizzarriti come tafani su cavalli da rodeo volano paroloni che nemmeno a Scarabeo. E lui "Marameo!", non li ha cagati, pensa al suo team di coccinelle che eccelle nei risultati, certi grattacapi noiosi li affida a pidocchiosi avvocati che ragni dal buco ne hanno cavati, quindi c'è chi lo vuole sottoterra lombrico, chi gli piazzerebbe un bombo sull'ombelico, chi come una lumaca se lo suca e si accontenta di dargli una cavallettata sulla nuca! "

non ho proprio niente da fare alle 10:05 | link | commenti (15)


venerdì, 17 marzo 2006

PAURA, BEVIAMOCI SU!


Questo fine settimana Critical Wine al Forte Prenestino, in ricordo di Veronelli, qui informazioni.  

non ho proprio niente da fare alle 19:08 | link | commenti (3)



Lettere

Spero non ti sia offeso per il troppo tempo trascorso dall’invio della tua e-mail e questa risposta ma come tu già sai i nostri tempi non coincidono mai.

“Perché giustificazione”
“Il mio vivere non normalmente”    

Il tono del mio messaggio ricevuto durante il soggiorno parigino è stato malamente interpretato e allora ti chiarisco una volta per tutte che io non mi sento in colpa perché credo di non aver causato dolore consapevole di causarlo.

Ci tengo però a spiegarti “il mio vivere non normalmente”.

Esistono malattie del fisico ed esistono malattie della  mente, secondo una certa corrente di pensiero molte, se non addirittura tutte, delle malattie del fisico dipendono da un disagio della psiche e quindi da quelle mentali ma non è di questo che voglio parlare o meglio, questo è solo il cappello introduttivo.

Tra le malattie della mente esiste l’ansia.

Io ho sofferto in passato e in   modo abbastanza serio di attacchi d’ansia.

Mi sono curata con 2 anni e ½ di psicoterapia e temo che confidandoti questo piccolo segreto tu mi metta nella tua testa in  una certa parte del mondo.

Tu stesso una volta parlando di Clare e descrivendomi il suo carattere hai specificato che era stata in analisi qualche anno e mi è sembrato che nel tuo immaginario questo non deponesse a suo favore, anzi. Io provai con una timidissima domanda ad indagare il motivo della tua strana affermazione, poi mi sentii colpita e  per paura lasciai abilmente cadere il discorso decidendo nell’angolo della mia più profonda attitudine alla solitudine che non avresti mai saputo che anche io avevo fatto quell’esperienza.

Quando l’ansia ti investe perdi il controllo di te stesso ma nel senso più vero del termine.

Se fai finta di non averla (nel 100% dei casi il non riconoscerla e ammettere che ce l’hai è il vero grande problema) inizi a tirare una corda che sfilaccia giorno per giorno fino a che non si rompe e quando si rompe rischi di romperti come un vaso di vetro….e così Olivia di qualche anno fa inizia ad avere difficoltà a prendere la metropolitana, ad andare in macchina con gli altri, ha  pensieri ossessivi, trattiene il respiro fino a svenire e tanta tantissima altra merda che non ti racconto un po’ per pudore un po’ perché, come tu ben sai, mi scatta quello strano meccanismo per cui se racconto e parlo le cose mi appaiono in tutta la loro drammaticità, ne constato il peso e mi spavento.

E allora qualche giorno fa vado a Fiumicino per lavoro, poi passo a Pomezia negli uffici di un’altra società, corro piena di carte, di fogli di foto di cantieri di merda e di relazioni tecniche per le quali non provo il minimo interesse. Poi finisco e decido di rientrare in ufficio, 40 kilometri tra pontina e raccordo e la imbocco sta pontina e scoppia il temporale e mi accorgo che ho dimenticato di fare benzina e che il prossimo distributore è a  14 kilometri e che la mia macchina si fermerà sicuramente  e mi aumenta il respiro, troppo, il mio respiro aumenta troppo e prima di rendermi conto di quello che mi sta per accadere è già accaduto. Esco a Tor De’ Cenci accosto e  non mi è più possibile fare ne un passo avanti ne uno indietro, non mi è possibile piangere, non mi è possibile alzare il telefono e chiedere aiuto e prima di capire che basta  trovare  un distributore per risolvere il  problema passa mezz’ora..mezz’ora cercando di riportare il respiro e il battito del cuore ad una velocità accettabile e sentendomi una merda di cui io stessa  dovrei vergognarmi, non ho nulla, le  mie gambe funzionano, non ho il cancro non soffro neanche di mal di testa solo non sono capace di vivere, solo per me qui non c’è spazio, solo non ho il pelo sullo stomaco solo questo. Poi finalmente piango e trovo il distributore  e metto benzina e riprendo la pontina e alla radio passano Queen of The Stone Age e piove tanto e mi sento sfinita. Iniziano tutti a cercarmi perché   sono sparita e tutti mi aspettano e devo fare molte cose e allora basta dire qualche bugia e tutto è sotto controllo. Torno a casa e non ho fame. Torno a casa e mi metto a pensare che era tanto che non succedeva, anni,   mi sento sconfitta,  mi sento persa e mi vengono in mente le tue parole…” io ci sono io ti voglio bene se vuoi piangere dal vivo o al telefono” però penso è in vacanza perché dovrei appesantirlo?…”sentiti  libera con me io ti voglio bene” si anch’io ti voglio bene e allora prendo sto cazzo di telefono e ti scrivo così..liberamente…quello che mi passa per il cranio in quel momento come se tu stessi li con gli occhi belli e i capelli  morbidi.  

 
Fine primo capitolo, corro dal dentista, mi hai appena chiamato ciccia ed è stato davvero bello bellissimo, la morale della tua  favola è bene ancorata nella mia testa.

Presto giungeranno altri capitoli

Scusa gli orrori grammaticali

Se rileggo finisce che non ti scrivo.

Ti voglio bene

non ho proprio niente da fare alle 18:58 | link | commenti (2)


mercoledì, 15 marzo 2006

Dieci minuti alle dieci della sera e le ultime bracciate di fatica prima della doccia.
Al fianco Paolo, da una vita due linee perpendicolari parallele come le corsie della piscina.
L'acqua archetipo della memoria racconta sempre la stessa nenia.
L'unica lancetta del cronometro da muro continua imperterrita a rimbalzare tra lo zero e il sessanta, tra il sessanta e lo zero.
Generazioni di ragazzi sguardo fisso al muro, respirare e ripartire, e farsi vecchi.
Dal centro della valle paludosa e umida, sprofondata nella notte, continua fioca la luce del circolo a testimoniare la vita che cammina stupida.
Ancora poco e il silenzio e il buio saranno perfetti.
Tutt'intorno le case popolari spente abbracciano il silenzio.

Sbadate chiacchiere di politica tra lo shampoo e il calzino.
Poi via.

Sul motorino la strada della torrevecchia deserta, fa impressione.

non ho proprio niente da fare alle 10:24 | link | commenti (11)


martedì, 14 marzo 2006

SE QUESTO E' UN UOMO
ABOLIAMO LA BOSSI FINI

Nella foto, gli immigrati clandestini in fila alla Posta per inviare la raccomandata della speranza, quella che farà la differenza tra un presunto uomo e un clandestino irregolare.
Quelli che Fini e Calderoli vorrebbero spedire a calci nel culo nel loro paese di provenienza.

Sono 170.000 posti per 2.000.000 di moduli distribuiti: faranno fede per discriminare tra uomini e clandestini perfino i secondi in cui sarà ricevuta la raccomandata.

Vincono appunto i primi 170.000.

La protezione civile di questo paese incivile ha distribuito coperte, acqua e cibo alle persone accampate nei pressi degli uffici postali di tutta Italia.

Provo orrore per la legge Bossi Fini, una normativa che ci rilancia indietro al passato schiavista e coloniale di questo nostro Occidente progredito. Se hai un contratto di lavoro (e un alloggio) puoi venire da noi, se lo perdi hai sei mesi per stipulare un altro regolare contratto in cui il datore di lavoro ti dà casa e soldi per il rientro altrimenti te ne ritorni a casa cioè ridiventi clandestino.  E la cassazione per fortuna ha cassato la norma che prevedeva come reato penale il solo varcare la soglia del confine italiano senza permesso di soggiorno. Abbiamo istituito le liste bestiame presso i consolati italiani nei paesi di provenienza dell'immigrazione. A loro impersonalemnte il lavoratore italiano invia la richiesta di braccia. Se ci servi vieni che a noi italiani non ci piace fare i muratori, i pizzettai, raccogliere i pomidoro, badare ai vecchi, altrimenti rimani a stirare le zampe nel tuo paese fottutto dove il nostro Dio ha deciso che tu nasca. Ci sarà pure un motivo oltre il semplice parto di una fica se tu sei nato lì e io qui?

Questi i ragionamenti dei cattolicissimi Fini e Calderoli.
Questi ahimè i ragionamenti cattolicissimi di un paese che di cattolico ha ormai ben poco.

Questo paese derelitto dove si permette ai fascisti schifosi delle Fiamma Tricolore DN di innalzare al cielo i propri sporchi inni razzisti, dove si permette alla Lega nord di far naufragare la legge sulle torture, di far andare in fumo il mandato europeo sui reati di razzismo e xenofobia.

 

non ho proprio niente da fare alle 12:54 | link | commenti (2)


lunedì, 13 marzo 2006

MI CONSENDA

D'accordo, Berlusconi in difficoltà rispondendo ad una domanda ha iniziato a darLe di quella che non capisce nulla di economia, ha fatto riferimento alla carriera professionale dell'Annunziata parlando di macchie (con tono vagamente mafioso), ha fatto sfogio di tutta la sua tracotanza da nano, talmente nano che per dare la mano alla Signora Annunziata si è dovuto stendere sul tavolino della trasmissione, insomma un pessimo esempio di responsabilità della politica, però c'è un però.

Il però è che l'Annunziata ha un cervello della grandezza di una nocciolina.
Come può una persona che non è capace a mettere in fila quattro parole d'italiano con un senso compiuto, che è urticante con chiunque parli, che ripete sempre gli stessi luoghi comuni come un disco rotto arrivare ad essere considerata una giornalista tra le più quotate?

Mistero.

non ho proprio niente da fare alle 10:02 | link | commenti (15)


venerdì, 10 marzo 2006

IMPRESENTABILI

La fascista Mussolini, nipote del Duce, ieri a Porta a Porta in modo assolutamente gratuito fuori campo a fine trasmissione rivolta ad un posato Vladimiro Guadagno in arte Luxuria, già oggetto di ironia cattiva per tutta la puntata da parte di Castelli della Lega, si è vantata:

"MEGLIO FASCISTA CHE FROCIO" (clikka per il video)

Se vincesse il centrodestra non oso pensare dove potranno arrivare.
Ha ragione Umberto Eco a dire che questi sono P-E-R-I-C-O-L-O-S-I

non ho proprio niente da fare alle 11:08 | link | commenti (4)


mercoledì, 08 marzo 2006

TITO IL GRANDE

Ieri a Ballarò Tito Boeri è stato enorme e gigantesco.
Sarà che ero gasato per aver ritrovato in piscina il mio portafogli con carta d'identità, patente, libretto circolazione motorino, contrassegno assicurazione, Bancomat, e tessara aziendale, sarà che avevo appena ritirato la denuncia di smarrimento fatta alla polizia, ma vedere l'economista della Bocconi incalzare il Ministro dell'economia Giulio Tremonti con colpi secchi e puntuti, Ministvo che rispondeva ROSICANDO come un picchio argentino, è stato bellissimo.
Rosicava talmente tanto Giulione che ad un certo punto ha inziato a chiamarlo Gene Gnocchi nonostante l'atteggiamento serio e posato del Nostro.

L'aspetto psicologico gustosissimo della vicenda è stato il seguente: Tremonti sapeva bene che da un punto di vista propagandistico elettorale Boeri ha un lunguaggio e uno stile troppo sottile e forbito perchè la genta davanti alla TV lo comprenda; d'altronde lo stesso Boeri è uno spirito libero che non ha nessun interesse a fare presa sulla gente; la vera rosicanza di Tremonti si sposta quindi ad un livello di orgoglio personale: e qui si gode profondamente!

Tra l'altro dietro c'è una storia tutta internettiana.

Infatti, Boeri insieme al grandissimo Francescone Giavazzi è uno dei capi guida dell'unico vero think tank economico del nostro paese, come direbbero gli americani.  Questo think tank, questo grosso contenitore di pensieri e idee economiche, è il sito www.lavoce.info, dove scrivono personalità di spicco del mondo accademico e del lavoro italiano; ad esempio  i ridicoli risultati economici del governo Berlusconi sono stati previsti e motivati in mille e più articoli del sito nonchè puntualmente verificatisi. Non c'è niente da dire per Tremonti se discute di economia con persone competenti e che non hanno interessi elettorali. Non ha nessun argomento per giustificare la scarsezza dei risultati se non la sua scarsezza.

Comunque sia, fatto sta, che il momento di massima goduria è quando sardonico Boeri dopo aver menato come Cassius Clay, tra l'altro spiegando al Ministro come funziona la riduzione del cuneo e dandogli ragguagli sui dati OCSE (dove è stato senior manager per 9 anni) ai tempi d'oro ha detto sorridendo di sottecchi:

"Dò atto al ministro di non aver fatto una finanziaria 2005 elettorale".

S-t-u-p-e-n-d-o

non ho proprio niente da fare alle 18:07 | link | commenti (4)


lunedì, 06 marzo 2006

ER POLLO DE TRILUSSA

La famosa poesia sulla statistica del poeta dialettale romano Trilussa la conoscete tutti (anche se Bradipa secondo me ha capito a mala pena la parte finale sul pollo); sono sicuro che gratta gratta la trovate pure su sto blogghe; inno al pessimismo romano dalla risatina cinica e obliqua, questo per dire che i dati economici estremamente negativi comunicati dall'ISTAT l'altro ieri non sono poi smalmati in modo equidistante sulle Regioni del nostro paese. Come dire anche che a volte non si dividono virtualmente polli ma purghe.

In particolare c'è un dato che spicca in controtendenza: l'incremento della ricchezza prodotta dalla capitale, dati ISTAT, alla mano è risultata essere pari a:

4,1%

Rispetto allo ZERO registrato dal Paese, il dato di crescita della città in cui vivo è di una grandezza incommensurabile. 

Inoltre, si accompagna ad altri dati significativi come ad esempio i 100 milioni di IVA in più che nel 2005 questa città ha versato nelle casse dello Stato (aridatece li sordi a'nfami) e i 16 milioni di visatatori, numero record, che hanno affollato le vie della città Eterna (cfr. vecchio slogan: turista terrorista).

Anche per questo, noi che viviamo a Roma la crisi nera italiana la vediamo molto meno.

Precisiamo subito che per ottenere numeri di questo genere bisogna essere CAPACI.

Purtroppo, non ho altri dati (che dovrebbero essere sul sito ISTAT) per andare a capire cosa veramente ci sia in quel +4,1%, però vivendo nella Città posso sostenere con buona convinzione che la crescita economica della capitale in controtendenza con il resto dell'Europa (abbiamo detto prima che l'Italia è imparagonabile con Roma) è basata solidamente sull'incremento del turismo e sull'indotto che questo reca alla città nel suo complesso.

E che a sua volta l'esplosione del turismo è frutto della bellezza della città, delle notti bianche, dei concerti brasileiri, delle case dei francazzisti jazzisti, dell'autobussi a due piani che fa fare il giro panoramico della città mentre io vado a lavorare, di quel ricchione di Elton Gion, del futuro festival del cinema, delle serate dell'Auditorium, delle Pazolinate sparse qua e là, delle mostre di Modigliani e Munch, e via discorrendo passando anche per quell'inferno dell'estate romana di nicoliniana memoria.

Non che anche queste manifestazioni siano facili da concepire e da organizzare. Te lo immagini Alemanno impegnato per un evento culturale? Oppure Baccini che come slogan per la prossima campagna ha scritto sui manifesti: "3 milioni di primi cittadini". Tre milioni di sindaci! Evviva!

Ciò detto, ogni lato della medaglia ha il suo rovescio.

Roma oggi appare a chi ci vive, o quantomeno a me, come una città FOLLE.
Sconsiderata.
Pazza.
C'è di tutto e più di tutto.
Dai pellegrini tedeschi, agli idraulici polacchi.
Pullman e autobussi sono ovunque.
I mezzi pubblici congestionati.
I calabresi hanno preso in ostaggio interi quartieri.
I ministeri nel centro ricevono le derrate alimentari per le loro migliaia di dipendenti giornalmente da grandi camion che si fermano in doppia fila su strade assediate dalla gente.
Le multe utilizzate per fare cassa, vera vergogna dell'Amministrazione.
Le strisce blu, che gravano egualmente sul povero e sul ricco, impazzano ovunque nella città.


(Viale Regina Margherita - 1900)

Manca lo spazio e il tempo.
Pure adesso me manca il tempo pe finì il post. 
E allora, allou me tu conclud con una poesia di Trilussa, non la solita Statistica, una poesia che mi leggeva da bambino - avrò avuto dieci anni -mio padre divertito:

NUMMERI
di Trilussa

- Conterò poco, è vero:
- diceva l'Uno ar Zero -
ma tu che vali? Gnente: propio gnente.
Sia ne l'azzione come ner pensiero
rimani un coso voto e inconcrudente.
lo, invece, se me metto a capofila
de cinque zeri tale e quale a te,
lo sai quanto divento? Centomila.
È questione de nummeri. A un dipresso
è quello che succede ar dittatore
che cresce de potenza e de valore
più so' li zeri che je vanno appresso.



non ho proprio niente da fare alle 10:26 | link | commenti (4)


giovedì, 02 marzo 2006

NOTIZIA DEL GIORNO: I TASSI SALGONO

La BCE ha oggi aumentato di 25 punti base il costo del denaro nell'UE portandolo a 2,5% (per i non addetti i tassi a cui ci riferiamo sono quelli pagati dalle banche commerciali alla BCE per finanziarsi; chiaramente questo aumento a cascata, razionando il credito, diminuisce l'offerta di moneta della BCE e arriva su quello che ha il mutuo).

La mossa era scontata e segue i ripetuti aumenti posti in essere dalla FED americana (oggi i tassi fed sono al 4,5%).

I due occidenti, USA e UE, hanno ormai dato il via al rientro dall'euforia monetaria cominciata a metà degli anni '90.

La grande quantità di moneta immessa da FED e BCE negli anni passati ha tenuto alti i corsi azionari, contribuito ad allocare in modo inefficiente le risorse, gonfiato la bolla dei tecnologici e quella immobiliare, indebitato nei confronti del resto del mondo.

Adesso che le economie serie danno segnali di ripresa, i paesi seri cominciano a ripagare i propri debiti.

Chiaramente noi non siamo un paese serio e abbiamo come Presidente del Consiglio Napoleone e come Ministro dell'Economia Terremoto Tremonti.

I dati ISTAT di ieri riferiti al 2005 ci rivelano che un contributo positivo e sorprendente all'indebitamento netto del nostro paese rispetto agli altri anni è venuto dalla minore spesa per interessi sul debito pubblico (oggi un atto di patriottismo è comprare i BOT con rendimenti inferiori all'inflazione; equivale a dare ossigeno al bilancio italiano; un pò come con il duce nell'era del gold standard si davano le fedi).

Senza tenere conto degli interessi passivi pagati dallo Stato sul suo debito, cioè guardando il c.d. saldo primario (semplificando sarebbe: IMPOSTE-SPESA PUBBLICA), i conti pubblici vanno malissimo: nel 2001 il saldo primario stava a 3,2% del PIL, nel 2005, dopo la cura Napoleone, siamo drammaticamente scesi allo 0,5%. Frutto combinato del taglio dell'IRPEF e dell'aumento della spesa pubblica (sanità soprattutto, al sud soprattutto).  

Comunque le cose vanno male anche guardando il deficit complessivo: 4,1% rispetto al PIL. Il Governo si aspettava 4,3%, (e per questo Tremonti si è detto piacevolmente sorpreso) cioè peggio di quello che è stato, proprio perchè non considerava che i BOT nell'ultimo periodo sarebbero costati così poco.

Ecco. Se adesso cominciano a salire i tassi di interesse, allora salgono anche gli oneri pagati dallo Stato ai detentori di BOT, cioè dei titoli del debito pubblico. Siccome il nostro debito è una massa sconfinata, anche un piccolo aumento dei tassi per noi significa un grande aumento dei costi annuali pagati per il debito (cioè la spesa per interessi).

Più crescono i tassi e più si deteriorano i conti pubblici (cioè la tassa sul debito che paghiamo ogni anno cresce).
Ma non solo i conti pubblici, anche quelli privati: chi è indebitato si vede aumentare i tassi e quindi i costi (es. mutui a tasso variabile).

Dunque, si deteriorano i conti pubblici e allora hai tre strade: 1) aumenti le tasse e riequilibri l'aumento di spese per il debito, rischiando però di deprimere l'economia (che già è depressa per conto suo visto che cresce 0%); 2) tagli la spesa pubblica (si è tagliato già tutto quello che si poteva tagliare); 3) fai finta di niente e ti indebiti ulteriormente: così però cresce il pericolo per chi detiene titoli di non essere rimborsato (es. Argentina) e dunque per tenere i titoli pubblici BOT nel tuo portafoglio tu investitore chiedi un rendimento sempre più elevato e così facendo fai peggiorare ancora di più i conti pubblici, in un processo perverso che va a finire prima nello Schema di Ponzi (mi indebito per pagare gli interessi sul debito) e poi nel crack modello argentina.

La cosa grave è che ci prepariamo ad affrontare questo periodo difficile in una situazione completamente diversa da quelle apparentemente analoghe del passato:

1) c'è l'EURO che non consente all'economia di prendere ossigeno (le chiamano le riprese "drogate") attraverso una svalutazione della moneta che farebbe aumentare gli acquisti di merci italiote dall'estero (quindi maggiore occupazione e incremento del PIL e aumento gettito fiscale), ricordando comunque che la svalutazione della moneta nel medio periodo crea inflazione e impoverisce tutti quelli che non esportano, finendo poi per pesare sui conti pubblici

2) c'è Berlusconi al governo

3) i tassi sono in salita e la situazione del commercio internazionale potrebbe a breve deteriorarsi

4) il prezzo del petrolio dalla guerra all'Iraq è fuori controllo

Da questo breve quadretto emerge quanto siano state SCONSIDERATE LE POLITICHE DELLA CICALA "OTTIMISTA" E "OTTUSA" poste in essere (peraltro senza nessun risultato di crescita) dal governo Berlusconi.

Allou me tu conclud, i want to share with you a little fariteils:

Once apon a time, a professor of economy told to his alumn "every day the sun raisss, give thanks to Ciampi for saving Italy from crack laik mexico in 1993".

thet professor was Mario Baldassarri end that alumn was me.

CIAMPI FOR PRESIDENT AGAIN AND AGAIN

 

non ho proprio niente da fare alle 15:44 | link | commenti (10)



AGGIORNAMENTO SUI DATI ISTAT

Ieri l'ISTAT ha precisato, con questo comunicato, che i dati sul calo dell'occupazione (102.000 unità) sono riferiti alle cosiddette ULA ovvero non riguarda i posti di lavoro ma le unità di lavoro totali a tempo pieno (ULA). Leggiamo bene cosa dicono:

"Le unità di lavoro a tempo pieno (ULA) si possono riferire al lavoro prestato nell’anno da un occupato a tempo pieno, oppure alla quantità di lavoro equivalente prestata da  lavoratori a tempo parziale o da lavoratori che svolgono un doppio lavoro, al netto della cassa integrazione. L’unità di lavoro non è dunque legata alla singola persona fisica ma si riferisce convenzionalmente a una quantità di lavoro standard a tempo pieno definita dai contratti nazionali".

Commento:

Ebbene sì, ormai è ufficiale incrociando i dati sulle teste occupate: Berlusconi al termine del suo mandato è riuscito in quello che nessun comunista aveva mai ottenuto, se non a chiacchiere:

LAVORARE MENO LAVORARE TUTTI!!

p.s.: e non dite che io non ve l'aveva detto! e ci ero arrivato con 2 numerelli e la forza critica e oscura della mente. Leggi questo post qui.

 

non ho proprio niente da fare alle 13:07 | link | commenti (4)


mercoledì, 01 marzo 2006

BUONGIORNO ITAGLIA!!!!!




E' uscito il dato ufficiale ISTAT sulla crescita del PIL nel 2005:

0%


I consumi privati interni sono addirittura calati.
Il rapporto deficit PIL al 4,1%.
Persi nell'anno 100.000 finti posti di lavoro.

Questi dati sono solo un assaggio del boccone amaro dei cinque anni del governo Berlusconi così come ce lo descrive l'ISTAT, il rapporto in versione integrale con tante altre spiacevoli sorprese lo trovate sul sito ISTAT ma anche cliccando qui.

A tutti quelli che votano Forza Italia, soprattutto la gente comune, i lavoratori dipendenti: VOTATE BERLUSCONI BRAVI, MENTRE LUI SI ARRICCHISCE NOI CI DIAMO LE MAZZATE SUI COGLIONI!

SPEGNETE LE TELEVISIONI CAZZO!

*****

1) Incredibile reazione del Ministro dell'Economia: "Sono favorevolmente sorpreso, pensavo 4,3% di rapporto debito/PIL". (Non ho parole).


non ho proprio niente da fare alle 11:50 | link | commenti (14)