martedì, 31 gennaio 2006
QUELLI CHE COMUNICANO CON GLI SMS
Oggi a pausa pranzo ho incontrato Bradipa, in pausa digestiva, chè lei lavora per la società dei magnaccioni, camminare beata per le vie del centro, con due amiche tardone.
Siccome la Bradipa mi ha spiegato che nel post con l'ovetto Kinder in cui è citata non ci sono suoi commenti per protesta contro le mie omissioni dei fatti ho deciso di pubblicare l'sms di pisciaggio della mia festa di sabato, ore 20, quello incriminato cui si fà riferimento nel post e che ha scatenato le mie immediate e veementi proteste telefoniche voce a voce:
Fra sono troppo stanca per venire. Non ti chiamo perchè non voglio sentire la tua voce dispiaciuta. conto nella prossima festa, nel frattempo divertitevi alla faccia mia. baci
IL DELIRIO CONTINUA ....
Leggete in questo articolo del Corriere della Sera che cosa stanno tirando fuori sulle canne, roba da non crederci .... questi vivono in un'altra dimensione altro che trombe ... come dice Marley "millions miles from reality" .... :
Bocchino: ho fumato. Ma i colonnelli lasciano solo il leader: noi mai
Strano (An): provai di peggio. La Mazzoni (Udc): mi è successo in gita scolastica. La Beccalossi: Gianfranco ha sbagliato
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ROMA—Il tabù spinello lo ha infranto il leader, Gianfranco Fini. Adesso tutta An e dintorni tenta di farci i conti. C’è chi ammette i «tentativi ». Italo Bocchino, vicepresidente deputati di An ne ricorda due. E accusa: «Chi, della nostra generazione, dice di non aver provato mente. E’ come se i nostri padri avessero detto non sono mai stato in una casa d’appuntamento». Racconta: «La prima volta avevo vent’anni ero a Palinuro, e una sera con degli amici. Per curiosità, per capire, ho accettato». Com’è andata? Ride: «Malissimo. Mal di stomaco. Un ricordo orripilante». Due anni dopo, a Perugia, con altri studenti fuori-sede, il secondo tentativo. «Eravamo in quattro, ancora solo maschi. Stavamo cenando, ridevamo e uno di noi si è acceso una canna e ce l’ha passata. Ci ho riprovato,ma è stata un’esperienza pessima». Nino Strano, deputato di An, loda la «grande libertà» di Fini. «Tutti abbiamo provato. La prima ero ad Aci Castello uscivo dalla discoteca. Mi dette un senso di giramento di testa e stetti talmente male che dovetti infilare la testa sotto la fontana. Anni dopo, con un giro di amici particolare ne provai un altro tipo che non nomino per pudore — dice alludendo alla cocaina — lì per lì fu una sensazione bella. Il giorno dopo invece mi venne una tale tachicardia che pensai di rimetterci le penne».
Roberta Angelilli, deputato europeo di An, alla domanda se le è accaduto qualcosa di analogo allo spinello di Fini dice di sì e racconta: «A 14 anni, in piena età della trasgressione, frequentavo un gruppo di amici d’infanzia, per lo più di sinistra. E mi son detta devo fare proprio qualcosa di terribile e ho provato a fumare. Ma mi sentii male. Riprovai tutta l’estate dopodiché decisi che non era per me». Interviene Marcello De Angelis, direttore di Area: «Macché erano Camel che gliel’hanno spacciate per canne». Lei ride. Dopo mezz’ora ritelefona e precisa: «Parlavo di sigarette ». Intanto De Angelis ammette: «Sono un ragazzo degli anni ’70, abbiamo visto e provato un po’ tutto: mi ricordo uno scherzo che una volta feci assieme ad altri amici. Ci mettevamo sulle scale del Piper e ad ognuno che usciva dicevamo: tu ti fai le canne. E tutti, dico tutti, arrossivano».
Il primo spinello lo ricorda benissimo. «Ero stato rimandato a settembre ed ero rimasto a Roma a studiare. I miei erano in vacanza. Avevo una vicina di casa molto appariscente e anche lei era sola a casa. Andai da lei e lei tirò fuori un’erba. Non so cosa fosse. Ma certo non basilico. Si mise a fumare e io non potevo evitare. Ho fumato anch’io e mi sono addormentato. E’ stata l’ultimavolta che l’ho vista». ErminiaMazzoni, responsabile giustizia Udc, racconta la sua esperienza goliardica: «Ero in gita scolastica con i miei compagni di liceo. Era in un momento di partecipazione in cui era difficile sottrarsi. C’era una questione di appartenenza, di spirito di corpo. Non ebbi conseguenze particolari. Ma non lo rifeci. Perché le esperienze si apprezzano per la possibilità di fare poi scelte più convinte. E infatti ne capii l’inutilità». «Tentativi » anche in Forza Italia.
Gaetano Pecorella: «Debbo confessare che ho provato, come chiunque abbia fatto il ’68. C’erano le assemblee. La voglia di libertà. Non mi fece un granché. Rimasi deluso. Allora era un gioco per stare in compagnia. Oggi il primo passo verso la dipendenza». E Paolo Guzzanti: «A fine anni ’70 ho tirato una cosa. A casa di amici di quelli che ti prendono in giro se non provi. Non avevo nessuna remora. Ho provato. Mi ha fatto schifo. Intontisce. Dà il mal di testa e ti senti ciondoloni». Lasciano solo Fini, come era accaduto in precedenti «outing», i suoi colonnelli. Ignazio La Russa è netto. «Mai. Non digerisco i peperoni figurati la droga. Non è per falso moralismo ma è per un’impostazione culturale che fortunatamente ho passato anche a mio figlio».
Un secco «no» anche da Francesco Storace: «Mai subito il fascino. Nè di spinelli nè di altro. Ho solo il vizio di un grappino ». Maurizio Gasparri ci tiene a sottolineare: «Sono sempre stato in contesti in cui nessuno ne ha fatto uso». Anche se concede: «se sono singoli episodi, come lo sono stati quelli di Fini e di Casini non è un problema». Guido Paglia, dirigente Rai in quota An, ne fa una questione di «scelte di fondo»: «E’ una cosa su cui non transigo». Viviana Beccalossi di responsabilità: «Non sono mai stata attirata, ma qualora ne avessi fatto uso mi sarei ben guardata dal dirlo. Non per ipocrisia ma perché noi persone pubbliche possiamo influenzare». Marcello Veneziani di «trasgressione alle trasgressioni imposte».
Anche Isabella Rauti, figlia dello storico leader del Msi e moglie del ministro Gianni Alemanno, rivendica il suo no. «Non mi interessa se Fini se l’è fatta in Giamaica o a Vetralla. Sono cose personali. Ma non mi va nemmeno che adesso sembra una diminutio dire che non hai mai fumato marjuana». Paolo Francia non condivide la confessione di Fini: «E’ come l’altra volta. Perché dirlo? Nessuno gliel’aveva chiesto». Non «fumatori » anche Pietrangelo Buttafuoco, Luigi Bobbio, Enzo Fragalà e Giuseppe Consolo. Un «no» per paura quello di Daniela Santanchè: «Ho il terrore delle reazioni chimiche, non prendo nemmeno l’aspirina». Flavia Perina, direttore del Secolo d’Italia, mai uno spinello per «spirito di contraddizione».
Virginia Piccolillo
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lunedì, 30 gennaio 2006
RASTA FINI

Ieri mi sono imbattuto nella visione a "Che tempo che fa" dell'onorevelo "sotto il vestito niente" Gianfranco FIni, quello che nel 1994 Benito Mussolini è stato il più grande statista del secolo. Tacci sua. Tra l'altro è stato sorpassato a destra dallo stesso Berlusconi che ques'estate a due giornalisti inglesi ha confessato che in fondo Mussolini non hai mai fatto male a una mosca. Poi subissato dalle critiche si è giustificato come il mio amico Giggino quando si baciava con una raghena: ero ubriaco!
Insomma Fini; quando Fazio gli ha chiesto: "Si è mai fatto una canna?" e lui ha risposto "Sì, una volta in Jamaica con amici e sono stato rincitrullito per due giorni" ho capito che non c'è niente da fare.
La mafia continuerà a sovraneggiare nel sud della nostra penisola, i treni saranno sempre in ritardo e pieni di zecche, i poveri saranno sempre più poveri, i drogati affolleranno sempre più le carceri e le mie botte di ansia avverranno sempre più frequentemente.
Se uniamo questa dichiarazione confessione a quella di Casini di qualche giorno fa alle Iene (una volta a 16 anni in un momento di debolezza mi sono sono fatto una canna in un prato con gli amici) capiamo che non ci resta altro da fare che accenderci il nostro cannone e sospirare ancora una volta "nel deserto delle idee falla".
Speriamo che nessun ragazzo o ragazzetto abbia sentito le parole di questi politici.
La disinformazione che ne deriva è totale: ma tu Fini, porca troia, prova a pensare al ragazzetto Tizio, anni 16, di buona famiglia, magari tuo figlio, che da una parte riceve l'informazione della famiglia, dall'altra quella istituzionale, dall'altra quella degli amichetti, dall'altra quella del "senso comune". L'informazione istituzionale gli dice "la droga è tutta uguale e fa male"; gli amichetti "le canne non fanno una minchia, la coca è uno sballo, quando si va a ballare si prendono le pasticche"; il senso comune "la canne non fanno niente, la coca è pericolosa perchè ti può fottere, le pasticche e le droghe sintetiche fanno schifo e ti fottono il cervello"; la famiglia, vabbè, di droga, di sesso e di tutto ciò che non può essere oggetto di uno spot del mulino bianco non ne parla, passa la mano, fa finta che non esista, lo rimuove.
Grande assente l'informazione scientifica. Vabbè "mi taccio, come dice l'ex fascista.
Da segnalare che nell'intervista a Vasco di venerdì su quella pantomima condotta da Mimum nel dopo TG, il rocker modenese ha dichiarato di non essere interessato alla politica ma di avere comunque lui e tutta la sua famigghia la tessera radicale da 20 anni!
Veniamo alle noti dolenti della settima.
La bradipa. Vabbè, si era organizzato un piccolo ritrovo nella mia suntuosa casa, come testimonia il post di qualche giorno addietro. Chiaramente la Bradipa non è venuta. E questo gesto sebbene sia un brutto gesto non è comunque il gesto che intendo porre sotto accusa.
Allora io vi avviso. Quando la Bradipa vi farà il suo discorso fascista sulle sue amiche che usano i messaggini per comunicare, attribuendo alla circostanza il segno della decadenza dei tempi nonchè della stronzaggine delle persone, voi sarete da me, per il valore che ha, autorizzati a farle una ricca e sonora pernacchiona in faccia.
venerdì, 27 gennaio 2006
PROVVEDIMENTI DI SCAJOLA PER LA CRISI DEL GAS
Il Ministro delle attività Produttive oltre ad abbassare di 1° grado i riscaldamenti delle case ha deciso di:
VIETARE A BRADIPA DI FARE IL RISOTTO AL CHERRI
Reazioni indifferenti della società civile
PANNELLONE ANNUNCIA REFERENDUM CONTRO DL FINI SULLE DROGHE!!!!!!
QUESTO BLOG E' A FIANCO DELLA ROSA NEL PUGNO NELLA BATTAGLIA SULLE FIRME (INFAMI!)
APPENA HO TEMPO FACCIO IL POST!
TIRIAMO LE SOMME ....
1) Prosa di vacanze
2) Pol Pot e la Cambogia non c'entravano nulla
3) Appunti
4) Mercato immobiliare
5) Commento ai risultati delle elezioni
6) Frammenti di memoria collettiva
7) R.I.P (EI FU')
8) Francesca Woodman
9) Sviluppo e sottosviluppo: cultura e ciarpame
10) Rivelazioni in pausa pranzo
11) Delle vacanze (1)
12) Delle vacanze (3): Argentina
13) Il gioco
14) The harder they come
15) Martignano by night: la fredda cronaca
16) "Non mi sono divertita per niente stasera"
17) Venghino signori venghino, fate il vostro gioco
18) Consigli per le vacanze: Cala de San Pedro
19) WTO: Tu vò fà l'itagliano
20) Lievi letture estive (3): Gadda
21) Post in costruzione: padri e figli
22) Bon ton
23) Maledetti arabi
24) Ponzio pilato
25) The prophet: dal miracolo al capolavoro
26) Riapriamo la caccia (SUV)
27) Ancora aggiornamenti in tema di gippone e derivati
28) Le coseguenze dell'ammore
29) Regalo per amanti di cani: poesia e vita
30) Del creare inflazione
31) La maleducazione
32) La prima donna (nella mia casa nuova)
giovedì, 26 gennaio 2006
INDECENZA: GRAZIE A TUTTI
Ormai è fatta: hanno inserito il provvedimento forcaiolo di Fini che butta in galera la gente con dieci spinelli nel decreto di finanziamento delle Olimpiadi di Torino.
Il Senato ha già approvato. Ora tocca alla Camera.
Legiferare su una materia così delicata, con un voto di fiducia, calpestando un referendum, senza nessun dibattito parlamentare: è barbarico.
Provvedimento oscurantista e medioevale, come dice Grillo in leggera contro tendenza europea, che non fa differenze di nessun genere tra le varie sostanze stupefacenti.
A palermo i Mafiosi stanno stappando le bottiglie di Champagne.
La volontà popolare sancita dal referendum del '93 è stata calpestata per l'ennesima volta.
Neanche la Chiesa sull'aborto ha mai chiesto di ritornare sul responso delle urne.
Era il mio primo voto da cittadino: il 18 aprile 1983, il giorno in cui compievo 18 anni. Si sancì il maggioritario uninominale, la depenalizzazione per il possesso di droghe per uso personale.
In questa legislatura dannata hanno spazzato via tutto.
Nella prossima legislazione, o ci pensa qualcuno

o non resta che emigrare.
MARTINI?

Apparentemente sembra la Bradipa di sempre. Per esempio si è da poco comprata un paio di scarpe da pagliaccio. (calcola che ha quasi 50 anni)
La scorsa volta ha però sfoggiato, per la prima volta da quando la conosco, un paio di jeans. Tra l'altro non mi ha fatto nemmeno vedere come gli cascano sul culo.
Chè il culo di Bradipa, causa abbigliamento a strati, anatomicamente parlando, è ancora un oggetto dalle forme sconosciute. Diciamo che si veste come una cipolla multicolore. L'unica certezza fa rima con grandezza.
Insomma la Bradipa è diventata una scassamichia. Sta perdendo del tutto il senso della realtà. Cioè scassamichia lo è sempre stata, ma sta peggiorando giorno dopo giorno.
E' capace di darti un'indicazione sbagliata ad un bivio mentre la riaccompagni a casa e dirti contemporaneamente impunemente ingiustamente che "certo tu non hai proprio senso dell'orientamento".
Quanto mi fa incazzare!
Oppure, capace con il fascismo che da sempre la contraddistingue di autoproclamarsi cuoca del risotto al curry e venire a casa tua a sindacare che non hai la mezzaluna per tagliare la cipolla, che il tagliere fa schifo, che in tono inquisitorio "che ce l'hai un canavaccio? che ce l'hai una padella più piccola di quella, profonda come quell'altra, con il manico a S? che ce l'hai un piatto largo da frittata? e le carote? non mi dire che manca l'antani con doppio scappellamento a destra?"
Bra: "Ce l'hai il curry?" (figurati se c'ha il curry) Io: " Eccolo" (tiè) Bra: "Ma non è che è scaduto" (pivello di merda) Io: "Dai ste cose scadono dopo un botto, guarda un pò" (speriamo sia vero!) Bra: "A sì, scade nel 2015" (mmmm) Io: "Visto" (tiè) Bra: "Chissà che schifezze di conservanti ci mettono"
Maronna u carminiello!
Io: "Certo che ne sporchi poca di roba per cucinare il risotto al curry" Lei "Dai ciccio, dopo te le pulisco io, stai fermo"
Le pulescoooo ioooooooooooooooooooo!!!!!!!!
SABATO PROBABILE FESTA IN POMPA MAGNA, VIENI CON LA BANDA? 
DEUS EST CARITAS
L'enciclica del Papa, discutibile in alcuni passaggi, è dal punto di vista filosofico, da un punto di vista laico, una meraviglia. Non c'è che dire.
La prima parte la trovo un pò ingenuotta, laddove parla dell'eros, soprattutto.
Mi ha colpito molto la citazione iniziale di Friedrich Nietzsche, l'Anticristo.
In realtà nell'incedere del logos pontificio, la vicinanza al pensiero del filosofo tedesco si fa ai miei occhi sorprendente. Come sorprendente è leggere il filosofo tedesco e scoprire che c'è una scintilla di profondità mistico cattolica nel suo pensiero.
L'enciclica di Paparazzi ha come segno distintivo, a mio modesto giudizio, quello di abbracciare la totalità dell'esperienza esistenziale. Non c'è mai, o quasi, esclusione.
Interessanti anzichenò i passaggi sulla dottrina sociale e politica della Chiesa. Leggete qui:
Fin dall'Ottocento contro l'attività caritativa della Chiesa è stata sollevata un'obiezione, sviluppata poi con insistenza soprattutto dal pensiero marxista. I poveri, si dice, non avrebbero bisogno di opere di carità, bensì di giustizia. [....] Invece di contribuire attraverso singole opere di carità al mantenimento delle condizioni esistenti, occorrerebbe creare un giusto ordine, nel quale tutti ricevano la loro parte dei beni del mondo e quindi non abbiano più bisogno delle opere di carità. In questa argomentazione, bisogna riconoscerlo, c'è del vero, ma anche non poco di errato.
E ancora:
Uno Stato che non fosse retto secondo giustizia si ridurrebbe ad una grande banda di ladri, come disse una volta Agostino: « Remota itaque iustitia quid sunt regna nisi magna latrocinia? ».
Di nuovo:
L'elemento della « comunione » (koinonia), qui inizialmente non specificato, viene concretizzato nei versetti sopra citati: essa consiste appunto nel fatto che i credenti hanno tutto in comune e che, in mezzo a loro, la differenza tra ricchi e poveri non sussiste più (cfr anche At 4, 32-37). Con il crescere della Chiesa, questa forma radicale di comunione materiale non ha potuto, per la verità, essere mantenuta. Il nucleo essenziale è però rimasto: all'interno della comunità dei credenti non deve esservi una forma di povertà tale che a qualcuno siano negati i beni necessari per una vita dignitosa.
In questo ultimo passaggio citato c'è a mio avviso un difetto di coraggio. Non credo si possa affermare quanto dice Paparazzi e cioè che "il nucleo essenziale è però rimasto". Qui si opera un'omissione della dottrina evangelica, e si fa sbrigativamente senza fare i conti con l'Evangelo, cito a sostegno delle mie parole un passaggio del Vangelo di Matteo che chi mi legge conosce bene:
Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? [32]Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. [33]Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. [34]Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena.
mercoledì, 25 gennaio 2006
PORGI L'ALTRA BERETTA
Post in costruzione
martedì, 24 gennaio 2006
SAPEVATELO (tratto dal blog di http://bananemazzette.blog.kataweb.it/la_rassegna_stanca/)
quando Mediaset voleva bene alla Unipol...
"PECUNIA NON OLET"
Mediaset tra i grandi clienti di UNIPOL
Da almeno 15 giorni, Silvio Berlusconi attacca frontalmente l'Unipol. Non c'è trasmissione in cui il premier rinunci ad accusare il gruppo assicurativo delle cooperative rosse (che ha tentato la scalata alla Bnl) e i suoi ex manager Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti.
Lo scopo è colpire il vertice Ds.
Alla luce di un simile sistematico attacco, fa specie scoprire che Mediaset - proprietà del premier e della sua famiglia - abbia scelto proprio l'Unipol per garantire l'assicurazione infortunistica dei suoi lavoratori.
Insomma: circa 4.000 dipendenti di Berlusconi godono di coperture assicurative supplementari grazie all'accordo tra Mediaset e le "odiate" cooperative.
Per la precisione, l'accordo è in piedi con Unisalute, società della Unipol che opera in questo specifico ramo.
In tempi non sospetti, Mediaset descrive l'accordo con UnisaIute quasi come un fiore all’occhielIo. Nel bilancio del 2002, ad esempio, l'azienda di Berlusconi descrive tutte le iniziative che ha preso per proteggere i suoi lavoratori. E qui spiega che Unisalute garantisce ai dipendenti (e anche ai loro familiari) una piena assistenza in caso di malattia o incidente, attraverso una rete di strutture sia pubbliche e sia private.
La stessa Unisalute, per la verità, sembra contenta del rapporto con il gruppo Berlusconi. Nel sito della compagnia assicurativa, Mediaset viene subito indicata tra i grandi clienti. Non solo. Anche Fininvest - la casa madre berlusconiana che controlla Mediaset - è nell’elenco dei clienti di Unisalute (insieme alla Barilla, alla Philips, alla Renault Italia).
Poi, per la verità, ci sono le banche. Avranno diritto anche loro di assicurare i loro dipendenti.
E Unisalute segnala tra i suoi clienti la Popolare di Lodi che fu di Fiorani.
FUORI LA VOCE
Ieri sera aPPorta aPPorta, che festeggiava il decennale, si sono scontrati il Massimino D'Alema detto Paul Cayard e Pierferdinando avvelenato di fica Casini in Caltagirone, divor..., con Sacra Rota di scorta incorporata.
Dove lavoro io che è dalle parti di Piazza Gesù, non c'è una segretaria bona 40enne che non ricordi con nostalgia le avanceS subite da quel giovane portaborse che iniziava per "Pier" e finiva per "a nandoo". Vabbè cazzi suoi e delle sue mugliere.
A proposito di Piazza del Christos, unto, quello è un crocevia nevralgico della vita italiana del secondo dopoguerra, lì c'è pure la sede della massoneria itagliana (antiguo ritos scozzeses).
Per intanto il venerdì addietro, dopo aver registrato il mio primo stato ansiogeno, al ritorno dal pronto soccorso da cui sono stato cacciato a pedate, ho ricevuto la proposta di un massone, professore universitario di matematica, di essere ascoltato dal suo venerabile Maestro. L'ho colpito parlando di Giovanni Gentile (contro cui lui si scagliava inneggiando a Fanciullacci per mano del quale morì il filosofone siculo) e di Spinoza. Lui mi ha colpito parlando del brigantaggio e dei torinesi.
Forse è un loro modo di fare quello di nominare Fanciullacci e Gentile in un bar in cui la probabilità che qualcuno conosca è prossima allo zero?
Inizio a pensare che la massoneria sia una debolezza necessaria nonchè umana. Nel senso che non potrebbe non esserci. D'altronde tutto è necessario, forse. In un pianeta di decerebrati è normale che quando due menti funzionanti si incontrano e si riconoscono queste tendano a solidarizzare, signora mia.
Io però ho contestato la preclusione alle donne. Dice lui che drammaticamente c'è chi ha staccato lo spirito (soffio o son desto?) dalla materia. Epperò perchè l'istinto di arraparsi davanti ad una donna devia la mente? Nessuna risposta.
Mi ha definito una buona pietra grezza su cui lavorare.
Ma io mi libero oltre, non abbisogno della solidarietà.
Tra l'altro ha soffiato via anche il nome di Piergiorgio Odifreddi.
Io Piergiorgio Odifreddi l'ho conosciuto, senza sapere chi fosse, ma d'altronde non è che oggi ne sappia molto di più, scaricando da internet un articoletto su Jorge Luis Borges e gli scandali della ragione (è linkato al lato nel mio blog da una vita questo articoletto).
Invece, neanche una settima fa ho terminato di leggere questo libro:

che mi ha messo voglia di leggerne altri 150 che cita.
Approposito di chi divulga, se vi trovate solleticati dalla materia economica e sue infiltrazioni e vorreste incrementare le vostre conoscIenze vi segnalo un sito ormai parecchio famoso:
http://www.lavoce.info/
Volete le credenziali? Presto detto, ecco alcuni commenti di personalità in vista:
Berlusconi "Quel nido di vipere":
(dichiarazione riportata a Istantbul a un gruppo di giornalisti che domandavano al presidente del consiglio cosa ne pensasse riguardo delle critiche de la voce.info al Ministro Siniscalco) «Sono tutte invidie professionali. Io non ho fatto il professore universitario, perchè dopo aver fatto l'assistente, mi sono trovato in un nido di vipere tale per cui me ne sono scappato a gambe levate, ma il nido è rimasto». 25 maggio 2005
Mario Monti "Una voce che aiuta a capire":
Non ho mai scritto a lavoce.info, né per lavoce.info. Ma vi faccio ricorso sempre più spesso. Viene spontaneo rivolgersi a questo strumento di dibattito informato, approfondito ma scorrevole, sovente appassionato e sempre civile. Rallegramenti di cuore, e grazie, a chi ha inventato lavoce.info, a chi la tiene chiara e forte, a chi dà vita a questa comunità di dibattito e di proposta. Una comunità che si sforza di capire e che aiuta a capire. Auguri!
Tommaso Padoa Schioppa "Un piccolo capolavoro":
Lavoce.info è divenuta in poco tempo un punto di riferimento preziosissimo per l'informazione e l'analisi di questioni economiche e di politica economica e un esempio che forse non ha uguali in altri paesi. Qualità dell'analisi, tempestività, scelta dei temi, indipendenza, chiarezza di linguaggio, facilità di consultazione, gratuità per il lettore, snellezza organizzativa hanno costruito in Italia un piccolo capolavoro, proprio in campo in cui le carenze erano gravi. Complimenti e buon lavoro!

lunedì, 23 gennaio 2006
LA FAMIGGHIA

Il cardinale Ruini oggi ha chiesto ai cattolici di votare alle prossime elezioni politiche tenendo ben presente chi difende i valori della vita e della famiglia fondata sul matrimonio.
Che vi sia qualcuno che difende i valori della morte, sinceramente, nonostante i tempi gotici, e le guerre preventive, non me ne ero accorto.
Forse i valori della morte fanno parte della storia della cultura cattolica cioè di chi per secoli ha bruciato le donne sui roghi (9 milioni durante i secoli della Santa Inquisizione), ha condannato a morte (sino alla fine dell'800 la Chiesa tagliava le teste), ha mosso guerra nel nome di Cristo, ha negato alla scienza la libertà di proclamare la verità e alla filosofia di elevare l'uomo e la sua ragione.
Ciò che mi fa però maggiormente vomitare è l'espressione "difendere la famiglia". Che si traduce in ultima istanza in dare soldi pubblici, cioè di tutti i cittadini, a quella vetusta istituzione chiamata "famiglia naturale fondata sul matrimonio".
Nella società della mercificazione e nell'epoca del commercio rimane solo questo per porre un argine al progresso e al superamento di strutture economico produttive che hanno perso significato con il mutare delle tecnologie ed il progresso della scienza.
La Chiesa chiede un'incentivo economico per spingere le persone là dove il potere coercitivo di una volta è scomparso e là dove l'esigenza della vita non spinge più le persone.
Non si aiutano le persone in quanto tali: in quanto genitori e in quanto figli.
Si nasconde la coercizione nella parola aiuto.
Oggi, noi qui dichiariamo morto e sepolto questo istituto che tanto dolore ha causato alle persone, oggi noi qui dichiariamo sciolte le catene della sofferenza.

martedì, 17 gennaio 2006
"ESPORTAVO PIASTRELLE E MI HANNO CAMBIATO 1500 LIRE CON 1 EURO"

Di tutte le panzanate che Berlusconi va dicendo in giro per l'Italia in questi giorni, questa del cambio lira euro a 1500 è gustosissima. Ormai, in questa guerra internettiana di argomenti e controargomenti, che sia ben chiaro fa bene alla coscienza critica della gente per quanto sia un pò schematica, tutti sanno che l'euro fece il suo ingresso nell'economia italiana fin dal 1° gennaio 1999. In quei giorni non solo era possibile contrarre un mutuo in euro (ma anche in ECU negli anni precedenti) ma soprattutto i cambi erano definitivamente fissi. Per i secoli dei secoli amen.
Dunque avere lire in mano, chessò nel 2000, era esattamente equivalente ad avere euro. Era solo un'illusione ottica, una mera esteriorità. Cose che accadono in economia: ad esempio sono due anni che vi (ci) stanno fottendo i soldi e non ve ne accorgete. Ma fottendo proprio come se vi rubassero la macchina sotto casa.
Dicevamo, eppure dal 1° gennaio 1999 al 1° gennaio 2002 i prezzi non sono aumentati indecentemente.
Il patatrac è avvenuto il 1 gennaio del 2002, quando commercianti, lestofanti e pubblica amministrazione (a Milano, dove al tempo vivevo, il biglietto dell'autobus passò dalle 1500 lire del 31 dicembre 2001 all'1euro del 1 gennaio 2002: forse avevano voluto fare come dice Berlusconi oggi) hanno speculato come figli di puttana senza alcuna opposizione dal Governo che non trovava di meglio da fare che sproloquiare sulla banconota di carta di Tremonti. Eh già! Ti ricordi quando era colpa della banconota da 1 euro, che gli italiani stupidotti un pò distratti un pò faggiani lasciavano 5 euro di mancia senza rendersene conto? (l'ho sentita con le mie orecchie dire a Tremonti)
Dicevo panzana gustosissima, gustosissima perchè gioca sul fatto che nessuno capisce una minchia di economia e dunque possono dire qualsiasi slogan che vogliono purchè lo dicano con convinzione: il medium è il messaggio!
Basta ripeterlo qualche volta e patatrac anche Fini, uomo solitamente più cauto nello sport del lancio delle panzane, spara minchiate sull'euro a ruota libera. Tanto i suoi tifosi ormai lo slogan l'hanno immagazzinato: non è colpa dell'euro, è colpa di Ciampi e di Prodi che l'hanno cambiato ad un valore troppo alto. E puntuale ieri a Porta a Porta il vicepremier con il suo stile posato da statista spara la cazzata: eh Fassino però il cambio .. ahia ahia ahiiaaaaaiiiii.
Tra l'altro ho sentito due spezzoni di Fassino a Porta a Porta di ieri ed ha ripetuto come fossero una poesie di Giacomo Leopardi le stesse identiche cose dette nella direzione dei DS di qualche giorno prima, uguale parola per parola e argomentazione per argomentazione. Ma porca puttana!
(*) il titolo del post invita ad una riflessione sul fatto che se ad un tedesco (in crisi come ripete il governo) che si presentava con 1 euro gli davi in mano solo 1500 lire in luogo delle 1936,27 di oggi, ciò avrebbe reso MENO competitive le merci italiani agli occhi degli stranieri. Pensa al povero pavimentarolo del modenese! Pensa a Pervinca mia dalla Sardegna con furore che va a fare i pavimenti degli aeroporti tedeschi e di quelli arabi. Calcolando che noi siamo legatissimi ai paesi UE soprattutto dal lato delle esportazioni, e calcolando che non abbiamo nessuna materia prima e le dobbiamo comprare offrendo in cambio altri tipi di beni, capite bene che in questa nostra economia che è un carrozzone che poggia e va avanti sulla forza di esportazione di un nucleo di imprese ben preciso (a cui infatti si regalavano le esportazioni competitive,si consentiva l'evasione etc) .... capite bene ... che ... a Bradipa ma che cazzo capisci tu?  Eccheccazz!
Ieri, verso le 20.00 sono andato a nuotare. Ho fatto avanti e indietro nella piscina per un'oretta abbondante.
Con la testa timoniere sotto l'acqua che gira ora a destra ora a sinistra mi sono chiesto perlopiù: perchè la napoletana ventiduenne fica del baretto mi ha detto che sessualmente mi dà una pista, perchè il Papa e il centrodestra ce l'hanno con i PACS?
Poi sono arrivato a casa intorno a mezzanotte e fino alle 2.00 di notte, guardando con il mio amico coinquilino e la sua ragazza la TV, discutendo di certi fatti che riguardano l'amici, silenziosamente dentro di me mi continuavo a chiedere "ma perchè il Papa e il centrodestra ce l'hanno contro la proposta dei PACS?"
Alla fine mi sono dato due risposte semplici: il centrodestra è razzista, invece il Papa è cattivo.
lunedì, 16 gennaio 2006
PACS
Si dice che Paparazzi dall'alto della sua altezza sia prossimo a pubblicare l'enciclica sull'Amore uno di Dio. ONE LOVE! ONE AIM! ONE DESTINY!
Per intanto invece si diletta a dare contro alla legge sui PACS.
Io sinceramente non capisco cosa cazzo c'ha da dire la Chiesa se uno stato vuole fare una legge per riconoscere due diritti e due doveri in croce alle coppie di fatto.
Perchè le coppie di fatto non si sposano in comune? Saranno cazzi loro, verrebbe da rispondere.
Evidentemente il matrimonio con tutto il diritto di famigghia che si porta dietro è un istituto vetusto che le generazioni a venire renderanno via via sempre più inadeguato ai tempi.
Una volta la donna puliva lavava e faceva l'ammore, il padre sgobbava e riedeva alla sua parca mensa fischiettando e la speme ultima dea fuggiva i sepolcri. I figli, se era femmina alle brutte l'ammazzavano, se invece era maschio due braccia da crescere in fretta e destinare al duro lavoro nei campi.
Dottò .. tengo famiglia.
Piaccia o non piaccia la società andava avanti in questo modo, basandosi su tecnologie di produzione primitive e sull'uso della forza bruta.
La continuazione della specie era affidata nel nostro occidente a questa micro struttura sociale che garantiva la supremazia sul resto degli animali.
Oggi è cambiato tutto: la tecnologia e dunque tutta l'organizzazione del lavoro. Oggi il lavoro è meno faticoso dal punto di vista fisico e dunque la donna può risultare anche più produttiva di un uomo. Oggi lasciare a casa una donna è uno spreco per il PIL.
Veramente qualcuno pensava che la famiglia si fondasse sul giuramento fatto innanzi a Dio? Veramente qualcuno pensa sia importante per gli individui uniti in matrimonio il riconoscimento della società?
Le dinamiche sociali sono funzionali al concetto base dell'economia ovvero al soddisfacimento dei bisogni umani attraverso l'utilizzo della risorse scarse e l'unico soddisfacimento che vedo è quello della continuazione della specie.
Siamo solo istinti di continuazione e forse amore, come dice Paparazzi.
Noi non pensiamo con la testa, pensiamo con il cuore. Quando ti sta per arrivare improvvisamente un colpo al viso e schivi con un riflesso incondizionato, quel punto dove si concentra la tua scelta di spostarti repentinamente, bhè quello è il tuo autentico pensiero. Il resto sono pippe mentali o giù di lì.
Ciò non toglie che in questa lotta della vita per sè stessa, in questo inspiegabile tendere del creato alla vita, in questa lotta tra tutto e niente, sta nascosto un mistero grande.
Chè dannazione non è detto potremo scoprire. Sarebbe la vera sfiga, cazzo. Vivere senza sapere perchè e senza saperlo MAI! Eccheccazz!!
VA DENUNCIATO SUBITO, ANZI IERI

Questo blog l'ha istantaneamente pensato in diretta guardando Porta a Porta: ci sono gli estremi della denuncia per diffamazione.
Le smentite di Generali e Caltagirello sulle paventate pressioni dei DS per vendere le azioni BNL a UNIPOL sono sufficienti per citare in giudizio il delatore gossipparo.
Finalmente, dopo la lettura arretrata dei miei post, dal Botteghino è arrivata uno straccio di reazione, ma solo dopo l'accenno ai 50 milioni di euro: "Se continua lo denunciamo".
Segnalo anche il post di Grillo sui contributi statali all'editoria con il link alle tabelle del Governo, evidentemente ispirato dal messaggio che gli ho lasciato qualche post fa sul blogghe!
Colgo l'occasione per ringraziare il mio blog.
Sveglia DS!
sabato, 14 gennaio 2006
IERI IN DIFESA DELLA 194 a MILANO
MAMMA MIA!

venerdì, 13 gennaio 2006
BERLUSCONI PREOCCUPA: DUE CASI INTERSECATI MA ESATTAMENTE SPECULARI CON UNA PICCOLA DIFFERENZA
Con la sparata a Porta a Porta sulle presunte prove in suo possesso circa un'azione dei DS tesa a far vendere ad UNIPOL le azioni di BNL, oggi è successo un pandemonio.
Sembra di essere ritornati ai tempi del Regime quando gli oppositori politici si abbattevano con la Propaganda, l'intimidazione e la magistratura. Il fascismo mantenne per alcuni anni le istituzioni democratiche svuotandole di significato sino a quando la legislazione sancì definitivamente il REGIME.
Signori si deve tenere alta la guardia.
Berlusconi ha fatto ridere forse anche i magistrati dicendo che gli elementi in suo possesso consistevano nelle confessioni di due stranieri bla bla .... e che comunque non erano di rilevanza penale bensì politica.
Ma si è bevuto il cervello? Ma fa tutto lui, decide tutto lui, valuta tutto lui? Cazzo c'è andato a fare dai giudici? non poteva andare da un giornalista?
Gli azionisti di BNL del "patto" cioè Generali, Caltagirone (e Della Valle) hanno già smentito. I primi due con comunicato stampa.
Apparentemente scollegata invece l'intervista di Della Valle!
Della Valle ha dato dalle colonne della Gazzetta dello Sport del BUGIARDO a Berlusconi sulla questione SCANDALOSA dei diritti del calcio dove Forza Italia ha bloccato con il veto una legge intesa a distribuire più equamente tra le squadre i ricavati dai diritti (trattativa su base collettiva) su cui erano tutti d'accordo da Rifondazione ad AN, che proponeva la cosa e che si è anche parecchio incazzata.
Della Valle citando il passaggio di Porta a Porta sollevato da Bertinotti ha dato del bugiardo a Berlusconi che aveva negato di sapere di cosa si parlasse. Dice Della Valle che lui stesso aveva riferito al Premier del Decreto.
Reazione di Berlusconi: con Della Valle parleranno i miei legali!
Riassumendo:
AZIONI
1) Berlusconi dice a Porta a Porta di avere elementi e poi va dal magistrato a fare il DELATORE in base a voci di corridoio .
2) Della Valle in base ad esperienza diretta dà del bugiardo a Berlusconi sulla Gazzetta dello sport
REAZIONI
1) I DS non fanno una minchia
2) Berlusconi intende citare Della Valle
giovedì, 12 gennaio 2006
...e nel duello tv con il Rosso Silvio inciampa sulla Storia... Gaffe e stoccate da San Paolo al comunismo di CONCITA DE GREGORIO
ROMA - Ad uso esclusivo degli insonni Silvio Berlusconi cala nella notte il suo asso. I Ds non si sono limitati a fare il tifo per Unipol, dice: "Hanno fatto in modo che chi era proprietario di certi pacchetti di azioni Bnl li vendesse a Unipol". Bertinotti alza il sopracciglio e con la sua erre gli risponde impassibile: "Corra dunque a riferirlo in Procura". "Sto pensando di farlo, infatti".
Berlusconi che va in Procura è una notizia, Berlusconi che ci va ad accusare è una notizia sensazionale. Peccato per l'ora, perché per quanto Vespa possa tagliare i prolegomeni l'esplosiva rivelazione arriva dopo due ore e quaranta di incessante e per Berlusconi faticoso duello con il leader di Rifondazione. Arriva, si direbbe, proprio a riscatto di tanta fatica. Un colpo di reni all'una e mezza di notte. Dopo aver sfiorato la crisi diplomatica con la Spagna dicendo che Zapatero non ha credibilità internazionale, dopo aver scambiato San Paolo Apostolo per un "filosofo greco", dopo aver chiamato tre volte Reagan "Donald" come Paperino, dopo aver detto che chi fa politica di mestiere è "un fannullone" ed aver suscitato l'immediata reazione di Casini, compreso nella categoria.
Dopo aver boccheggiato di fronte all'incalzare del subcomandante che per quaranta minuti gli spiega con qualche competenza di cosa parliamo quando parliamo di comunismo. "Lei mi parla dei morti del passato. Tuttavia anche la tradizione liberale discende dai crimini delle imprese napoleoniche: tendenzialmente io non glieli attribuisco".
Si parte con una lezione di Bertinotti sul comunismo che mette in campo Giovanni Paolo II, i padri della Patria, "quel signore" cioè Marx e Paolo di Tarso, "che come lei Presidente sa bene diceva che il denaro è lo sterco del demonio". San Paolo apostolo, teologo ebreo di origini persiane, è per Berlusconi "un filosofo greco", "e allora io le rispondo citando Donald (Donald?) Reagan: chi ha letto Marx e l'ha capito è diventato liberale". D'altra parte "solo il capitalismo produce ricchezza". Bertinotti: "Si sbaglia, la Cina comunista è oggi il paese che ne produce di più".
Vespa, muto da più di mezz'ora, freme: vorrebbe parlar d'altro. Il fisco, propone. Così Bertinotti può chiedere perché l'insegnante di scuola media Loredana Giunti che guadagna 1270 euro al mese e Nello Severi operaio di terzo livello a Mirafiori siano tassati con un'aliquota del 36 per cento e Ricucci con il 12 sui suoi proventi da manovre finanziarie, "e comunque solo se ha la bontà di dichiarare spontaneamente i miliardi che guadagna". Non si potrebbero portare le aliquote sulle rendite al livello europeo del 25? "Questo è un sistema fiscale di classe, forte coi deboli e debole coi forti".
Il premier risponde che lui personalmente non ha voluto alzare l'aliquota del 12 sui capitali "perché ho preferito che avessero convenienza a restare in Italia". Bertinotti: "Non dica sciocchezze, se le aliquote fossero uguali in tutta Europa nessun imprenditore avrebbe uno svantaggio a preferire l'Italia a meno che lei non pensi a un'economia di straccioni e di imbroglioni, gente che prende i soldi e scappa".
Berlusconi: "Lei parla con un imprenditore che non ha mai fatto affari". Bertinotti: "Ma cosa dice?". Bertinotti: "Il suo capogruppo di Forza Italia ha appena bloccato l'iter della legge che redistribuisce i diritti tv fra grandi e piccole società di calcio. Lei ha un conflitto d'interesse perpetuo. Ci vuole una legge che impedisca di fare politica a chi è proprietario di grandi imprese di interesse nazionale almeno finché resta in quella condizione". "Così lei lascia la politica ai fannulloni". "Francamente faccio fatica a considerarmi un fannullone".
Protesta immediata, via agenzia, di Casini: "Una caduta di stile. Sono per la difesa totale della professionalità della politica". Il dibattito procede a questo ritmo. Bertinotti dice che il 10 per cento delle famiglie possiede il 50 per cento della ricchezza e chiede che si reintroduca la punibilità dei reati fiscali, che "elimini l'Ici sulla prima casa, la lasci così sulla seconda e che dalla terza in poi tassi fortissimamente le rendite immobiliari".
Berlusconi tace, fa le smorfie. Dice "dovrebbero esserci lodi continuative all'operato del nostro governo. Non ci sono solo perché l'85 per cento della stampa è comunista". Bertinotti lo invita ad andare ad informarsi alla Caritas sull'identità dei nuovi poveri, gli chiede di investire sui treni fatiscenti dei pendolari. Berlusconi risponde di avere una trattativa con la Russia per raggiungere il Pacifico dalla Transiberiana. Alla fine, gli resta Unipol. "So cose che nessuno sa". Quali, può dirle? Più avanti, forse. Ai magistrati, vedremo.
Dunque ora sappiamo quali saranno i prossimi steps di questo insostituibile Premier; forse andrà in Procura: forse, non è ancora deciso; una cosa che certamente potremo fare, invece, sarà quella di andare da Catanzaro o da Vimercate alle coste del Pacifico in treno, via Transiberiana; ci vuole un attimo, ed orde di viaggiatori aspettano con ansia, da decenni, questa opportunità...
...speriamo che la carta igienica non sia esaurita già prima del Brennero, e che non siamo accompagnati nel viaggio da zecche e scorpioni...
L'ANGOLO DEL CITTADINO INDIGNATO
Ieri, a Porta a Porta, tra le centinaia di cose dette dal Premier che meriterebbero ognuna un post per far capire alla gente che non ha gli strumenti della conoscenza quante minchiate dica quest'uomo, quello che veramente è risultato assurdo è l'accenno fatto ad incontri dei dirigenti DS con uomini in possesso di azioni BNL per spingere questi ultimi a venderle ad UNIPOL. Tra l'altro ha detto di avere le prove.
Io sono indignato ad oggi sia con BELUSCONI, che non può permettersi di dire una cosa del genere in televisione senza prima essere passato nelle sedi istituzionali deputate, sia con i DS.
Perchè con i DS? Perchè SE la cosa è priva di fondamento si deve immediatamente denunciare BERLUSCONI per la gravità delle cose dette.
E' diventato francamente intollerabile vivere in questo paese dove succedeno le cose più assurde.
p.s. un riconoscimento a Bertinotti per aver detto in faccia al Nano (ancora non avevo sentito nessuno dirlo) che per risolvere il conflitto d'interessi bisogna inibire le cariche politiche a chi possiede patrimoni tipo di MEDIASET. Risposta di Berlusconi? Così faranno politica solo i fannulloni e non gli uomini del fare. Del vai a fare in culo.
mercoledì, 11 gennaio 2006
FIN QUI TUTTO BENE

Vi dico in 4 parole cosa sta succedendo secondo me.
Allora, ci sono due grossi movimenti di tipo massonico, uno di stampo filo-americano, a cui fanno capo gente come Blair Aznar e Berlusconi, e che in Italia ha comandato dal dopoguerra a tangentopoli; l'altro di stampo europeista, piuttosto nuovo, a cui fanno capo persone come Chirac, Schroeder, Prodi.
Il primo colpo gobbo a danno dei massoni americani l'hanno messo a segno i massoni europeisti con l'euro.
Da lì, il colpo di reni della massoneria filo americana che come contro mossa attacca l'Iraq in barba a qualsiasi regola di diritto internazionale per difendere il ruolo del dollaro come unico mezzo di scambio accettato per le transazioni commerciali internazionali (petroldollari).
Naturalmente nella mossa Iraq si fondono interessi di vario genere: contingenze geopolitiche (Cina per approviggionamento risorse petrolifere; spaccatura del soggetto politico europeo nascente, facente capo ad un ordine di potere svincolato dai vecchi equilibri), e giaganteschi interessi economici a che il dollaro rimanesse l'unica moneta internazionale (puoi importare tutto quello che vuoi solo stampando moneta).
Il risultato sotto i nostri occhi è la spaccatura in Europa sulla guerra all'Iraq di Saddam (che aveva dato i pozzi di petrolio ai massoni europei e si accingeva a negoziare il petrolio in EURO) tra paesi filo americani (Blair, Aznar, Berlusconi) e paesi europei (Francia, Germania, Russia).
Noi che non ci smentiamo mai (ondeggiamo o se ondeggiamo, daltronde siamo una penisola), abbiamo una posizione promiscua: all'inizio con l'ENI (controllata direttamente dal Ministero dell'Economia che è il maggior azionista) abbiamo avuto da Saddam le promesse dei pozzi di Nassirya, poi, con l'arrivo di Berlusconi al governo, abbiamo fatto marcia indietro e ci siamo ri-guadagnati i pozzi di Nassyria con le armi, leccando il culo agli USA che ne avevano bisogno per legittimarsi a livello mediatico.
Noi siamo furbetti per DNA. "Etti" però e rimarremo sempre tali. Ricordate la stampa USA come ci prese per il culo all'indomani del caso Calipari perchè pagavamo i riscatti ai rapitori? Poi se fate 2+2 si capisce pure perchè è morto Calipari. Forse l'unico furbone in questo paese è Berlusconi, che tempo 100 anni (probabilmente però morirà prima) e si compra pure l'America e la statua della Libertà.
Questo discorso di grandi movimenti tellurici nel sistema del potere mondiale va calato in Italia.
Allora in Italia c'è una zona blindata come la villa in Sardegna di Berlusconi che si chiama Mediobanca e che ha il suo braccio operativo nel Gruppo Generali.
Chi comanda dentro Mediobanca, anzi di chi è Mediobanca, è un rompicapo inestricabile, per esempio Generali che è controllata da Mediobanca ha una partecipazione importante dentro Mediobanca stessa. E questi rapporti incestuosi tra controllante e controllate, che rendono opaco tutto, sono replicati per quasi tutti i centri di potere del nostro paese.
Dunque, lì risiedono quasi tutti i poteri forti italiani e non. Compreso Berlusconi, anche se conta ancora come il due di bastoni quando regna spade.
Poi c'è l'anomalia degli ultimi 20 anni di Berlusconi e del suo impero, che cresce in modo esponenziale, ed è più che plausibile che alle dipendenze di sua Emittenza si muovano i vari furbetti del quartierino (Gnutti, con cui Berlusconi è in società, Ricucci, Caltagirone, Livolsi, etc ...).
Questa gente la trovi mischiata un pò ovunque: esempio BNL, al momento chi comanda?
[to be continued]
Comandano gli spagnoli del BBVA, le Generali (e dunque secondo quanto detto sopra non si sa bene chi), Diego della Valle. Accanto a questi ci sono i furbetti del quartierino, i palazzinari quando va bene, quelli del cosiddetto contropatto, quelli che DICONO di mirare solo a fare quattrini comprando e vendendo e realizzando plusvalenze, cioè Caltagirone, Ricucci, Coppola etc. Non è però escluso che questi signori da semplici affaristi (in realtà sto semplificando il discorso perchè di potere ce ne hanno tantissimo anche loro, però se ragioniamo su vasta scala ancora contano poco). Poi ci sta la cosiddetta finanza rossa (Unipol e MPS) che è figlia del cooperativismo rosso e dei compromessi vari che dal secondo dopoguerra ad oggi si sono prodotti.
MPS è ben inserita nei salotti dei poteri forti e sinceramente non si è ben capito per quali ragioni la banca senese si sia messa di traverso all'operazione portata avanti dai cugini più giovani di UNIPOL. Secondo me, a intuito, per motivi di equilibrio tra poteri.
Infatti, l'operazione UNIPOL in contrapposizione a quella promossa dagli spagnoli del Banco di Bilbao (BBVA) è stata subito appoggiata dai furbetti del quartierino, che avevano stretto il cosidetto "contropatto", e che hanno venduto a Consorte (evidentemente in cambio di qualcosa) realizzando enormi plusvalenze perchè il prezzo pagato da Consorte era molto superiore al valore di mercato e osteggiata dai poteri forti d'Italia (la testa di legno è in questo caso Luigi Abete che ha sporto denuncia alla magistratura).
MINCHIA!
Il tema è stato già trattato da questo blog, quando ho tempo trovo i link ai vecchi post, comunque al link http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/contributi_editoria/index.html c'è il dossier, sul sito del Governo, degli aiuti di Stato ai quotidiani.
Ma "il Giornale" e il Foglio sono di cooperative e l'Unità è di una SpA?
ahahahahahhahahahahaha non ci resta che piangere!
[to be continued]
Di ritorno da una trasferta di lavoro milanese mi schiuso per il post sotto ma era un esperimento che ha dimostrato soltanto che la bradipa dice un sacco di panzanate. In questo caso sarebbero dovute arrivare, secondo lei, schiere di fan di Marco Masini ad insultarmi.
Spesso comunque non è colpa sua, colpa della Bradipa,ma della sua memoria praticamente inesistente.
lunedì, 09 gennaio 2006
AMARCORD: MARCO MASINI E LA SUA VITA SPERICOLATA

E' di questi giorni la notizia che il cantante Marco Masini è stato pizzicato a 200 e passa chilometri orari non so bene su quale strada nei pressi di Firenze. Andava affanculo, parafrasando un vecchio adagio del triste cantautore toscano?
Mi sembra superfluo censurare il comportamento di chi mette a repentaglio per un capriccio personale la vita di altre persone.
Ciò che invece mi preme osservare è la qualità scadente dei pezzi di questo sopravvalutatissimo artista italiano che principiò con una canzone a Sanremo intitolata "Disperato", gareggiando tra i giovani, peraltro vincendo e facendoci capire la crisi cui stava andando incontro la canzonetta italiana. Il solito motivetto banale sull'ammore rivisto in chiave sfigatto; l'artista tormentato che a quei tempi ('90) andava di moda. Un cantante da diario delle scuole medie, insomma.
Dopo questa affermazione venne fuori il primo album o giù di lì, che continuava alternando pezzi sfiga tipo ci "vorrebbe il mare", chè una canzone sul mare nel paese dei mandolini non si nega a nessuno; oppure ciofeche varie sociologiche assortite tipo "Le ragazze serie non ci sono più toccano il sedere dantori del tu .... e beviti un bicchiere di bromuro anche tu ... ".
Si sarà poi fatto un viaggetto in Spagna, come tutti i caciottari italiani, per vendere dischi esotici a quei trogloditi degli spagnoli e mettere così da parte un gruzzoletto per comprarsi una macchina da 200 e passa km/h e venire a smaronare la minchia ai poveri italioti.
Poco dopo uscirono invece, mi pare, altri pezzi indecenti tipo Cenerentola in carrozzella o lo scostumatissimo Vattella a pija ander culo. Facenti parte dell'album, badate bene la genialità del gioco di parole di questo novello Dante, Malinconoia!!!! Ma perfavore.
Negli ultimi tempi, crescendo, ho perso completamente le tracce di questo sedicente artista da Sanremo inutile e fastidioso. Anche perchè Sanremo non lo vedo più da un pezzo e questi cantanti di bassa lega o li vedi a Sanremo o fortunamente non li vedi. Di sentirli, grazie a Dio, manco per scherzo.
E pensare che a Sanremo una volta c'andavano Rino Gaetano o Luigi Tenco, Vasco Rossi o Lucio Dalla.
L'unica domanda che mi pongo a questo punto è: ma possibile che ci sia qualcuno che si compra un disco o va ad un concerto di Marco Masini?
PERLULIVO: HIP HIP HURRA'

Io sono sempre più vicino alla scelta storica di votare la Rosa nel pugno. Sperando che non si trasformi nella spina nel culo.
Comunque per sorridere un pò in questo primo giorno di settimana, pubblicherò una e-mail giuntami da una fantomatica Comunità per l'Ulivo. Almeno a me ha fatto parecchio ridere, e sicuramente mi ha spinto ancor di più alla decisione cui accennavo sopra.
Antefatto, vado sul sito di Repubblica e trovo un bel forum sulle intercettazioni con zero messaggi. Vabbè gli lascio un graffito, una facezia, mi dico con spirito primitivo.
"Bisognerebbe fare una legge che obbliga ad intercettare tutti i parlamentari 24 ore su 24 ... tipo grande fratello ....con Vespa nei panni del conduttore della trasmissione settimanale che riepiloga tutto quanto è successo nella settimana trascorsa ..."
A quel punto dimentico della mia scorribanda continuo per la mia strada fino a quando nella casella e-mail trovo questo cazziatone ingiusto e immeritato:
Caro Amadok, ho letto il tuo intervento sul forum di Repubblica “Le intercettazioni” e vorrei fare alcune considerazioni (e vabbè falle ste considerazioni anche se il mio intervento era una facezia di 2 righe con uno sfondo ironico uscito male e tu mi hai copia incollato un pippone di una pagina. Pecchè? Sono stupido io? Non capisco io? Perchè ti senti in dovere di spiegarmi quaccosa? Sei pure volontaria e lo fai gratis come scopriremo più avanti e allora ancora pecchè? Pecchè a me?). Dubito (dubitante ma lapidario: vediamo perchè) che le intercettazioni siano una soluzione (a cosa?). Che le intercettazioni telefoniche – lasciando da parte la legittimità o meno della loro divulgazione (vabbè lasciamolo da parte però citiamolo: manco fossi un elettore di Berlusconi tacci vostra)– abbiano fatto scalpore, mi sembra del tutto naturale, ed anche giusto (naturale e giusto: saranno dei giusnaturalisti?) : il problema dei rapporti tra politica ed affari è un problema che l’Unione deve affrontare in modo estremamente serio (quando eravamo al Governo e Berlusconi all'opposizione però non era un problema da affrontare: ho capito siamo dei paraculi) . E’ stata messa in evidenza (da chi?) la necessità di ristabilire le distanze tra politica e centrali economiche (cazzo sono le centrali economiche? mi fa pensare all'unione sovietica). Dove è necessario (dove?), bisognerà proporci nuove regole (quali?), per riportare la politica nel suo ambito (quale?) ed avere la garanzia che rimarrà al suo posto. Non possiamo però legittimare la deriva qualunquista (eh già; invece la tua lettera non è qualunquista? hai fatto un copia incolla simulando una lettera personale per pura PROPAGANDA tra l'altro non scrivendo una minchia che sia una) che porta a dire che “la politica è sporca ed i politici sono tutti uguali…” (destra e sinistra sono le stessa cosa? Te lo meriti Alberto Sordi!). Sappiamo bene (e come se non lo sappiamo! Manco er programma sappiamo tacci vostra!) che l’Unione questi problemi se li pone, e sente con grande forza il problema morale, come del resto ha sottolineato Prodi nella sua intervista alla Stampa del 4 gennaio. Prodi sottolinea anche come la maggioranza dei cittadini italiani onesti e per bene si stia rivolgendo all’Unione proprio perché è riconosciuta la nostra tensione morale, il nostro impegno per il bene comune e l’interesse dello Stato (vabbè che l'ho votato alle Primarie ma la propaganda su Prodi via email è francamente troppo). E’ quindi di grande importanza affrontare serenamente la discussione su questo punto, badando a non confondere con le opinioni, o peggio, con le strumentalizzazioni a scopo elettorale. Solo reagendo con serenità e chiarezza potremo riguadagnare la fiducia che la catena di sospetti creatasi in queste settimane sta facendo perdere alla politica tutta (addirittura!). Tra gli obiettivi che si pone l’Unione, ci sarà quello di un governo più equo e giusto, un governo che dia regole, le rispetti e le faccia rispettare equamente e proteggendo i ceti più deboli. Con questo obiettivo possiamo lavorare anche noi: le primarie hanno gia’ dimostrato che noi tutti sentiamo un grande desiderio di partecipazione e continueremo a lavorare con impegno per vincere le elezioni di primavera. Per questo, noi, della Comunità di Perlulivo.it ( www.perlulivo.it) stiamo lavorando da oltre dieci anni per aiutare Prodi, l’Ulivo e poi tutta l’Unione a costruire un’alternativa di governo per il Paese (che marchettone! Ma andate a lavorare e guadagnare il pane per la vostra famiglia!). Continuiamo a raccogliere in Internet i volontari disponibili a lavorare a fianco di Romano Prodi per aiutarlo ad ascoltare, discutere, informare, responsabilizzare i cittadini e compartecipare con loro il governo ed il futuro del nostro paese. Ciao e a presto Annarosa Luzzatto Punto di contatto della Comunita' di Perlulivo.it benvenuto@perlulivo.it www.perlulivo.it <Noi non abbiamo bisogno di persone che si fanno pagare, ma di gente che si impegni per un progetto e in grado di mobilitare tutte le nostre forze>. [Romano Prodi, Montecatini, 4 dicembre 2004] (questa è una minchiata) Vuoi essere uno di noi? (ma che sei matta?) Compila il modulo di registrazione e spargi la voce! http://www.perlulivo.it/2005-forms/1000vol.html
giovedì, 05 gennaio 2006
BU'
Ma vogliamo parlare della pupa milanese (non per molto ahimè) con le gambe lunghe un kilometro, un sedere disegnato da Giotto, e il viso di Milly Carlucci negli anni '80 che ho conosciuto qualche giorno fa a Roma?
Ma vogliamo parlare di Fassino?
mercoledì, 04 gennaio 2006
Perso il post di inizio anno. Fanculo a splinder.
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