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"we the street people talking"

giovedì, 29 dicembre 2005

LA POSSIBILITA' DI UN'ISOLA

Ho quasi terminato la lettura di questo ultimo romanzo di Michel Houellebecq (per me il secondo suo dopo Le particelle elementari) e devo dire che tutto il gran parlare che si fa attorno a questo scrittore, da alcuni considerato il più grande francese del secolo breve assieme a Celine, ha un suo fondamento.

Il francese ha una gran penna, uno sguardo lucido e disincantato sulla realtà sociale che viviamo, mente larga e stellata, guarda avanti al futuro con spirito che Yonderboy definirebbe romanticovaticinante (confondendo le idee confuse di Bradipa che ormai non mi risponde più al telefono e non mi richiama nemmeno), e fonde con armonia temi filosofici, economici, artistici etc, estraendone poesia e bellezza.

Consiglio la lettura di questo testo amaro agli amanti di verità, a tutti quelli che considerano la vita un qualcosa su cui vale la pena riflettere amandola.

C'è invece un pensiero fanciullesco che non so perchè mi è venuto in mente ora. Riguarda la bellezza delle persone intesa nella sua accezione estetica.

La cosiderazione è questa: mettendo da parte gli anticoformisti che risultano poi essere i più conformisti di tutti, si considera naso esteticamente piacevole quello sostanzialmente dritto o giù di lì.
Ed effettivamente la norma (cioè la modalità più frequente) camminando per strada è quella di incontrare persone con il naso dritto.

Si considera un corpo proporzionato bello. E la proporzione dei pezzi del corpo è concetto consustanziale a quello di norma.

Sui colori invece decade questo discorso è vince il gusto per l'esotico.

In Italia colpisce la bionda, in Svezia impazziscono per la mora.

Poi succede che metti insieme tutti questi pezzi di corpo "normali" e scopri che viene fuori un essere bellissimo che ha pochi eguali su questa tera.

Insomma dall'unione

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martedì, 27 dicembre 2005

AMNISTIA, AMINISTIA, PER PICCINA CHE TU SIA TU MI SEMBRI UNA BADIA

Dal momento che mi trovo linkato su un blog collegato al sito di radio radicale, linkato come blog che aderisce alla campagna "Amnistia per per natale 2005" (credo per via di questo post) dirò la mia anche su questo tema.

Effettivamente, sono senza reticenze a favore di un provvedimento di amnistia preferibilmente, o di indulto.
Come per tutte le iniziative sensate ed illuminate da intraprendere, quelle che non andrebbero nemmeno discusse data l'evidenza empirica della loro bontà, purtroppo anche in questo caso la strada è tutta insalita.

Perchè dunque giusto.

In primo luogo, perchè lo ritengo strutturalmente necessario, necessario anche per la sicurezza dei cittadini, vista la situazione delle carceri italiane e della macchina della Giustizia (tra l'altro mi auguro anche la più veloce scomparsa possibile dei CPT).

In primo luogo bis, perchè la metà dei reclusi è legata a reati connessi agli stupefacenti: dunque o non sono delinquenti oppure lo sono diventati per colpa dello stato stesso.

In secondo luogo, perchè ho ricevuto un'educazione cattolica (e qui Marcello Pera esulterebbe) e sebbene nel mio percorrere le vie del mondo abbia fatto qualche passo in direzioni diverse, guardo con una certa gioia all'atto del perdono e con forte diffidenza alla vendetta (e qui Marcello Pera non sarebbe troppo d'accordo).

In terzo luogo, perchè in minima parte conosco la sensazione di essere privati della propria libertà personale.

Infatti, nei dieci mesi di servizio militare che ho svolto anni addietro fui "consegnato" per un paio di volte e soprattutto fui recluso all'ospedale del Celio per circa una settimana, senza mai sapere in che giorno ne sarei uscito.

Questo credo sia lo scarto incolmabile che separa la gente comune dalla comprensione del provvedimento di amnistia.
Il non conoscere i meccanismi dell'animo umano quando si è reclusi e privati della propria libertà personale e il non essere informati su quella che è la situazione di vita in quei posti, checchè ne dica Luca Persico quando afferma che i pensieri essendo privi di un corpo non possono essere imprigionati.

Con l'occasione, mi riservo una riflessione sul neonato movimento/paritito radical socialista del quale osservo l'incedere con curiosità e un pizzico di speranza (concedetemi l'estetismo di un "sicuramente mal riposta"), soprattutto per via dell'assonanza delle mie idee con quelle di uno stato laico, di una politica antiproibizionista e garantista, di un'economia libera fin tanto che è possibile.

In conclusione, mi permetto anche di linkare un mio post in cui si parla di un incontro con un ex detenuto realmente avvenuto e non sognato.
Uno scritto cui sono molto legato perchè sancì l'inizio di una storia (la prima uscita) per me importante e purtroppo finita, presto e male.
Come previsto nel post stesso.
Qui.

non ho proprio niente da fare alle 15:37 | link | commenti (15)



... seguito

Forse perchè sbiadito ricordo di coorti e imperi, di principesse e castelli.
Un tempo che fu uomo e donna.
Gioia e dolore.
Novella che sarà.
Oggi che tutto torna.
Sarei potuto regredire agli anni '90, tuttosommato.
Ma il ritmo della memoria è per forza di cose sincopato.

Allora pensavo, negli anni '90, circondato di amici, che i rapporti umani fossero rintocchi della solitudine.
Due rette che hanno la stessa direzione non si incontrano mai, come le sponde del letto di un fiume, oppure due rette si toccano in un punto e poi divergono per sempre.
Si dà però il caso che l'inclinazione ("m") a volte differisca impercettibilmente, tanto che l'allontanamento, quello doloroso, farebbe parte di un tempo impossibile. Ammesso che possa esistere un tempo impossibile.
Sarebbe allora opportuno non salire sulla montagna per non avere una chiara visione del crollo e vivere beoti nell'illusione di ieri, di oggi e di domani.

Negli ultimi cinque anni la proiezione del film di Peter Greenaway, lo Zoo di Venere, rappresenta per me l'esperienza statica più intensa in materia di cognizione del dolore.
Di un sano dolore esistenziale.

Non che ricordi gran che di quella pellicola, solo un senso profondo di smarrimento e angoscia. Solo una giungla di simboli. Solo, dentro me l'operare di quelle sequenze a distanza di un paio di anni.

Ancora le scene dei giochi nell'acqua del regista scozzese, nitidamente alla mia memoria una bimba salta alla corda e conta le stelle.
Nessuna solitidine raccontata che io ricordi è stata più pura.
Un vecchio ubriaco imbraccia una donna e una bottiglia di whisky in una vasca da bagno.

A volte, trovo che l'unica verità possibile sia nell'accadimento di quella cognizione.

Altre, è confortante, e ha il sapore delle cose che nella vita danno calore, ritornare alla locanda dove felici ridono gli stolti, bere con essi, stolto anch'io, come Dio ci ha fatto, contento dell'universo che ci è stato dato, e lasciare il resto a coloro che scalano le montagne per non fare niente sulla vetta.

Avrei voluto narrare ...

non ho proprio niente da fare alle 10:47 | link | commenti (5)


venerdì, 23 dicembre 2005

A CIASCUN GIORNO BASTA LA SUA PENA

In tutto questo, la bella riccia del 5° piano, quella del caffè, l'ho rivista oggi al pranzo d'area dopo la chiacchierata della festa.
Anche questa volta galeotta la sigaretta, e galeotta anche la collega che fumava con noi, e con cui inciuciai tempi addietro, e che fortunatamente si è allontanata per via del cellulare che squillava, insomma causa tutte queste cause sono rimasto di nuovo solo con lei.

Abbiamo scoperto di avere un pò di cose in comune: ci piace dormire a tutti e due, a lei piace stare sotto le coperte quando piove, entrambi amiamo il mare, nessuno dei due sa sciare, entrambi non abbiamo deciso cosa fare a capodanno.
E' una buona base di partenza, credo, per un'affinità elettiva.

Magari un giorno ci sposeremo e avremo 18 figli e lei leggerà queste righe inclinando al sorriso e pensando a quanto fosse perspicace quel ragazzo scimunito dal sorriso sbiadito (chè i sorrisi nelle foto sbiadiscono sempre a distanza di tanti anni), che l'avrebbe accompagnata per la vita.

E io potrò impunemente dire che sono il numero uno e che avevo capito tutto prima di tutti, come al solito.

Parola a vanvera apparte, è appena uscita dalla mia porta perchè è scesa a fare un giro di saluti prima di partire!

p.s. le parole del titolo sono di Nostro Signore Gesù Cristo, buon Natale

non ho proprio niente da fare alle 18:23 | link | commenti (7)


giovedì, 22 dicembre 2005

Forse perchè della fatal quiete
tu sei l'imago a me sì cara vieni
o sera!

Forse perchè ieri tenevo per l'ennesima volta tra le mani "I pensieri" di Blaise Pascal, che continuano a far tremare la mia coscienza, ma oggi mi sono fermato a leggere questo articolo sul sito del Corriere della Sera. Questo qui.

"Si tratta della conferma che le basi biochimiche della vita sono ampiamente diffuse nell’Universo e che questa poi attecchisce e si sviluppa dove trova le condizioni più favorevoli, come nei pianeti di tipo terrestre. La stella che sta «partorendo» il sistema planetario si chiama Irs 46 della costellazione di Ofiuco (Serpentario) e si trova a circa 375 anni luce di distanza da noi.«Ha un aspetto simile a quello che poteva essere il nostro sistema solare più di quattro miliardi di anni fa, quando i pianeti e la nostra Terra si stavano ancora accrescendo da un disco di gas e di polveri» ha spiegato l’astronomo olandese Fred Lahuis, dell’Osservatorio di Leiden in Olanda, capo del gruppo internazionale di ricercatori che ha annunciato la scoperta.

E poi ancora.

Uno degli aspetti più affascinanti della scoperta, riferiscono i ricercatori, sta nel fatto che questa specie di brodo primordiale cosmico occupa nel disco di gas e polveri una distanza dalla stella Irs 46 del tutto analoga a quella tra il Sole e la Terra. In altri termini, i mattoni della vita si trovano proprio dove, presumibilmente, nascerà un pianeta solido di tipo terrestre.

NEL SISTEMA SOLARE - In passato miscugli di composti organici identificabili come i precursori di proteine e Dna erano stati rintracciati nel nostro sistema solare nelle atmosfere di Giove, Saturno, Titano e nelle comete. Queste ultime, in particolare, sono state indicate da alcuni studiosi come astri disseminatori della vita da una regione all’altra di uno stesso sistema solare o da un sistema solare all’altro. Il lavoro scientifico con tutti i particolari dello studio sarà pubblicato il 10 gennaio 2006 sulla rivista Astrophysical Journal Letters.
 
Insomma, l'immagine della stella cometa che sparge la vita da un cantuccio all'altro dell'universo è assai affascinante e, se fosse vero, sarebbe quantomeno singolare l'assonanza della scoperta scientifica con il significato simbolico che l'iconografia cattolica attribuisce a quel tipo di astro.
Ho visto cieli di stelle in quella spiaggia alle pendici del deserto che non potrò mai dimenticare.
Undicenne piansi perchè al ritorno della cometa non ci sarei più stato.
La morte mi spaventa.
 
Checchè ne dica Bradipa, il mistero del cosmo e della vita, il nostro mistero, continua ad affascinare immensamente le menti piccole e limitate di questo assurdo evolutivo che è l'uomo.
 
 
 

 

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mercoledì, 21 dicembre 2005

QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DI VIA NAZIONALE

Ieri, il consiglio dei ministri ha licenziato l'emandamento al disegno di legge sul risparmio che riforma la Banca d'Italia.
Il prossimo passaggio sarà quello parlamentare con voto di fiducia.
I giochi sono sostanzialmente chiusi.

A mio parere il Paese come al solito esce da questa vicenda con le ossa rotte.

Il punto più rilevante delle norme introdotte è il colpo di mano che riguarda la NOMINA e la REVOCA del governatore della Banca d'Italia.

Riporto il dettato dell'articolo in fase di approvazione:

  1. La nomina del governatore è disposta con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri, sentito il parere del consiglio superiore della Banca d'Italia. Il procedimento previsto dal presente comma si applica anche, nei casi previsti dall'articolo 14.2 del protocollo dello Statuto del sistema europeo di banche centrali e della banca europea, per la revoca del governatore.. Le disposizioni del presente comma e del primo periodo del comma 7 entrano in vigore alla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale.

Adesso invece riporto il dettato dell'art. 19 dello Statuto della Banca d'Italia che sino ad oggi ha regolato la nomina e la revoca del Governatore nonchè del Direttore Generale e dei due vice direttori generali:

ART. 19
Il Consiglio superiore nomina e revoca il governatore, il direttore generale e i due vice direttori generali. [.......].
Le nomine e le revoche debbono essere approvate con decreto del Presidente della Repubblica promosso dal Presidente del Consiglio dei Ministri di concerto col Ministro per il tesoro, sentito il Consiglio dei Ministri.

*********

Come ben potete desumere dall'analisi comparata dei due articoli citati nonchè dagli eventi di cronaca, sino ad oggi la nomina e la revoca del Governatore era nella sostanza affare della stessa Banca d'Italia e del suo organo più importante (si fa per dire!), non contando il Governatore,  cioè il Consiglio superiore con successiva ratifica formale del Governo e del Presidente della Repubblica, oggi invece il processo è stato capovolto: dispone il Governo e approva (!) il Consiglio superiore.

Se a queste considerazioni aggiungiamo il fatto che la proprietà dell'Istituto passa dai privati (la Banca d'Italia nasce storicamente come una qualsiasi banca privata e sino ad oggi era posseduta dai principali istituti bancari nazionali sebbene il paricolare statuto che ne regola il funzionamento sostanzialmente escludeva la possibilità per i soci azionisti di pesare sulle scelte che sono oggetto della missione della Banca) ad enti pubblici, concludiamo che la Banca d'Italia è stata definitivamente conquistata dal potere politico.

Badate bene che le banche azioniste, che siedono nell'Assemblea (organo pressocchè inutile),  in base allo Statuto avevano voce in capitolo (peraltro ben poca) solo su questioni di bilancio. Sostanzialmente le banche ci mettevano i soldi e ne vedevano ben pochi di ritorno. Voglio vedere adesso se gli alti costi di Via Nazionale (penso agli stipendi di altissimo livello che selezionavano le persone più preparate del paese che ambivano al posto di prestigio) che graveranno sul bilancio pubblico non saranno ridotti. 

A questo punto la riflessione che si pone è questa: è preferibile una Banca d'Italia dotata di autonomia d'azione nel reticolato della normativa europea, con un Governatore che è più simile ad un Papa che ad un funzionario dello Stato o una Banca d'Italia ad autonomia limitata colonizzata dalla politica?

Tra l'altro, si parlava solo un giorno fa di un processo di nomina e revoca che coinvolgesse anche l'opposizione ed invece leggendo e rileggendo l'articolo sopra riportato del novello emendamento nulla si scorge in questo senso.

Dunque stiamo arrivando alla situazione RAI.

Vediamo come influiscono le norme che vi ho scritto sulla cronaca: sino a ieri il Governatore della Banca d'Italia era tassativamente persona nata e cresciuta professionalmente all'interno della Banca d'Italia; inoltre la nomina era nei fatti una scelta del Governatore uscente che designava il suo successore.  Oggi si parla nella rosa dei papabili  di persone che sono TUTTE esterne all'istituto, fatta eccezione per la candidatura di Tommaso Padoa Schioppa, oggi nel board della BCE, ma persona capacissima fiorita sotto la trentennale ala protettiva di nonno Carlo Azelio Ciampi.

Anche per quanto riguarda la revoca del Governatore, la cronaca ci dimostra che tutta la politica assieme unita nella missione di cacciare Fazio non c'è riuscita.

Perchè non c'è riuscita se Fazio è il mostro che politica, media, e magistratura ci hanno descritto?

Semplice: perchè Fazio non era quel mostro.

E qui viene il nodo centrale della questione: il problema è politico e riguarda presumibilmente la nicchia di autonomia troppo ampia che il Sistema Italia (e qui intendo sistema politico, sistema finanziario e industriale del paese) si è riservato rispetto alle norme europee in materia di vigilanza e concorrenza sugli istituti bancari. Questa cosa che ho scritto certamente non significa molto, è un'affermazione tautologica: è evidente che lo scontro riguarda il ruolo di regista che Fazio si è ritagliato con il consenso di tutta la politica italiana. E quando Fazio faceva e disfaceva gruppi bancari come SanPaoloIMI o Capitalia, o bocciava unioni tipo Unicredit - Comit etc perchè nessuno diceva nulla? Qui si innesta il primo grande interrogativo: perchè il Fazio regista che fino al 2003 era inviso al solo Tremonti ad un certo punto diventa il nemico pubblico numero 1 di tutti i politici? Qua manca un pezzo.
Per esempio, perchè D'Alema e Rutelli che hanno difeso più volte Fazio ad un certo punto l'hanno scaricato?
Mistero.

Anche le accuse di insider trading che la magistratura addebita a Fazio puzzano di zolfo.
In particolare, la magistratura accusa Fazio di aver comunicato a Fiorani la sera a mezzanotte l'avvenuta autorizzazione all'offerta di acquisto da parte della Banca popolare italiana (ex banca popolare di Lodi) della Banca Antonveneta, quando il documento ufficiale è stato diramato nella prima mattina del giorno dopo.

Capite bene che stando ai fatti oggi conosciuti l'accusa non regge.

Non mi sembra un grande scandalo che Fazio anticipi di poche ore (e tra l'altro a mezzanotte a borsa chiusa. E che quelle poche ore davano la possibilità di andare sui mercati aperti globali non è plausibile) privatamente via telefono all'amministratore delegato della Banca su cui sta giudicando l'esito delle sue ponzate! Tra l'altro questa telefonata è quella incriminata, proprio quella del "Tonino, se fossi lì ti darei un bacio in fronte", che secondo me gioca a favore dello stesso Fazio perchè evidentemente la reazione di Fiorani fa capire che l'autorizzazione non era affatto una cosa scontata.

E dunque anche per questa via arriviamo a dedurre che il problema è esclusivamente POLITICO. D'altronde se il problema fosse quello degli risparmiatori truffati la legge sul risparmio sarebbe arrivata pochi mesi dopo gli scandali Cirio e Parmalat, come avvenne negli USA dopo lo scandalo Enron.

Inoltre, il giudizio della Banca d'Italia sulla legittimità dell'operazione (in poche parole sulla solidità della Banca popolare Italiana), sebbene discutibile,  è conforme alla normativa in vigore (che si sostanzia nel Testo unico bancario del '93 che dà facoltà alla Banca d'Italia di fare normativa attraverso suoi provvedimenti e sui provvedimenti assunti dal governatore in base appunto a questo testo unico) e a dimostrarlo è la sentenza del TAR che legge alla mano afferma che Fazio ha agito conformemente alla legge.

Dunque se ne deduce che il problema sta in quella normativa ed  è politico.

Tra l'altro la riforma delle competenze sulla concorrenza è un pateracchio, l'ennesimo. Infatti, la legge sulla concorrenza punisce, semplifichiamo, due genere di comportamenti: le intese che hanno come oggetto o effetto la restrizione della concorrenza sui mercati (pertanto costi più alti per i cittadini) e le concentrazioni che anch'esse hanno per effetto il restringimento della concorrenza. Il pateracchio consiste nell'aver affidato congiuntamente a due differenti soggetti (Banca d'Italia e Antitrust) i poteri decisionali, peraltro  SOLO per quello che riguarda le operazioni di concentrazione. Infatti, per quanto riguarda le intese restrittive della concorrenza fatte dalle banche (es. benzinai e commissioni su carte) la competenza rimane in esclusiva a BAnk of Italy. Ed era proprio su queste decisioni che coinvolgono da vicino il cittadino consumatore che sarebbe stato opportuno dare tutte le competenze all'Antitrust. Vedi al riguardo la punizioni di pochi giorni fa inflitta dall'Antitrust di Catricalà all'ANIA, l'associazione di categoria delle assicurazioni.

Comunque sia la frittata ormai è fatta.
E la colpa è tutta di Antonio Fazio che con il suo comportamento ha contribuito a DISTRUGGERE la Banca d'Italia.

La politica entrerà prepotentemente a Via Nazionale e anno dopo anno, nomina dopo nomina, l'enorme patrimonio umano professionale tecnico e scientifico in forza oggi alla Banca d'Italia, patrimonio che per formazione si sentiva investito di una missione istituzionale,  sarà gradualmente sostituito da politicanti di varia natura, persone senza scrupoli che invece di studiare e migliorare le loro competenze penseranno a gestire i rapporti politici, ad arricchirsi, a favoreggiare, a tutti i livelli.

Aggravato il tutto anche dal mandato di 6 anni rinnovabile che spingerà i Governatori ad operare conformemente ai politici per farsi rinnovare il mandato. A sto punto era meglio il mandato più lungo ma non rinnovabile.

Purtroppo è un film già visto. 
Personalmente da vicino.
Così va il mondo.
Non c'è più la Banca d'Italia.

non ho proprio niente da fare alle 09:53 | link | commenti (7)


martedì, 20 dicembre 2005

Ieri ho fatto un'esperienza incredibile!
Festone organizzato dalla struttura in cui lavoro per dare un buon natale ai circa 400 e passa dipendenti!

Ero incredibilmente con lo zio calabrinieri, che dalle scuole medie, passando per il liceo e l'università, fino al posto di lavoro mi ha seguito passo passo.
Vabbè. Ormai dopo la festa di ieri siamo la barzelletta: mimì e cocò, stanlio e ollio e via discorrendo.

Durante l'happening, organizzato incredibilmente in un antico palazzo romano affittato per l'occasione, nonostante abbiamo una sede in un altro antico palazzo di Roma, ho visto cose che voi umani non potreste nemmeno immaginare.

Uomini che partecipano alla scrittura della Finanziarie, alti dirigenti, estensori di normativa, completamente ubriachi (l'assortimento di alcoolici era pressochè sterminato), che ballavano nel centro della pista roteando la giacca sull'indice.
Tra l'altro il più scatenato era il mio supercapo. Veramente scene raccapriccianti che mi hanno segnato.
Ho visto la mia vicina di stanza pazzarella di 47 anni ballare core a core, strusciandosi, con un ragazzetto sui ventanni arrapattissimo, e farfugliare ubriaca cose sdolcinate alla fine della festa. E potrei andare avanti per ore con tutto lo stupore di cui sono capace.

All'inzio però si assisteva soltanto a scene fantozziane di leccaggio di culo all'alta dirigenza da parti di dirigenti avidi di potere e di scalate.

Vabbè.

Io e Calabriz, scuola centro sociale, assistevamo in incognito allo scempio che procedeva, sorseggiando vino wiskaccio e tutto quello che commestibile e potabile ci veniva gentilmente offerto dai pinguini.

Le cubiste però è stato troppo, veramente troppo.

Comunque quando il Calbriz mi ha mollato, non senza aver fatto conversazione con la biondissima sposata più bella della festa, casualmente c'era sul divanetto sola soletta (mentre venivo tirato dalla giacchetta anche dal mio supercapo per ballare Chiwawua e Mambo number five; ho detto tutto sulla musica. Comunque ho scoperto che solo io e calabriz avvertivamo quello che stava succedendo come la parodia riuscita male di un film di fantozzi. Siamo noi cazzo ad essere anormali, diversi, non appartenenti, etc!) la ragazzetta del quinto piano di cui parlavo in un post sotto.

Vi giuro. Vado là e le dico "andiamoci a fumare una sigaretta". Poi rientriamo che fa freddo e parliamo sul divanetto defilatissimo per un pò. 
L'avessi mai fatto oggi per qualcuno/a che non mi ha inculato per tutta la festa ma evidentemente aveva gli occhi appizzati sono il "mollicone".
Bastardi.
Però quanto era carina sta tardona di ventisei anni!

non ho proprio niente da fare alle 17:57 | link | commenti (3)


lunedì, 19 dicembre 2005

R.I.P

Ebbene, Fazio, il timorato di Dio, è ormai un ricordo.
I risparmiatori non lo rimpiangeranno.
Qualche banchiere forse sì.

Per dare un segno forte all'Europa e ai mercati c'è solo il nome di un santo:

... anche se di Monti ce ne abbiamo già uno trino che non fa ben sperare.

Comunque in tutta questa sporca vicenda delle scalate ad Antonveneta e BNL (e a RCS), una domanda sorge spontanea: perchè nessuno e dico nessuno ha parlato del ruolo giocato da Mr. Silvio Berlusconi, quando nelle famosissime intercettazioni telefoniche di questa estate è continuamente al centro dei discorsi dei furbetti del quartierino?

non ho proprio niente da fare alle 17:50 | link | commenti (4)


domenica, 18 dicembre 2005

Sono un pò stato a Milano.
Camminiamo con Calabrinieri le vie della città di Milano nella sera.
La città delle donne.
Troppe.
E belle.

Cammina cammina, mi si fa vicina una ragazzetta di massssssimo 22 anni, e mi chiede di accendere.
Le unghie colorate di viola.
Gli occhi azzurri azzurri.

"Scusa, sono troppo fatta"
"Io capito qui spesso, mi dai il numero?"
"Victoria, anzi Vicky"

E meno male che Calabrinieri è stato chiamato al momento giusto al telefono dalla ragazza sennò figurati se mollava l'osso!

non ho proprio niente da fare alle 22:23 | link | commenti (2)


martedì, 13 dicembre 2005

ENFANT PRODIGE



Ieri ho visto questo film.
Purtroppo però non ho tempo di dirvi com'è.
Ma lo farò.

In compenso sono entrato in possesso della discografia di Salif Keita (foto in basso), cantante del Mali, ed ho individuato per ora due pezzoni uno è l'arcinoto Madan, che noi conosciamo in versione disco, e che ho trovato invece nella versione originale. L'altro pezzo è Saly, di una tale dolcezza che quando lo sento mi squaglio! Salif Keita è un genio, infatti fa parte della famiglia reale del Mali, e negli anni '60 fu praticamente disconosciuto per il suo amore per la musica che lo portò negli anni '60 a suonare per le strade di Bamako, la famosa capitale del Mali (famosa per me perchè ad economia ho fatto un esame con una parte monografica sul Mali e la regione del Sahel).
Ascoltate gente, ascoltate. 

 

non ho proprio niente da fare alle 14:18 | link | commenti (4)


lunedì, 12 dicembre 2005

DEVOLUTION

MESSINA VAL BENE UNA MESSA!

non ho proprio niente da fare alle 19:24 | link | commenti (3)



NOTIZIOWEN

Er fijo de toresi e della Van (e potrei anche mettere un link ad un certo post dei Calbrinieri), anche detto ziubelu, anche detto il pugliese, è una femmina!!!!!!!!!!!!

Sentitamente ringrazia quel gran fijo de na paragula che è Enzino!

Adesso il totonome .... io propongo Rebecca!

non ho proprio niente da fare alle 18:36 | link | commenti (2)



E ALTRE CHE VERRANNO ...

Se non fosse per la nuova moretta del V piano, la mattinata di oggi sarebbe stata propria degna di un lunedì invernale di dicembre.

Il piercing al naso già l'avevo notato, anche l'altezza da modella e il corpo longilineo non mi erano sfuggiti, si aggiungono invece al quadro, un viso incorniciato da tanti e lunghi capelli ricci, un  sorriso contratto che fa uscire qualche ruga nonostante la giovane età (non credo abbia più di 24 anni).

Ho intuito dai discorsi che la ragazzetta è abbruzzese, e ho scoperto anche che fuma. Fumando ho avuto modo di guardarle le mani, che non sono tozze ma comunque dotate di dita importanti.

Poi, un anellone argentato sull'anulare della mano destra, una gonna nera al ginocchio e una cinta fina fina di quelle a catenelle, un sedere da paura, gli anfibi e le gambe lunghe.
Se non fosse per il sedere perfetto, e il monocromo nero dei suoi vestiti, assomigliava a come si veste la Bradipa.

non ho proprio niente da fare alle 12:17 | link | commenti (3)


sabato, 10 dicembre 2005

Comunque, io e bradipa, sabato, parteciperemo a Torino alla manifestazione nazionale contro la TAV. La mamma di Bra distribuirà anche passamantogna prima della partenza.

La partenza in treno da Termini venerdì sera.

Per chi volesse aderire alla spedizione lasciate un messaggio qui sotto.

non ho proprio niente da fare alle 22:37 | link | commenti (6)



IL PAESE PIU' PAZZO DEL MONDO

Tipo che l'italiano medio si è sempre vantato di poter dire: "e la classe mia era fuori di testa, la più pazza del mondo, le cose che faceva la classe mia non le faceva nessuna classe".

Io invece mi sono rotto il cazzo di dire "e il paese mio è fuori di testa, il più pazzo del mondo, nel paese mio accadano delle cose che non accadono in nessun altro paese del mondo."

Adesso forse ho scampato il dossier Alta velocità della Bradipa all'Osteria, che sull'argomento dice lei si è "documentata".

Questo aspetto documentale della bradipa rappresenta ai miei occhi una delle cose più dense di mistero e fascino. Magari capita che pur parlè dici una cosa, magari con una venatura qualunquista che non guasta, sulla TAV, tipo, "ma che cazzo ci faremo tra 15 anni co tutte ste merci che vanno e vengono", e lei ti dice "e se lo chiedeva pure Diario" :D.  Vabbè.

Comunque la cosa più pazza del mondo è questo sciopero degli informatori.

E' una cosa veramente pazza perchè sentire il telegiornale di quel certo Mario Giordano, quel 40enne con la faccia da 20enne e la voce effiminata da adolescente di 15 anni a cui un prepotente sta strizzando le palle per divertimento, insomma sentire il telegiornale di quel sub umano limitarsi a leggere il comunicato contro la precarietà nel mondo del giornalisimo indotta dalla legge Biagi, e l'ostinata cattiveria degli editori che negano adeguamenti salariali al costo della vita euro etc ... tutto questo è folle.

E' folle perchè il più grande editore italiano, talmente grande da potersi dire praticamente l'unico, cioè Silvio Banana Berlusconi, è il presidente del governo dello stato di banana.

Quindi non solo è l'affamatore del popolo dei giornalisti in quanto editore, ma è anche l'affamatore di quel popolo, come di altri, in quanto editore della legge Biagi sul lavoro. Più banane per tutti.

La follia non è però tutta qui, ma non vorrei minimizzare.

Accade anche che in questo paese l'editoria è sovvenzionata pesantemente con i soldi pubblici, i soldi nostri.

In particolare ci sono un paio di leggi incredibili: una è quella dei due parlamentari che fondano una testata politica (Il Foglio, Il Manifesto, Il Giornale, L'opinione, etc .. ) e una è quella per le Agenzie di stampa; di entrambe vi ho parlato in un vecchio post che vallo a trovare.

I risultati: stanno sotto gli occhi di tutti. Fanno più informazione RaiNews, Beppe Grillo e la Guzzanti che RAI1, RAI2, RAI3. Sui quotidiani, vabbè lasciamo stare.

Se mi giro intorno ho l'impressione di vivere in un paese di giornalisti, di attori, di cantanti, di scrittori, di blogger, e francamente, si stupendo mi viene il vomito, parafrasando Vasco.

Nessuna di queste persone ha una minima coscienza civile, una minima idea di cosa sia una società.  Sono peggio del giornalista lacchè ... sono sostanzialmente peggio di quelli del TG1 che l'altra sera hanno fatto una disinformazione sulla TAV che ero disgustato senza nemmeno essere addentro nella questione. Erano i toni della voce e la sintassi del servizio che lasciavano scorgere la menzogna, ma la menzogna non tutti hanno la capacità di smascherarla ..

Se guardo agli editori, vabbè lasciamo stare, è un mondo talmente a parte, sembra quello del calcio  ... che forse hanno una costituzione e un diritto diverso.


non ho proprio niente da fare alle 21:45 | link | commenti


venerdì, 09 dicembre 2005

R.I.P.

Paolo Sylos Labini ci ha lasciato l'altro ieri.
Oggi alla facoltà di Scienze statistiche della Sapienza di Roma sarà aperta al pubblico la camera ardente.

L'importanza di questo economista nella storia italiana del secondo dopoguerra è incalcolabile.

Lascio le parole scritte sul Corriere della Sera da Michele Salvati: "Scrivo di getto, sotto l'impulso di una forte commozione [...]. In un Paese di nani, ci ha lasciati un gigante."

non ho proprio niente da fare alle 14:16 | link | commenti (2)



ALTA VELOCITA'

Il mio punto di vista sul progetto dell'alta velocità che dovrebbe portare al potenziamento sia in termini di capacità che di prestazioni della linea ferroviaria Torino Lione è il seguente.

Premessa: ho scoperto questi fatti:

  1. l'opera in discorso non ha come obiettivo il miglioramento del servizio di trasporto passeggeri bensì quello delle merci;
  2. già oggi in Val di Susa, una valla larga poco più di 1 km, transitano tantissime merci, perlopiù su autostrada ma anche su linea ferroviaria;
  3. le stime sulle quali è fondata la sostenibilità economica del progetto prevede, per il 2015, una quadruplicazione della domanda di trasporto merci;
  4. la capacità di trasporto merci dell'attuale rete ferroviaria è sottoutilizzata per circa il 50% a causa dei costi sensibilmente minori del trasporto su gomma;
  5. la copertura finanziaria dell'opera sarà a carico dei cittadini per il 70% del costo;
  6. in base a previsioni realistiche la domanda di trasporto merci su ferro non aumenterà secondo quanto stimato e pertanto la gestione dell'infrastruttura, una volta realizzata, sarà in perdita anno per anno, a danno dei contribuenti;
  7. l'unico utilizzo intensivo dell'infrastruttura, con effetti benefici, sarebbe reso possibile penalizzando economicamente il trasporto su gomma e dunque facendo aumentare i costi di produzione delle merci per i cittadini. A fronte di tale maggiore costo una bella fetta dell'inquinante traffico su gomma passerebbe, nella Val di Susa, dalla gomma alla rotaia;
  8. le moderne teconologie sono sicure per quanto riguarda il discorso "amianto".

Commento:

Come ti distrai un attimo questi politici cercano di fotterti i soldi dal portafoglio.

Siamo ormai al paradosso più assurdo: si vuole mettere in piedi un'infrastruttura che strutturalmente può avere come unico beneficio il miglioramento delle condizioni di vita dei cittadini della Val di Susa.

I cittadini della Val Susa, che non voglio stare 15 anni con i camion e le ruspe che fanno un buco nella montagna a 3 metri dalle loro orecchie, stanno mettendo a ferro e fuoco la valle per scongiurare questo progetto.

Per ottenere l'unico risultato positivo che è quello di abbattare il trasporto su gomma e il relativo inquinamento, saremo costretti a penalizzare il trasporto su gomma appunto, dunque le imprese, dunque i prezzi dei prodotti di quelle imprese, dunque i cittadini che li acquistano.

In sostanza, stanno buttando nel cesso una serie infinita di soldi, stanno corcando di botte i cittadini valsusini,  stanno deterpundo il fianco di una montagna, stanno giocando con l'amianto, per fare un'opera megalomane (non so quanti km di una galleria enorme nella montagna), che potrebbe forse portare ad una riduzione dei TIR nella Val di Susa.

Sono pazzi.

In realtà però noi sappiamo bene che questi non sono pazzi, ma sono semplicemente dei figli di puttana, dei furbetti del quartierino, e probabilmente ci saranno interessi inconfessabili bipartisan, secondo me ci starà in mezzo come al solito la FIAT, sia sulla costruzione che sull'eventuale utilizzo.
Come al solito a danno dei cittadini: valsusini perchè saranno purgati dai lavori, e resto d'Italia che pagherà le spese.

 

non ho proprio niente da fare alle 10:09 | link | commenti (9)


mercoledì, 07 dicembre 2005

RIDICOLI

Dal sito di Repubblica, solo il titolo: 

Il vicepremier alla conferenza di Palermo sulle tossicodipendenze
"Interverremo sulle incongruenze tra i due provvedimenti"
Droga, Fini: "Pronti alla fiducia
e a modificare la legge ex-Cirielli"
A denunciare le contraddizioni tra le due leggi era stato Andrea Muccioli

E' come prendere un goal al 90° dell'ultima partita di campionato e finire in serie B.
C'è questa piccola piccolissima speranza dell'incongruenza con la famosa Ex Cirielli, fresca fresca di approvazione, che potrebbe far slittare tutto.

Come potete leggere dal titolo dell'articolo di Repubblica a sollevare l'incongruenza è stato Muccioli. Caso strano.

Sti cagnacci non sono riusciti IN 4 ANNI che sono al Governo a cacare una legge a tutela del risparmio dopo che sono stati mandati in malora una sequela di 50enni risparmiatori per i casi Parmalat, Cirio e Giacomelli e adesso in 4 e 4 otto il Ministro degli esteri, che dovrebbe farsi i cazzi degli altri, si presenta al meeting di Palermo, dove la regola è che parla chi ne capisce meno di tossicodipendenze e chi si vuole fare più pubblicità sulla pelle della gente che va a morire, e spara cazzate.

Tra l'altro sono degli incompetenti; Muccioli, il figlio di quello che fondò la comunità dei morti che spuntano dal terreno, si è accorto infatti, manco fosse uno scaltro azzeccagarbugli, che la Ex Cirielli prevede la galera e basta (quindi non le pene alternative come le comunità terapeutiche nel caso dei tossicodipendenti) per chi, recidivo, è pizzicato nuovamente a commettere il reato penale.

Tra l'altro sono dei figli di ndrocchia perchè il referendum del '93 sancì la depenalizzazione del consumo, cosa che questo disegno di legge ad minchiam ignora punendo severamente l'illecita detenzione oltre certi quantitativi. Guardate il testo emendato:

Chiunque, senza l'autorizzazione di cui all'articolo 17, coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti e sostanze psicotrope di cui alla tabella I prevista dall'articolo 14, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26.000 a euro 260.000.".

3. Di seguito al comma 1 dell'articolo 73 del testo unico è introdotto il seguente comma 1 bis: "1 bis. Con le medesime pene è punito chiunque, senza l'autorizzazione di cui all'articolo 17, importa, esporta, acquista, riceve a qualsiasi titolo o comunque illecitamente detiene: a) sostanze stupefacenti e sostanze psicotrope che risultano in quantità superiore a quella indicata nella tabella I allegata al presente testo unico ovvero che, per modalità di presentazione, con riguardo al peso lordo complessivo, al confezionamento frazionato o ad altre circostanze dell'azione, appaiono destinate a terzi o comunque ad un uso non esclusivamente individuale; b) medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope elencate nella tabella II, sezione A, che eccedono il quantitativo prescritto.".

 

 

 Apro un'altra parentesi avvelenata, anzi avvelenatissima: Papa Giovanni Paolo II andò fino in Parlamento a chiedere un gesto di clemenza per chi ha commesso piccoli reati. Guardate cosa disse mentre i cani randagi del parlamento si sperticavano le mani :

"Merita attenzione la situazione delle carceri, nelle quali i detenuti vivono spesso in condizioni di penoso sovraffollamento. Un segno di clemenza verso di loro mediante una riduzione della pena costituirebbe una chiara manifestazione di sensibilità, che non mancherebbe di stimolare l’impegno di personale recupero in vista di un positivo reinserimento nella società".

E' la sola richiesta precisa che il Papa ha avanzato al potere legislativo e ci volle tutto il coraggio e la faccia da culo di Fini per dire a caldo, commentando gli entusiasmi dei pro amnistia per le parole del Papa, che "qualcuno cerca di tirare il Papa per la giacchetta".

E giustamente sti bastardi hanno fatto la Ex Cirielli, dal nome di un timorato di Dio di AN, che si accanisce sui piccoli reati reiterati, quelli commessi dai disgraziati, e non contenti hanno affisso quando il Papa morì questo bel manifesto dell'ipocrisia:

E Muccioli giustamente si accorge della magagnona: come faccio a pupparmi i soldi se i tossici da reintegrare (che vengono beccati centinaia di volte proprio perchè dipendenti) non possono che andare in galera stando alla da poco approvata Ex Cirielli?

Incompetenti.

Ex Fascisti ripuliti.

Ignoranti per nascita.

non ho proprio niente da fare alle 15:12 | link | commenti (3)



Brillentemente superati i problemi tecnici capitati sul copia incolla dell'articolo dei coffee shops che starebbero per chiudere in Olanda, tratto da Repubblica, eccomi di nuovo qui tra voi in tutto il mio splindore a scrivere minchiate e ruota libera.

Facciamo che ho scoperto che ho la tendenza, anche a causa dei tempi lavorativi, a chiudermi in monotematiche dissertazioni a seconda della stagione. Per esempio st'estate ho approfondito parecchio l'argomento gnocca con quella tendenza deprecabile del mio blog a diventare il diario di Bridget Kod.

Adesso ho una lunga serie di post politici raffazzonati, tipo autunno caldo.

A primavera partì la session sull'economia politica e la politica economia (che non è un gioco di parole ma sono proprio due concetti tutti diversi tra loro).

Non scrivo più nulla della Bradipa da tantissimo tempo.

Non racconto più cosa combino.

Parlo pochissimo di musica e non faccio recensioni di film da una vita.

Per non parlare poi di cose letterarie.

Succede un pò come con il giornalismo dei nostri giorni: deraglia un treno e per un paio di settimane deragliono treni a rotella, un areo fa un incidente e non si sentono che incidenti di aerei per un casino di tempo.

Comunque anche se il blog prende questo andazzo non dovete confondere virtuale e reale (anche se non è facile, me ne rendo conto): per esempio mi piace ancora la gnocca e mi capitano anche delle avventure; oppure per esempio la Bradipa non è morta; come anche continuo ancora più di ieri a leggere libri su libri.

Questo, per esempio, credo sia il mio primo metapost: cazzo sto diventando vecchiO!!!!

non ho proprio niente da fare alle 12:26 | link | commenti (3)


martedì, 06 dicembre 2005

No post no party
non ho proprio niente da fare alle 19:23 | link | commenti



Maremma assassina volevo mettere l'articolo di Repubblica ma non me lo fa più levare o modificare; sono spariti tutti i pulsanti!
non ho proprio niente da fare alle 19:22 | link | commenti



Vediamo così

non ho proprio niente da fare alle 19:18 | link | commenti (2)



SIAMO FOTTUTI

Alla fine, tra una magagna di Berlusconi per il falso in bilancio, una verifica infinita, una magagna di Previti per corruzione di giudici, una magagna della Lega per il salvataggio della sua inutile banchetta e di Fazio, il magagnone della Legge Gasparri, il lodo Schifani, le magagnette tipo rogatorie internazionali e bla bla bla, l'infamata della legge elettorale, noi tutti pensavamo ce la fossimo scampata.
Ecchecazz almeno quello!

Certo: ce l'eravamo vista brutta con l'approvazione in consiglio dei ministri del disegno di legge nel 2003; ma nei mesi a seguire gli eventi vari (elezioni varie assortite tutte straperse dalla Casa abusiva delle libertà condonata) sembrava avessero spinto fuori dal tempo massimo parlamentaere l'ennesimo scempio legislativo.

E invece, ragazzi, sono cazzi nostri: il temutissimo DDL Fini sulle droghe sarà uno degli ultimi scempi del peggior governo dell'indecorosa storia della Repubblica delle banane.

Si parla addirittura di porre la fiducia, perchè evidentemente c'è il timore che uno dei tanti cocainomani che siedono in parlamento tra i banchi della maggioranza possa fare il franco tiratore.

E hanno fatto bene a non presentarsi le Regioni di sinistra al tavolo di confronto di Palermo sulla bozza di questa legge ad minchiam. Hanno fatto benissimo a non andare a contrattare i grammi in più o in meno per sbattere in galera la gente.

Ragazzi, qui con una decina di canne nel comodino di casa tua ti danno da 6 a 20 anni di gabbio.

non ho proprio niente da fare alle 16:16 | link | commenti



ENIGMA

Ormai tutti dicono che 1 euro vale 1000 lire.
Questo è il cambio che secondo la gente è stato praticato dai commercianti ebrei e non ebrei. Facciamo l'esempio di Augustarello a Pzz de Renzi, trastevere, quello che ti faceva il conto sulla tovagliaccia de carta e che non aveva nemmano il menù. Insomma secondo il volgo un conto da £ 15.000 è diventato 15 euro, registrandosi dunque un incremento del prezzo di circa il 100%.

Da Augustarello è successo esattamente questo: ha fatto questo cambio, ha stampato i menù con le scritte in inglese, ha selezionato sempre più clientela straniera (in aumento esponenziale a Roma, grazie a Walter), e si è garantito una lauta pensione fino alla morte.

Pensiamo ad esempio anche al Calisto di Marcello, il famoso bar adiacente alla Pzz Santa Maria in Trastevere, peraltro forse la più bella piazza di Roma. Insomma, super Marcello non ha calato le braghe come Augustarello davanti alle lusinghe del vil denaro e il cono gelato, uno tra i più buoni a Roma, costa ancora 1 euro.

E noi col core in mano c'andiamo a vedere il medio metraggio di un'ora intitolato Barricata San Calisto in cui Ivano De Matteo, raccontando una giornata al San Calisto end to end (cioè dall'apertura alle 6 di mattina alla chiusura all'una di notte), ci parla della trastevere che non c'è più, di quella fontanella a Vicolo del Cedro dove ancora puoi ascoltare i rumori dei vicoli di 50 anni fa. Ci parla di Pzz Santa Maria in Trastevere quando negli anni '80 scaricarono l'eroina, ci parla di quando l'acqua calda per la doccia stava in un pentolone.

Mia nonna che è del 1915 c'è nata a Trastevere,  a Vicolo Moroni, vicino a Piazza Trilussa, e mi racconta delle mamme che sulle terrazze dei tetti, mentre stendevano i panni, cacciavano l'urlo selvaggio per richiamare i pargoli alla casa, oppure di quel giorno che i condannati delle fosse ardeatine sfilarono, passando per la Lungara, sotto la sua finestra. Vabbè.

Tempi che vanno miserie che tornano.

A Milano camminando le vie negli ultimi mesi del 2001 scoprii con grande sorpresa che il 2002 portava in dono, fin dal suo primo giorno,  il biglietto dell'autobus a euro 1. Un giorno prima costava £ 1.500.

Insomma, quello che ci chiediamo è questo: ma questi fottuti prezzi che tutti dicono essere aumentati dal 1° gennaio 2002  più o meno del 100% sono davvero aumentati così o piuttosto sono aumentati secondo quanto afferma l'ISTAT di circa 10%?

Non questione di accademia la cosa, badate bene, perchè ogni prestazione d'opera anticipata dal lavoratore (dal normale lavoro, alla liquidazione, etc) è  

non ho proprio niente da fare alle 09:47 | link | commenti (5)


lunedì, 05 dicembre 2005

LA FRASE

"Se uno ascolta Marcello Pera, il presidente del Senato, e gli viene la pelle d'oca, per me è già di sinistra"

Pierluigi Bersani

Questa frase vince la citazione d'oro. Sapete che io reputo il discorso di Pera al meeting di CL di Rimini, quello del "così si diventa meticci",  un'oscenità e una vergogna.

non ho proprio niente da fare alle 11:11 | link | commenti


venerdì, 02 dicembre 2005

PRESERVALI

Il feeling tra questo blog e Stefaniona è ormai un dato di fatto. Da una parte abbiamo dedicato tanti post all'avvenente donna della Sicilia catapultata nella vita politica della Roma magnacciona.
Dall'altra, e qui sta la novità, la Nostra ha deciso di far da megafono alla proposta lanciata da questo blog nel post di ieri l'altro, e così la siciliana dai boccoli normanni ha detto:

"Non sono convinta che siano tante le donne che decidono di interrompere la gravidanza per motivi economici. Molte lo fanno per ragioni di salute, moltissime sono immigrate. E poi, ci sono le giovanissime che conducono una vita sessuale da adulte senza conoscere la contraccezione. Anche perché di questi tempi non si parla più di preservativi, ad esempio. Farei una campagna dandoli gratuitamente..."

Per chi non potesse fare a meno di leggere altre parole e pensieri del ministro qui c'è il link all'intervista fatta da Repubblica.

non ho proprio niente da fare alle 09:57 | link | commenti (4)


giovedì, 01 dicembre 2005

Appunto per la mia memoria questa foto di Borges che ho incontrato sul sito di Repubblica.
Bhò, in preda ad un attacco senile mi sembra di vedermi nello specchio.
Mi ricorda tanto le poesie sul fervore di Buenos Aires che leggevo ieri sera.

"è noto che in Irlanda un uomo disse che l'attenzione di Dio, che mai dorme,
raccoglie eternamente ogni sogno
ogni vuoto giardino ed ogni lacrima. Continua il dubbio e la penombra cresce".


non ho proprio niente da fare alle 18:34 | link | commenti



PECCHE'?

Oggi o ieri o domani, poco importa, è la giornata della lotta all'AIDS.

Mentre si ciarla di assegni anti aborto da elargire a donne madri disagiate (sotto i 25000 euri annui lordo!), mentre l'assessore alle politiche sociali del comune di Milano, Tiziana Maiolo, propone il Viagra scontato agli anziani, mentre il figlio di Totti si appresta a ricevere il bonus bebè di 1000 euri dal nostro saggio Governo, mentre il Governo italiano registra l'ennesimo fallimento truffaldino con la storia del digitale terrestre che nessuno si è comprato (pensate che era prevista da una legge la migrazione dal 2006 delle frequenze terrestri analogiche che avrebbero dovuto essere dismesse, al digitale! Hanno prorogato al 2008!) insomma mentre succedono tutte queste cose spiacevoli qualcuno mi sa dire:

perchè i preservativi che soprattutto i giovani dovrebbero usare costano così tanto?

non ho proprio niente da fare alle 14:09 | link | commenti (9)