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"we the street people talking"

lunedì, 27 giugno 2005

CRONACA DI UNA MORTE ANNUNCIATA

Allora, quello che era un presentimento dello scorso giovedì si è trasformato in realtà la sera del giovedì stesso.
Sorvolo sul week end che sono stato proprio uno schifo, e da ridere ce ne sarebbe sulle mie spalle stanchissime e onoratissime, e se non era per Bradipa stavo pure peggio. Sia moralmente ma soprattutto fisicamente :D

Invece stamattina sono diretto a Vermiciello per lavoro e sulla metro all'andata capito seduto vicino ad una ragazza molto carina con le lentiggini e gli occhi verdi smeraldo. Sembrava inglese. Passano le fermate e nonostante gli altri intorno a noi scendono via via,  fermata fermata, noi rimaniamo un sacco vicini seduti.
Allora le dico la prima cazzata che mi passa per la mente e lei sorride.
Si chiama Romina, ha 20 anni, abita sulla prenestina, studia scienze motorie, è nata a Trevi.
Ci facciamo un sacco di domande distratte.
Scendiamo insieme, camminiamo come due amici di lungo corso, ci raccontiamo ma ad un certo bivio lei quasi in automatico svolta e io altrettanto in automatico vado dritto.
Un lampo negli occhi e un'inelluttabilità.
Non le ho chiesto il numero.

Torno da Vermiciello piuttosto tardi e passo al baretto qui sotto, quello della pausa pranzo quotidiana questa volta per un succo di frutta volante.
Padrona del bar: "Con i capelli tagliati sei più bello del solito!"
Io sorrido e sbuffo.
Racconto alla duena del bar con cui ho grande confidenza che sto giù. Che non è stato un bel fin de semana.
E lei intuisce: "con tutte le ragazze che ci sono! .....  A cominciare da quella là dietro!"
E indica la piacente ed esuberante e timida figlia, sghignazzando e aggiungendo "Zitto che se mi sente mi ammazza!".

non ho proprio niente da fare alle 16:45 | link | commenti (25)


giovedì, 23 giugno 2005

COMUNICAZIONE DI SERVIZIO

Panico, per domani sono stato improvvidamente spedito a Milano, quindi probabilmente non potrò partecipare alla biciclettata.

Come nota di cronaca riporto invece la nuova squalifica comminatami, questa volta anche a tempo indeterminato.
Se non a vita.

 

non ho proprio niente da fare alle 15:52 | link | commenti (12)



ANCORA GALLINO, LA CRISI ITALIANA, LA RIFORMA BIAGI e LA SPEREQUAZIONE NELLA DISTRIBUZIONE DEL REDDITO

Sempre parlando di Luciano Gallino, il famoso sociologo del lavoro, oggi Calabrinieri mi ha inviato un articolo intevista uscito sulla Repubblica in cui venivano sostanzialmente ribaditi i concetti dell'intervista al messaggero riportata nel post sotto.

Questa volta Gallino ha condito i suoi ragionamenti con i drammatici (dipende da che ottica la si guarda: per me un calo dei consumi è quasi sempre una buona notizia) dati sui consumi e le vendite, comunicati ieri dall'ISTAT.

Inoltre, rispetto all'articolo del Messaggero, ha accennato alla possibilità che a fronte di un aumento dell'occupazione siano diminuite le ore lavorate: il famoso principio berlusconiano del lavorare meno lavorare tutti (non a parità di salario perchè il PIL decresce).

Nell'intervista al Messaggero sembrava infatti risolvere il paradosso economico (PIL=produttività del lavoro * n° di ore lavorate) sostendo che l'occupazione non era salita (cfr. le mie tre domande finali del post).

La realtà è come al solito nel mezzo e probabilmente i due fenomeni sono entrambi in atto.

Detto ciò, possiamo sviluppare brevemente un paio di ragionamenti:

1) L'effetto Berlusconi (che parrebbe consolidarsi con l'uscita dei dati statistici) del "lavorare meno lavorare tutti" è strettamente connesso alla famigerata "Riforma Biagi" sul diritto del lavoro, in particolare all'istituzionalizzazione delle forme contrattuali atipiche, all'emersione di parte del sommerso, fenomeno principalmente ascrivibile alle regolarizzazione degli immigrati determinata dalla Bossi Fini.

2) Per decenni i sindacati difendendo con le unghie e con i denti il cosiddetto "posto fisso" hanno tutelato soltanto le persone già nel mercato del lavoro e hanno creato ostacoli per chi voleva entrare, nonchè hanno contribuito all'accumulazione di debito pubblico che grava sulle spalle delle nuove generazioni.

3) Il principio del "lavorare meno lavorare tutti", principio di uguaglianza equità e umanità, in un paese con economia basata sulla concorrenza, si può realizzare ma non a parità di salario, cioè non senza richiedere alla rinuncia popolazione dipendente un certo tenore di vita della .

4) Punto finale, tale riduzione del tenore di vita della popolazione, se guidata dal solo mercato, determina l'aggravarsi di squilibri distributivi nel reddito della popolazione (si impoverisce il SUD, si impoveriscono i redditi fissi, paradossalmete si arricchiscono di un pò gli industriali del nord). Sostanzialmente ed intuitivamente la rinuncia a parte del nostro tenore medio di vita grava pesantemente solo su alcune fasce di popolazione: questo è quello che sta avvenendo in Italia (come fotografato dalla ricerca del CENSIS di cui ad un precedente post).
E' per questo, forse, che Marco Biagi aveva circondato la sua riforma di una serie di ammortizzatori sociali che nella traduzione legislativa taroccata che Berlusconi ha dato del libro bianco del professore di Bologna sono scomparsi (insieme al professore).

non ho proprio niente da fare alle 11:44 | link | commenti (1)


mercoledì, 22 giugno 2005

non ho proprio niente da fare alle 16:45 | link | commenti (6)



EUROPA: CATTIVE NOTIZIE

Vi ricordate quando un tronfio Berlusconi esultava per le modifiche al patto di stabilità spacciandole per la panacea di tutti i mali economici dell'Italia?

Il PIL non è cresciuto (per esempio dopo modulo 2 della riforma fiscale i consumi non sono ripartiti) e i conti pubblici sono sempre più degradati: a questo si devono aggiungere i costi che stanno andando alle stelle degli approvvigionamenti energetici (viene da piangere a pensare ad un?Italia fuori dall'euro), la tendendenza al rialzo dei tassi negli USA, la dicotomia con i paesi UE. 

Ieri il comitato economico e finanziario formato dai direttori generali dei 25 ministeri economici ha appoggiato la richiesta della Commissione per l'apertura della procedura per eccessivo deficit e, prima volta nella storia del trattato, per eccessivo debito.

La partita che si giocherà il 12 luglio all'ecofin quando siederanno i ministri dell'economia sarà molto difficile

Cifre sconfortanti e soprattutto respinte senza possibilità di replica tutte le attenuanti (ridicole e a tratti esilaranti se non fossero drammatiche) presentate dal governo italiano.

Lo sconfinamento sul parametro del 3% del deficit non è giudicato piccolo e temporaneo: 3,2% nel 2001, 2003, 2004. Le previsioni 2005 e 2006 sono fosche, e personalmente credo che dovranno essere ulteriormente riviste al ribasso.

Si salva solo il 2002, l'anno dopo le torri gemelle. 

Il vero problema sarà l'inevitabile giudizio delle agenzie di rating sul rischio di insolvenza sul debito pubblico e la risposta dei mercati finanziari. Mamma mia che brutti periodi che ci aspettano. 

Le politiche economiche di Berlusconi e della sua banda (nani come Brunetta compresi), proprio come avvenne nel '94 in quei pochi mesi di governo,  si stanno abbattendo come una scure su questo paese già disastrato.

non ho proprio niente da fare alle 08:49 | link | commenti (9)


martedì, 21 giugno 2005

MI COPIANO I POST

Oggi ho letto un'intervista, sul Menzognero, al "più importante sociologo del lavoro", in cui venivano commentati i dati ISTAT di ieri sull'aumento di occupazione: diceva per filo e per segno con il medesimo schema logico (compresa la domanda retorica finale) quello che io avevo scritto nel post "un impegno concreto: lavorare meno lavorare tutti!" :D

Ecco il testo dell'intervista:

IL SOCIOLOGO
Gallino: «Ma i posti di lavoro non sono aumentati E sarà così finché l’economia non si riprenderà»

di PIETRO PIOVANI

[....]
Insomma, l’occupazione non sta realmente aumentando.
«Per capirlo basta accostare questi dati a quelli sul pil. Come è possibile che ci siano 300 mila occupati in più se il pil (cioè la produzione totale dal paese) risulta fermo o addirittura in arretramento?»
Già, come è possibile?
«Le spiegazioni possono essere due. O è diminuita drammaticamente la produttività, e la stessa quantità di lavoro viene distribuita fra più persone; oppure l’aumento di posti di lavoro non è effettivo, è solo un fenomeno statistico».
Lei propende per la seconda ipotesi.
«Che la produttività sia diminuita è del tutto improbabile. Al contrario, la produttività sta aumentando in misura rilevante da un anno all’altro: le macchine sono più potenti, la tecnologia migliora, i modelli organizzativi sono più efficaci. Di conseguenza ogni unità lavorativa produce di più».
L’occupazione non cresce, l’economia è in recessione... Non è una bella situazione.
«La disoccupazione giovanile continua a crescere, a livello nazionale è al 25%, nessun paese avenzato è a questi livelli. E al Sud il quadro è drammatico, fra le donne giovani del Sud il tasso di disoccupazione è ormai al 47%. Consolarsi con il sommerso serve a poco: un sommerso del 20-25% è un dato patologico».
E il 40% che dice Berlusconi.
«Dalle statistiche europee il 40% non risulta. Un paradosso italiano è che non si può mai contare su una cifra singola. L’Istat fornisce almeno tre dati sull’occupazione: i lavoratori rilevati statisticamente sono circa 22 milioni; quelli “registrati”, cioè iscritti agli enti previdenziali, sono solo 18 milioni; se poi si includono anche i lavoratori in nero si arriva a 25 milioni. Qual è il dato vero?»

non ho proprio niente da fare alle 09:30 | link | commenti (4)


lunedì, 20 giugno 2005

PASTI BUONI O BUONI PASTO?

E' scoppiata la polemica dei buoni pasto!
Gli esercenti subissati dalle alte commissioni applicate per l'incasso dei buoni, sbottano, e guidati da Mr. McDonald minacciano di non accettare più i buoni.

Lo schema di funzionamento è il seguente: la società vende al datore di lavoro questi buoni, solitamente ad un valore inferiore a quello nominale. Es. un buono da 5 euro al datore di lavoro costa 4,5 euro.

Quindi il datore di lavoro ci guadagna.
Anche perchè il rigime fiscale permette la deducibilità di queste somme.

L'esercente, che è l'anello debole della catena, paga una commissione alla società emittente (la signora sotto al bar paga il 7%) e in cambio ha la possibilità di accaparrarsi questi clienti che altrimenti andrebbero da un altro.

Ricevuti i buoni in pagamento, ogni "tot" di tempo (questa è una scelta del commerciante), una volta compilata una distinta con tutti i buoni che verranno consegnati per l'incasso, li presenta alla società di ticket che rimborsa il controvalore (applicando una tariffazione oltre che esplicita in termini di commissione percentuale sul transato anche in termini di giorni di valuta: ricevo il buono oggi e i soldi dopo almeno 5 settimane. Se voglio un servizio veloce di incasso pago un 2% in più).

Il meccanismo è simile a quello dei bancomat e delle carte di credito dove i costi di transizione della banca dell'utente della carta sono ribaltati grazie ad una commissione interbancaria sulla banca dell'esercente, che a sua volta li ribalta su quest'ultimo.
Qualcuno ricorderà le polemiche dei benzinai sugli acquisti con carta.
Risultato: chi striscia una carta non paga nulla perchè paga tutto l'esercente. Inoltre, l'esercente deve sottostare alla cosidetta clausola di non discriminazione cioè gli è vietato di differenziare i prezzi in ragione del fatto che il pagamento sia effettuato in contanti piuttosto che con carta.
Chiaramente l'esercente prezzerà i suoi prodotti tenendo conto di questo costo delle carte e smalmandolo in modo indifferenziato sui prezzi.
Diciamo che alla fine il consumatore che paga in contanti sostiene anche i costi di chi paga con carta.

E' la vecchia storia della domanda elastica e rigida: in sostanza in questi strambi servizi a domanda congiunta (di più soggetti) si cerca sempre di far pagare il soggetto maggiormente disponibile a farlo, cioè quello con domanda anelastica (all'aumentare o diminuire del prezzo, la quantità domandata varia di misure infinitesimali).

In questi due casi, differenti tra loro perchè nel caso delle carte il servizio oltre ad essere richiesto congiuntamente da due soggetti è anche offerto congiuntamente da altri due soggetti (le banche), il soggetto a domanda anelastica è l'esercente che se non accetta ticket o pagamenti con carta perde clientela.

In tutto questo io, come da contratto nazionale, ma a differenza dei miei colleghi "anziani", ho dei buoni pasto di 1,81 euro.
Lo riscrivo in lettere: unovirgola81centesimi di euro.
Bastardi!

non ho proprio niente da fare alle 17:33 | link | commenti (13)



L'EMERSIONE DAL SOMMERSO

Via libera all'assunzione di Adriano Sofri alla Normale di Pisa, come bibliotecario.

non ho proprio niente da fare alle 15:06 | link | commenti



Dall'altra parte del fiume ...

Nel passato post, prendendo a spunto il rapporto del CENSIS, ho messo in evidenza come, dal 2000 al 2004, la ricchezza prodotta da questo paese sia stata distribuita in modo sempre più diseguale tra lavoratori a reddito fisso e lavoratori autonomi, a vantaggio di questi ultimi.

Le leve che hanno spinto in questa direzione sono state:

1)  l'introduzione dell'euro
2) la mancata riforma degli ordini professionali e la mancata lotta alle rendite
2) il decadentismo fiscale (assistiamo come previsione al crescere dei fenomeni evasivi)
2) la riforma fiscale (in particolare, modulo 2)
3) il far west sui mercati immobiliari.

I fallimenti di Berlusconi sono in questo commento dell'Autorità antitrust al provvedimento sulla competitività varato dal parlamento italiano:

"La competitività dei professionisti italiani richiede un profondo rinnovamento del sistema degli Ordini, ma dal provvedimento del governo non emerge alcun ripensamento del loro ruolo».

Tale situazione divaricata non è poi fotografata dall'indice di inflazione dell'ISTAT che lavora su panieri medi, dai pesi discutibili, escludendo mutui e immobili, e secondo metodologie dubbie che rendono l'indice più simile ad un indicatore del costo della vita che all'aumento dei prezzi.  

Questo in sintesi spiega perchè a fronte di dati ISTAT sull'inflazione bassissimi, il dibattito politico da ormai 3 anni si interroga se sia colpa o meno dell'euro dando per scontato un aumento anomale dei prezzi, che l'ISTAT non vede.

 

Vediamo oggi invece cosa avviene dall'altra sponda del fiume, in casa dei percettori di reddito fisso per eccellenza, il pubblico impiego, in particolare cercando di capire come quanto avviene su questa riva sia conseguenza di quanto avviene sull'altra, aiutandoci con i dati riportati in un articolo di Giavazzi pubblicato sul Corriere.

Negli ultimi quattro anni il costo dei dipendenti pubblici è cresciuto, rispettivamente, del 6,4%  del 2001, 4,2% nel 2002, 5,6% nel 2003, 3,2% nel 2004. Ogni anno più del tasso d’inflazione, che in questo periodo è sempre rimasto inferiore al 3%.

Recentemente l’Istat ha pubblicato i bilanci a consuntivo delle amministrazioni provinciali per il 2003. I dipendenti provinciali costano 25 euro l’anno per abitante (della Provincia stessa) in Veneto e Lombardia, esattamente il doppio in Umbria, 61 euro l’anno per abitante in Basilicata.

Le amministrazioni provinciali di Udine, Trieste e Gorizia riescono a far fronte ai loro impegni destinando in stipendi il 14% delle loro risorse finanziarie. In Calabria gli stipendi assorbono il 35% del bilancio, in Abruzzo il 28.

Meno una Provincia dipende da risorse finanziarie proprie, più paga i propri dipendenti. In  Lombardia e in Veneto, dove le province dipendono da trasferimenti statali e regionali solo per il 40% del loro bilancio, i dipendenti costano, come abbiamo visto, 25 euro per abitante. Nelle province della Basilicata i trasferimenti rappresentano l’80% del bilancio e il costo è 61 euro per dipendente.

Il governo sta negoziando il nuovo contratto dei dipendenti pubblici. I sindacati, scontando un aumento dei prezzi ben oltre quello fotografato dall'ISTAT, chiedono aumenti pari all’8% su due anni.

Dopo quattro anni in cui il monte-stipendi è cresciuto, anno dopo anno, 2 punti più dell’inflazione, concedere aumenti di queste dimensioni e uguali per tutti è una follia.

Davvero i servizi che forniscono i dipendenti della Provincia di Matera valgono oltre il doppio di quelli forniti a Vicenza? Che senso ha premiare entrambi nella stessa misura, senza considerare peraltro che il potere d’acquisto di un euro a Matera è molto più alto che a Vicenza.

Questo contratto comunque non entrerà in vigore prima dell’anno prossimo. Sarà il successore di Siniscalco a doversene preoccupare.

 

 

non ho proprio niente da fare alle 11:45 | link | commenti (4)



Week end di merda.
Sabato a Centocelle aggressione dei fascisti dell'agro pontino con annesse cariche delle forze dell'ordine.
Si torna dal mare con un sottofondo di silenzi violentati.
A radio onda rossa dibattitti, assemblee, presidi e poi ancora dibattiti, assemblee, presidi.

Ieri a Capocotta, il ragazzo che in tarda serata pulisce la spiaggia ragionava ad alta voce: "sempre il Manifesto e la Repubblica raccolgo io".
L'aveva preceduto il sempiterno venditore di ciambelle.

Sabato sera a villa Gordiani tagliavamo la tristezza della festa del comunismo con il coltello, mentre i cani dell'alessandrino portavano a spasso i loro padroni.

"Aquí se queda la clara
La entrañable transparencia
De tu querida presencia
Comandante Che Guevara"

Ci sono note e scale che scivolano sulla nostra anima come unghie sull'ardesia.

Stamane, musica del mali nelle orecchie, prendo il caffè e ancora stragi di silenzio vicino alle mie orecchie sorde.


non ho proprio niente da fare alle 09:19 | link | commenti (10)


venerdì, 17 giugno 2005

L'ECONOMIA DEL PAESE DEI PARAGULI

Allora, ieri è uscito il rapporto del CENSIS dal titolo "Gli angusti canali della formazione del reddito".

Credo che se sarò squalificato da George, come ormai avviene cada fin de semana, leggerò lo studio, magari in riva al lago, con un joint tra le labbra, alternando un Pessoa evanescente.

Poco vicino a me ci sarà qualche amico che mi dirà "vieni qui vicino noi?".
E io: "no, state pure, io preferisco stare qui, a leggere un libro. Vi raggiungo dopo."

Al mio attivo su questo blog ho già la recensione di uno studio Banca d'Italia sulla divaricazione tra andamento dei prezzi e percezione dell'aumento dei prezzi delle famiglie. Qui. Il post mette in evidenza i meccanismi di taroccamento dell'indice dei prezzi.

Inoltre, ho anche la recensione su uno studio comparato Banca d'Italia relativo alla ricchezza delle famiglie italiane e di quelle americane.
Qui. Il post mette in evidenza l'iniquità del sistema economico americano e sfata, dati Bankit alla mano, il mito dell'arrampicata sociale negli USA.

Argomenti alla ribalta delle pagine di attualità di questi giorni.

E conto al più presto di postare un commento all'approfondimento dell'ISTAT (appendice della Relazione annuale)  sugli effetti redistributivi della riforma fiscale di Berlusconi (in particolare del secondo modulo), che è un provvedimento socialmente iniquo ed economicamente dannoso, nonchè di dubbia costituzionalità.

Del rapporto CENSIS ho estrapolato due passaggi:

1) "Qui si è andato innescando nell’ultimo decennio un pericoloso processo di divaricazione sociale, tra lavoratori autonomi e dipendenti, i cui livelli reddituali hanno iniziato a viaggiare su binari del tutto differenti”. In base ai dati Istat, infatti, tra il 2000 e il 2004 è stata registrata una stagnazione del reddito individuale da lavoro dipendente, cresciuto solo dell’1,6%, mentre il reddito da lavoro autonomo ha segnato un +10,1%, realizzato esclusivamente nell’ultimo quadriennio. E, ancora, sono aumentati i redditi di fabbricato (+16% in quattro anni), che hanno controbilanciato la contrazione delle rendite finanziarie (- 25,9 per cento) e c’è un costante incremento delle prestazioni sociali (+8 per cento)."

2) Tabella (% di italiani a cui non è stata fatta regolare fattura o ricevuta al momento del pagamento):

Ripetizioni a domicilio/personal trainer: 52%
Badante/Colf:                                                    50%
Psicologi:                                                             36%
Idraulico:                                                            34%
Falegname:                                                        31.8%
Ingegnere:                                                          28,6%
Avvocato:                                                           25,7%
Architetto:                                                          20,4%
Meccanico:                                                         18%
Medico:                                                                15,6
Dentista:                                                              15%
Commercialista:                                               11,4%
Bar:                                                                       7,8%
Ristoranti/Pizzerie:                                           7,3%
Notaio:                                                                  6,2%

(*) Le prime due categorie sono poveri diavoli

Questi risultati riportati dal CENSIS (basati perlopiù sui dati taroccati dell'ISTAT e su quelli Banca d'Italia) dovrebbero far riflettere chi dopo 4 anni di governo non ha ancora saputo proporre una riforma degli ordini professionali (commercialisti, avvocati, notai, architetti, ingegneri, etc ...) intesa ad accrescere la concorrenza e a far calare i prezzi e le rendite di queste categorie di intoccabili che dal 2001 ammucchiano quattrini su quattrini e case su case, inoltre dovrebbe far riflettere chi nonostante gli effetti redistributivi dell'euro (siamo un paese di truffatori e chi ne ha potuto approfittare l'ha fatto sulle spalle dei redditi fissi) ha posto in essere tale scellerato taglio di imposte (badate bene imposte, perchè le tasse sono aumentate) redestributivo anch'esso a favore dei ricchi, e infine chi ha permesso il far west sui mercati immobiliari vari, dove è stata spostata una grande quantità di ricchezza privata (distratta dalle rendite finanziarie).

Ha ragione Berlusconi quando dice che in Italia siamo ricchi ma che preferiamo non investire in attività imprenditoriali, preferendo le rendite (immobiliari e finanziarie).
Lui però vede solo una parte dell'Italia: quella dei figli di puttana in carriera (perchè ahimè siamo pieni anche di potenziali figli di puttana). Tutta la sua opera politica è pensata e rivolta verso questo segmento di popolazione, per la verità piuttosto numeroso in Italia. Buffetti di rimprovero compresi, come è successo ieri.

Poi ci sono gli altri, quelli normali, chessò i dipendenti pubblici (senza contratto), i pensionati (con aumento a € 1000 della pensione minima!), gli operai (ma che si trovino un lavoretto disse a quelli siciliani), i giovani (riforma Biagi), che lui considera alla stegua di mendicanti a cui di tanto in tanto dare l'elemosina, per sentirsi apposto con la sua coscienza.

Questo è il modello di sviluppo economico che ha in testa Berlusconi: politiche incentivanti per i fiji de mignotta ed elemosina per gli altri.
Pensava di riuscire a far quadrare il cerchio su queste due linee politiche, ammorbidendo i dissensi con il suo immenso potere di condizionamento.

E' dunque normale che Berlusconi guardi quel 40% di ricchezza sommerso nel paese Italia, quella che gli altri non vedono: è piuttosto da chiedersi da dove derivi tali dati?
Avrà forse accesso al bilancio consolidato di Cosa Nostra?
Oppure il 40% del PIL è sommerso in un suo conto alle Bahamas?

non ho proprio niente da fare alle 10:48 | link | commenti (15)


giovedì, 16 giugno 2005

BERLUSCONI DICHIARAZIONE CHOC:

1) L'ECONOMIA VA BENISSIMO, ABBIAMO IL 40% DI SOMMERSO!
2) LA PROCEDURA UE DI INFRAZIONE NON PORTA A NIENTE, SERVE SOLO A DARE UNA PEZZA DI APPOGGIO AI GOVERNI PER SCELTE IMPOPOLARI.
3) GIA' FRANCIA E GERMANIA, CHE STANNO PEGGIO DI NOI,  PER 3 ANNI SONO STATE SOPRA AL 3%: HANNO SUBITO LA PROCEDURA MA GRAZIE AL NOSTRO AIUTO NON HA DATO ESITI!!!!

ALLEGRIA!!!!!

CHISSA' MARIO MONTI CHE OGGI USCIVA CON QUESTO SERIOSO E PESSIMISTA ARTICOLO (CONDIVIDO OGNI SINGOLA PAROLA) COSA AVRA' PENSATO!
CHISSA' PADOA SCHIOPPA QUANTO SI VERGOGNA AL BOARD DELLA BCE!

non ho proprio niente da fare alle 16:17 | link | commenti (3)



CONSIDERAZIONI: L'EUROPA NECESSARIA

Archiviati i risultati dei referendum con l'ennesima sconfitta del paese Italia.
La prima considerazione è che in Europa una legge di questo tenore non sarebbe mai passata.
Non è un caso che nella Costituzione Europea non c'è traccia delle radici giudaico cristiane, per buona pace dei crociati nostrani che non afferrano del tutto la differenza tra uno stato laico e uno stato teocratico.

Anche in questo caso (ma vedremo gli altri), per me cittadino trentenne italiano, l'istituzione Europa rappresenta il rifugio dagli attacchi che mi portano le forze interne del nostro paese (vecchi, politici, clericali, comunisti, etc ..).

Dal prossimo 20 giugno alle due estrazioni del Lotto settimanali se ne aggiungerà una terza. Le entrate dai vari giochi e giocarelli di questo paese (incapace da oltre 20 anni di fare finanziarie diverse dai soliti aumenti di sigarette, IVA, tabacchi e lotterie varie) sono in ordine di grandezza le terze, e per fortuna nell'ultimo anno sono andate male.
A questo si aggiunga il calo di gettito causato dalla legge Sirchia.
Numeri rilevanti.

Interessante invece lo studio ISTAT sugli impatti redistributivi della riforma fiscale (modulo 1 e modulo 2 e congiunti): siccome il governo per bocca di tremonti per 3 anni ci ha ripetuto che l'euro ha spostato grosse fette di ricchezza da redditi fissi a fiji de na mignotta, il governo ha pensato bene per accentuare l'effetto euro di redistribuire, tramite fisco, risorse dai poveri ai ricchi, mettendo peraltro a repentaglio i già disastrati conti pubblici. E fortunatamente il progetto iniziale di Berlusconi di creare due sole aliquote è fallito per le note dinamiche interne della maggioranza. Da notare che il principio di progressività dell'imposta (cioè se guadagno di più pago percentualemente di più) è costituzionalmente garantito, insieme al principio di proporzionalità delle imposte.

E badate bene che il peggioramento dei conti pubblici ha degli effetti sulle tasche di tutta la collettività: in primo luogo cresce il rischio default sul debito pubblico e dunque cresce il premio che va pagato ai sottoscrittori di titoli pubblici in termini di tassi di interesse. Chiaramente il maggior costo in termini di tassi sul debito si ripercuote nuovamente sui conti pubblici e si traduce in ultima istanza o in tagli alla spesa pubblica (pessime università, mala sanità, magistratura sotto organico, carenze infrastrutturali, etc ... ) o in richiesta di maggiori tasse/imposte ai cittadini. Magari con un aumento dell'IVA (imposta sul valore aggiunto), di cui si parla in questi giorni, che è la tassa che colpisce maggiormente i poveri ed i consumi.

Dunque appare evidente che per finanziare la scellerata riforma fiscale a favore dei ricchi si finisce per far pagare un pò tutti. L'esempio viene proprio dall'attualità di questi giorni: un'estrazione del Lotto in più (e chi gioca al lotto lo sappiamo tutti chi è) e dall'altra parte rinvio al 2006 del tanto sbandierato taglio dell'IRAP, l'imposta che grava sui redditi d'impresa ed il cui taglio avrebbe dovuto favorire la competitività delle nostre imprese.

Concludo con una considerazione sugli attacchi all'euro portati da una parte della maggioranza: si sente continuamente recitare l'amarcord dei tempi in cui si era competitivi sui mercati esteri per il mezzo delle svalutazioni competitive. Per fortuna che ciò non è più possibile: svalutare la moneta infatti significa togliere valore ai pezzi di carta che tutti noi abbiamo in tasca (o sui conti correnti) per favorire una piccola parte del paese, cioè chi esporta.
In Italia la svalutazione competitiva ha contribuito considerevolmente a 110% di debito pubblico su PIL.

non ho proprio niente da fare alle 09:41 | link | commenti (4)


mercoledì, 15 giugno 2005

Oggi a pausa pranzo ho maturato una convinzione: prima che sia troppo tardi bisogna cacciare Rutelli e De Mita (e i DS non dicano che ai tempi non erano stati avvertiti).
Far fare una lista a Prodi che sostituisca la Margherita nella testa dell'elettore dell'Ulivo: che sò, la potremmo chiamare "Il crisantemo".
E andare alle elezioni, al seggio elettorale, con il simbolo dell'Ulivo, una collana d'aglio intorno al collo e un grosso corno rosso!

non ho proprio niente da fare alle 14:35 | link | commenti (4)



OGGI  A VILLA ADA IL TOP DAL VIVO PER LA MUSICA REGGAE CONTEMPORANEA (SCONSIGLIATO AI DEBOLI DI CUORE):

BUON DIVERTIMENTO!!!
(in sottofondo Capleton su un famoso riddim di Robert Nesta Marley) dice:

Fuoco sulla corruzione!
Fuoco su Babilonia!

non ho proprio niente da fare alle 12:54 | link | commenti (1)



VERRA' IL GIORNO?

I nomi collettivi servono a far confusione. «Popolo, pubblico...». Un bel giorno ti accorgi che siamo noi. Invece, credevi che fossero gli altri." (Ennio Flaiano)

non ho proprio niente da fare alle 11:32 | link | commenti (3)



La pera del Presidente (Ennio Flaiano)

La pera. Molti anni fa, nel terzo o quarto anno del suo mandato presidenziale, fui invitato a cena al palazzo del Quirinale, da Luigi Einaudi. Non invitato ad personam - il Presidente non mi conosceva affatto - ma come redattore di una rivista politica e letteraria diretta da Mario Pannunzio. A tavola eravamo in otto, compresi il Presidente e sua moglie. Otto convitati è il massimo per una cena non ufficiale, e la serata si svolse dunque molto piacevolmente, la conversazione toccò vari argomenti, con una vivacità e una disinvoltura che davano fastidio all'enorme e unico maggiordomo in polpe che ci serviva. Questo maggiordomo, una specie di Hitchcock di più vaste proporzioni ma totalmente destituito di ironia, aveva sulle prime tentato di intimidirci posandoci il prezioso vasellame davanti come se temesse che l'avremmo rotto; e fulminandoci con occhiate di sconforto se non riuscivamo a individuare tra le tante (alcune nascoste persino tra i merletti della tovaglia) le posate giuste.
Poiché il Presidente, nei suoi anni verdi, aveva frequentato una trattoria di via della Croce, la Fiaschetteria Beltramme (che noi ancora frequentiamo), si parlò anche di questa: e dei suoi colleghi di università coi quali vi andava, del proprietario e di altri clienti che egli vi intravedeva: Bruno Barilli, Cardarelli, il pittore Bartoli. Da un argomento all'altro, tra aneddoti che per il gran ridere scuotevano il Presidente come un uccellino bagnato; tra riflessioni che seguivano gli aneddoti, pensieri economici e altri sul futuro, la cena si stava prolungando oltre il lecito. Il Presidente sembrava un nonno felice di rivedere nipoti lontani. Ma eccoci alla frutta.
Il maggiordomo recò un enorme vassoio del tipo che i manieristi francesi e poi napoletani dipingevano due secoli fa: c'era di tutto, eccetto il melone spaccato. E tra quei frutti, delle pere molto grandi. Luigi Einaudi guardò un po' sorpreso tanta botanica, poi sospirò: "Io" disse "prenderei una pera, ma sono troppo grandi, c'è nessuno che vuole dividere una con me?"
Tutti avemmo un attimo di sgomento e guardammo istintivamente il maggiordomo: era diventato rosso fiamma e forse stava per avere un colpo apoplettico. Durante la sua lunga carriera mai aveva sentito una proposta simile, a una cena servita da lui, in quelle sale. Tuttavia, lo battei di volata: "Io, Presidente" dissi alzando una mano per farmi vedere, come a scuola. Il Presidente tagliò la pera, il maggiordomo ne mise la metà sul piatto, e me la posò davanti come se contenesse la metà della testa di Giovanni il Battista. Un tumulto di disprezzo doveva agitare il suo animo non troppo grande, in quel corpo immenso. "Stai a vedere" pensai "che adesso me la sbuccia, come ai bambini."
Non fece nulla, seguitò il suo giro. Ma il salto del trapezio era riuscito e la conversazione riprese più vivace di prima; mentre il maggiordomo, snob come sanno esserlo soltanto certi camerieri e i cani da guardia, spariva dietro un paravento.
Qui finiscono i miei ricordi sul Presidente Einaudi. Non ebbi più occasione di vederlo, qualche anno dopo saliva alla Presidenza un altro e il resto è noto.

Cominciava per l'Italia la repubblica delle pere indivise.

non ho proprio niente da fare alle 11:13 | link | commenti (1)



MENO URNE PER I REFERENDUM
PIU' URNE PER TUTTI

E' quasi pronto il provvedimento che regalerà agli italiani il brivido dell'urna 3 volte alla settimana.
Evviva i sogni, evviva il gioco del Lotto, evviva l'Italia!!!!!

non ho proprio niente da fare alle 11:05 | link | commenti (1)



Voglio percepire la coerenza nel distacco?
Voglio percepire il distacco nella coeranza?

Com'era zac? :D

non ho proprio niente da fare alle 09:54 | link | commenti (4)



Bla bla bla

non ho proprio niente da fare alle 09:37 | link | commenti (2)


lunedì, 13 giugno 2005

L'Italia è allo scatafascio economicamente moralmente culturalmente spiritualmente, e lo avevamo previsto già diversi anni addietro che saremmo arrivati a questo punto ed in breve tempo.

Esemplificativo il commento nel post precedente del mio amico Pugghia:

"arrendiamoci al fatto che sto paese è agonizzante strangolato dalla morsa della chiesa e dalla mafia .. per non parlare di una serie infinita di altri problemi.
tristezza sovrana ed infinita nonchè pessimismo
".

Si apre una stagione di ulteriore violenza: quella che ci porterà alle drammatiche  elezioni del 2006.

Mi dò tempo fin là per continuare a sperare. 

non ho proprio niente da fare alle 17:04 | link | commenti (8)



ITALIA E' UNA
SGIOIAAAAA!

Evidentemente attanagliato dalla disperazione cosmica di un week end prodigo di delusioni personali e politiche, questo blog perde bussola e controllo, e cerca la forza di andare avanti nell'unico motivo di orgoglio nazionale e di esempio civico di questo paese:

Voglio espatriare.
Credo presto andrò in Emilia o in Toscana.

non ho proprio niente da fare alle 09:45 | link | commenti (22)


venerdì, 10 giugno 2005

BUON VOTO ITALIA

Sul blog di Bradipa è uscito un post sul referendum che mi ha veramente amareggiato.

E la mia convinzione si è rafforzata: comunque andrà a finire la consultazione il nostro paese avrà dato l'ennesima prova di stupido e idiota autolesionismo.

La solita italietta incapace di capire che siamo parte di un tutto e che questo tutto è la nostra società. La nostra libertà e la nostra unica felicità possibile.

Comunque andrà questo referendum, che per la prima volta nella storia della repubblica vedrà il non esercizio di un diritto costituzionalmente garantito per una grandissima fetta della popolazione, sarà una sconfitta. Una delle più cocenti di questa nostra disastrata storia repubblicana. L'ennesima.

L'ostruzionismo elettorale ancora non l'avevamo sperimentato. A quello indecoroso parlamentare siamo ormai assuefatti.
Non ammettono in nessun modo che la tua idea abbia diritto di cittadinanza.
Siamo tornati al 1920.

Sanguina il cuore. Veramente.

Non capiamo che beviamo il latte la mattina non perchè ci siamo "fatti da soli" e guadagnamo i soldi ma perchè c'è un fottuto lattaio che si alza alle 4 la mattina e va incollarsi le bottiglie chissà dove.
E quel fottuto lattaio che si alza la mattina alle 4 e alle 15 finisce di lavorare per tornare a casa a mangiare giocare con il figlio piccolo alla play station, non capirà mai che c'è un manager in giacca e cravatta che si arrabatta per fargli pagare poco quel pezzo di plastica inutile.

Non c'è niente da fare: in questo paese saremo sempre tutti contro tutti.
Tutti ad imporre.

non ho proprio niente da fare alle 21:02 | link | commenti (13)


giovedì, 09 giugno 2005

L'ANGOLO DEL COSTITUZIONALISTA DUBBIOSO

Ieri pensando ai referdum mi sono chiesto: quanti sono i referendum?
La risposta che mi sono dato è: 4.
Penso mi daranno 4 schede.

La successiva domanda che mi sono posto è la seguente: se il legislatore costituzionale considera l'astensione una legittima possibilità di espressione della volontà sui referendum mi aspetto di potermi astenere su uno dei 4 e di votare per gli altri.
Non sò se mi sono spiegato?

Mi aspetto in sostanza di vedere in televisione 4 quorum differenti.

Ho letto la legge del 1970 attuativa dell'art. 75 della Costituzione e quasi nulla è detto.

Che voi sappiate o che voi ricordiate è così? Per esempio quando si mischiavano referendum di tutti i tipi (dalla droga, alla pubblicità etc ...) quanti quorum c'erano?

Se invece, come penso e mi sembra di ricordare, ciò non fosse possibile, allora l'astensione, ancorchè legittima, avrebbe espressamente da un punto di vista di legge il significato "non me ne può fregare di meno di venire a piedi al seggio a prescindere dai quesiti".

Se così fosse credo la propaganda sull'astensione andrebbe valutata, anche da un punto di vista legale, sotto un'altra luce.

Costituzionalisti della rete illuminatemi!

non ho proprio niente da fare alle 10:09 | link | commenti (11)


martedì, 07 giugno 2005

Taoquack ha messo la musica sul suo blog: allegria!
non ho proprio niente da fare alle 13:24 | link | commenti (16)



UN ALTRA BUONA RAGIONE PER VOTARE SI'

Infervorato faccia a faccia sul prossimo referendum del 12 e 13 giugno tra Giulianone Ferrara e Fassino al residence di Ripetta davanti a una platea inusitatamente passionale.

Giuliano Ferrara: "Io ho il diabete, io ho la fibrillazione cardiaca, io ho l'obesità, io sono uno che nel 1952 l'avrebbero cancellato!".

E Fassino proprio non ha niente?

non ho proprio niente da fare alle 10:42 | link | commenti (5)


lunedì, 06 giugno 2005

VILLA ADA 2005

Ho appena dato una veloce lettura al programma musicale della consueta manifestazione che si tiene nella splendida cornice del laghetto di Villa Ada: "Roma incontro il mondo 2005".

Tra le altre cose la mia casa quest'anno si è pure avvicinata quindi ci vado in bicicletta!

Sulla Jamaica quest'anno non si è veramente badato a spese: segnalo subito 3 concerti di artisti giamaicani che nel bene e nel male da 10 anni dominano letteralmente la scena (insieme a Buju Banton):

15 GIUGNO: il profeta CAPLETON (praticamente c'è il rischio che affondi l'isoletta e prenda fuoco tutta la villa)

7 LUGLIO: Mr Anthony B (dei tre il più calmo e melodico)

22 LUGIO: Kalonji!!!! SIZZLA (se l'isola si è salvata dopo il profeta ...)

Da segnalare anche i Wailers, Femi Kuti, Quintorigo, Freddy McGregor, Raiz, Karate, Roy Paci (mo basta!), Sud Sound System (mo basta!), Bennato (mo basta!), e una cifra di altri.

Quest'anno altissimo livello!



non ho proprio niente da fare alle 17:02 | link | commenti (10)



LA FREDDA CRONACA

Mercoledì sono andato a vedere Junior Kelly con George salvo perdermi George per oltre 1 ora e mezzo e contestualmente essere attaccato dalla sindrome "degli altri" che Pessoa magistralmente spiega in una sua pagina di diario che principia con "la materia mi attacca" o qualcosa di simile.
Il concetto base è che trovandosi in posti affollati solitariamente si ha l'impressione che la gente ci irrida e ci schernisca. Tutti dicono che sta cosa dipende da noi, un pò come quando ti fai le canne e pensi che chiunque ti veda capisca che stai un pò fatto quando in realtà non è così, alla fine invece Pessoa fa una capriola molto bella, un pò presuntuosa, ma dice una cosa che io ho sempre sentito ed espresso.
Quando George è ricomparsa, più o meno a concerto terminato, l'ho riportata subito e brutalmente a casa, per il suo storcimento ed il mio.  Era pure stata così carina a regalarmi un signor Bong prima del concerto.


Giovedì è stato il primo giorno di espiazione delle mie colpe così ho passato la giornata a trastullarmi con il suo regalo e a chiedermi se fosse o no il caso di chiamare George che lunedì aveva un esame e doveva studiare, che era arrabbiata e fredda, etc.
Alla fine, al vespro,  ho chiamato George, che era ancora imbufalita, e sono andato a San Lorenzo.

Venerdì invece sono andato ad espiare, rigorosamente solo, le mie colpe al lago di Martignano e ho incontrato, ebbene sì, la donna di PanicocompressoO con l'amica cervellona e tettona di Bradipa.
Abbiamo parlato della caduta del muro di Roma e dell'unificazione tra Roma nord e Roma sud.
Poi abbiamo anche fatto il bagno, poi dovevamo pure prendere un gelato ma io sono dovuto repentinamente tornare a Roma.
La nota di colore è che ho lasciato le luci della macchina accese e dunque mi si è scaricata la batteria e quindi ho dovuto espiare un pò anche nel parcheggio di Martignano (prezzo: € 3) con il solleone delle 15.00. Alla sera, quando riede alla sua parca mensa il zappatore e le nubi estive e il ponentino romano corteggian lieti chi gli pare a loro, mi sono beccato con George che mi ha fatto andare alla Torre. Dove alla fine vuoi e non vuoi, daje e non daje, spingi e corri, abbiamo di nuovo litigato ritornando sui fatti della notte di mercoledì. A me comunque litigare piace perchè litigare significa anche riconoscere e prendere consapevolezza della diversità dell'altro dal mio modo di essere e di pensare e dal modo di essere e pensare che io sono portato ad attribuirgli.  Come dire l'amore non è bello se non è litigarello, vecchio adagio romano.

E veniamo a sabato.
Chiaramente George dopo mercoledì, (la non telefonata di giovedì mattina-pomeriggio), il litigio di venerdì, non ha potuto far altro che comminarmi la meritata squalifica di due giornate (sabato e domenica). In più c'era il tempo che faceva le bizze e così dopo una nuotatina e una saunetta in piscina (dove lavoravo come istruttore) sono andato ad un appuntamento aperitivo blogger dove io e l'onorevole ministro dimissionario pentito delle pupe on. Zaccarius, accompagnato per l'occasione dal bodyguard Egonomicon, abbiamo avuto il privilegio e l'onore, nonchè l'onere (a proposito Zac per il conto ci pensa lo ziu antonello!), di conoscere la signorina Missy.

Al riguardo purtroppo però:



La sera di sabato proponeva invece la piccola George che si appropinquava sola e indifesa in un bosco presso località chiamata campo di carne. E una seratina sulla scia dell'aperitivo bloggers sempre a San Lorenzo, solo che con i miei amici di una vita.
Un Gin Lemon e la cecagna hanno riempito il resto della serata.

Domenica la ciliegina sulla torta.
Al vespro, sempre in quel di San Lorenzo, mentre affogavo i dispiaceri del fine settimana (lungo) nella birra del bar Marani, fa capoccella sulla veranda l'Alessandrina.
L'ultima volta che l'avevo vista ero con Bradipa alla festa per la liberazione delle due Simone al Campidoglio.
Pianse.

non ho proprio niente da fare alle 09:58 | link | commenti (18)


mercoledì, 01 giugno 2005

DA OGGI FINO A META' GIUGNO QUESTO BLOG DIVERRA' MONOTEMATICO:

ANDATE A VOTARE AL REFERENDUM E PORTATE A VOTARE QUANTE PIU' PERSONE POSSIBILE

non ho proprio niente da fare alle 09:52 | link | commenti (14)