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martedì, 30 novembre 2004
DELLO STORCERSI (1)
Sono ufficialmente offeso con Bradipa per il suo ultimo post cinematografico. Con il penultimo canzonò quello che scrissi su "la malaeducation", cose sentite. Adesso riferendosi all'ULTIMO film che siamo andati a vedere "Se mi lasci ti cancello" (peraltro come al solito scelto da lei): mi ha dato della "maggior parte delle persone non sufficientemente emancipate" e io mi imbestialisco quando mi danno del "voi", se poi lo fa un amico.... Non contenta ha chiarito che io sono uno che si "allinea" alla maggioranza masochista (con l'accezione negativa morettiana di maggioranza e pasoliniana di masochista). Poi ha detto che non poteva dormire al cinema perchè tra noi non c'era sufficiente confidenza (è la seconda insufficienza del post): aldilà della spiacevolezza del sentirsi dire da un amico che tra voi non c'è confidenza, non riesco proprio a capire che motivo c'è di scriverlo su un post. Ma vabbè. Infine ha definito il tutto un'agonia.
Allora rispolvero le parole che una volta l'alessandrina mi disse: "ma che ce l'ha ordinato il dottore di andare al cinema insieme?"
L'Imperatore voleva che ognuno a Outland fosse due volte più ricco di prima, proprio per rendere il nuovo Governo popolare. Purtroppo non c'era abbastanza denaro in Tesoro per fare ciò. Così io suggerii che bastava raddoppiare il valore di ogni moneta di Outland. È la cosa più semplice del mondo. Non capisco perché nessuno ci abbia mai pensato prima!"
L. Carroll, Bruno e Sylvie
lunedì, 29 novembre 2004
BABY I LOVE YOU SOOOOOOOOOOOO!!!! And this is what I really know And if you should ever leave and go away Baby I'll be slaving every day Night and day I'll pray That love will come my way

venerdì, 26 novembre 2004
Ispirato dall'odierno post di Tao rifletto su:
accoppo: prima persona singolare del presente indicativo del verbo accoppare. Mettere una persona in una coppa o traformare metaforicamente qualcosa o qualcuno in una coppa.
La padrona della casa in cui vivo ha avuto la brillante idea di mettere all'ingresso, in una nicchia incastonata nella parete, una coppa che ha la forma della coppa del mondo di calcio o volendo dell'asso di coppe delle carte napoletane, anche se le linee sono leggermente più tipo "impero". Con uno sforzo di fantasia degno di Swift o di Pascal si potrebbe immaginarla un'astronave spaziale. La coppa in realtà è però una lampada di un bianco patinato che si accende mettendo in evidenza il verde pisello della nicchia. Intanto fuori piove sempre. E piove pure dentro. E il cielo è sempre più grigio. E fuori tutti si guadagnano la pagnotta. E la mia camera è deserta. E chi bacia una donna per la prima volta è Adamo.
giovedì, 25 novembre 2004
A ROMA SUCCEDE CHE ...
.... lunedì al liceo Manara circa 100 sedicenni in occasione dello sciopero contro la riforma Moratti hanno occupato un'aula anche per protestare per la chiusura della stessa aula ordinata dal preside della scuola e da tempo autogestita dai ragazzini. Il preside di tutta risposta ha denunciato l'accaduto alla questura che ha inviato sul posto una squadra di polizia. Hanno fatto irruzione nell'aula rompendo i vetri della porta e fermando con le maniere ruvide 35 ragazzi che sono stati identificati. Parlavano di 50.000 euri di danni fatti dai ragazzi all'edificio. Ieri i 35 nella sede di Cobas di viale Manzoni, hanno mostrato alcune immagini riprese durante lo sgombero. In un breve filmato si sentono le grida dei giovani che dicono «Siete tutti matti. Ci state facendo male, ci vengono le schegge di vetro addosso» mentre la polizia tenta di sfondare una porta per entrare. Oggi un geometra della Provincia, responsabile della manutenzione, ha minimizzato sui danni rilevati nella struttura dopo l'occupazione di lunedì. «Volendoci allargare - ha detto il tecnico - qui dentro ci sono 5000 euro al massimo di lavori da fare, calcolando anche qualche intervento in più che si potrebbe realizzare con l'occasione». Le cronache della stampa che può essere considerata di parte, come il manifesto, parla di atti ben più gravi, come un antenna infilata in bocca ad un ragazzo con consueto scherno del malcapitato. Ma facciamo finta che sia falso. Le irruzioni nelle scuole ci riportano alla memoria un fatto di qualche mese fa: le forze dell'ordine grazie ad appostamenti e a travestimenti da bidelli avevano sgominato un vorticoso giro di hashish in un altro liceo romano.
Tutto questo mentre i media che contano ci parlano degli organici sottodimensionati delle forze dell'ordine e dei fatti tragici di Napoli, e mentre il TG5 di Rossella ci fa vedere i servizi sui regali di natale più cool per questa stagione o fa un servizio che è un insulto all'intelligenza degli ascoltatori sul naufragio del nome GAD nel centro sinistra.
Per fortuna a Roma succede anche che stasera al Brancaleone, dalla Jamaica, viene a farci ondeggiare Lone Ranger di cui avete sentito coattivamente la voce in apertura della pagina .....
Don't give up the figth Bless of love.

ANTICHI ROMANI
Odio gli ausiliari del traffico e la nuova leva di vigili jene che sta conquistando la città. Però per chi volesse riconciliarsi con i pizzardoni consiglio vivamente di passare la mattina a Piazza Venezia intorno alle 9. Se sarete fortunati troverete sulla nota pedana rialzata una delle persone più aggraziate della terra. C'è quasi sempre lui. Un punto di riferimento. Non perde mai la calma nemmeno in mezzo all'ingorgo galattico, sta lì con i capelli lunghetti che escono dal caratteristico copricapo e lo sguardo rassicurante. Avrà 45 anni. Fasciate da guanti bianchi muove queste mani piccole facendo leva sull'articolazione del polso e limitando al massimo il movimento delle braccia. I piedi sempre composti. Quando qualche animale fa qualcosa di veramente azzardato si interrompe e torna ad essere un uomo normale che scuote contrariato il capoccione fulminando il fijo de na mignotta con l'ironia tipica dello sguardo del romano che la sà lunga, per riprendere immediatamente con la grazia di prima. Sia fisicamente che nella gestualità è impressionante la somiglianza con Riccardo Muti. Ed ai suoi gesti tutti ubbidiscono miracolosamente, rapiti dalla sua gestualità. Io arrivo da Via del Quirinale in motorino, arrivo dall'alto con fatica e quando lo sguardo abbraccia Piazza Venezia solitamente non riesco nemmeno a vedere un cm quadrato di asfalto, la distesa di lamiere non lascia scampo. Le vedi su via del plebiscito sino ad intuire Piazza del Gesù. Vedi lamiere fino al confine con il monumento a Vittorio Emanuele scaldalamichia, vedi lamiere bordeggiare il ghetto ebraico e le immagini avvolgere soavemente il Teatro Marcello.
mercoledì, 24 novembre 2004
Costituzione della Repubblica Italiana - Art. 53
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
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Il sopracitato articolo della Costituzione, che io da sempre ritengo tra i più importanti di tutto l'impianto costituzionale, sancisce due principi fondamentali. Nel primo periodo si afferma che ogni cittadino contribuisce in ragione di quanto guadagna (più guadagni e più paghi), che si traduce nel nostro sistema tributario nell'applicazione di aliquote d'imposta "%" (non si confonda il concetto di imposta, ad esempio IRPEF o IVA, con quello di tassa, ad esempio quella sui rifiuti). Nella seconda riga si afferma invece il principio della "progressività" che tradotto significa se guadagni 100 contribuisci alle spese dello Stato con il 10% di quanto guadagni, se guadagni 1000 contribuisci non con il 10% bensì con il 20%. Questo principio è garantito nel nostro ordinamento tributario dai 5 scaglioni d'imposta e (meno) dal sistema di deduzioni e detrazioni fiscali. Sottolineo che la progressività delle imposte è uno degli strumenti più efficaci nella redistribuzione del reddito, ovvero nel trasferire ricchezza da chi guadagna molto a chi guadagna poco.
Sebbene da quando ho la nuova casa io non segua molto l'attualità , è inaudito che si parli del nulla ovvero della riduzione dell'IRPEF, come se Berlusconi fosse babbo natale. Mi spiego: assodato che chi promuove la riforma non dice come sarà finanziata la manovra fiscale (come noto i parametri di Mastricht non permettono che le entrate dello stato siano più basse delle uscite e impongono pertanto che ogni qual volta si tagliano delle entrate, come in questo caso, sia trovato un corrispondente taglio delle uscite), e questo lo sottolineano a ciclo continuo anche i pezzi della maggioranza contrari al colpo di forbice (non per nobili motivi ma per bieche convenienze elettorali, es. Fini e il pubblico impiego), NESSUNO sottolinea che la riforma in questione diminuirà sì le imposte a tutti ma redistribuirà la ricchezza dai più poveri ai più ricchi. Che è cosa ignobile, se non anticostituzionale.
Siccome però le cose non sono mai tutte nere e nemmeno tutte bianche qui si deve sottolineare un aspetto molto importante: l'evasione fiscale (che in Italia è un fenomeno di consistenza clamorosa: basti pensare che le persone che hanno dichiarato più di € 100.000 sono solo 450.000 mentre sono stati venduti nello stesso periodo più di 500.000 Gipponi di lusso) che è iniqua per definizione in un sistema fiscale improntato a forti caratteri di progressività risulta essere ancora più iniqua.
Io credo che in un paese come questo una riforma fiscale sia necessaria e dirò di più credo che in questo momento un abbassamento dell'IRPEF faccia bene al paese. Sono però assolutamente contrario a QUESTA riforma fiscale.
Nella prossima puntata facciamo due conti sulla base della proposta Berlusconi basata su due sole aliquote, che al tempo in cui fu presentata a me sembrava una barzelletta. Riuscivo a spiegarla solo se accompagnata da un cazzutissimo sistema di deduzioni e detrazioni che poi è una vergogna perchè la gente certe cose non le sa e si perde per strada tanti soldi per ignoranza (nell'accezione latina del termine). Per esempio io scoprii ai tempi in cui mi fecero due co.co.co tramite i CUD e il modello UNICO, che le detrazioni e le deduzioni a cui avevo diritto mi portavano a credito nei confronti dello Stato di circa 600 euri in sostanza il sistema del sostituto d'imposta (il datore di lavoro paga il fisco per te ) mi aveva fatto pagare più di quanto avrei dovuto.
shuffering and shmiling
Sono felice del positivo riscontro che sta avendo il ritorno della musica reggae su questo blog. Adesso mi metto a cercare una canzone dell'album Red Hot + Riot, album masterizzatomi dalla Bradipa, per la precisione la traccia numero 4 dove ad un certo punto si dice: "Can't keep quite. It's time to be more than a riot". E dove per tutta la canzone i singer smadonnano contro la religione e i ricchi.
Aveva ragione la bradipa, anche se non ci sono i testi! Il sito di Red Hot è strafichissimo e casualmente c'è un giochino divertente dove ti fanno giocare con circa sei traccie (chitarre/drums/basso/tastiere/voce1/voce2 etc ... ) del brano che stavo cercando. Tu le mischi e poi ti autospedisci il link della tua composizione. Ho anche provato a farvelo partire coattivamente in automatico ma non sono stato capace. Quindi se volete sentire la libbera composizione fatta un pò di fretta da me clikkate qui.
Adesso provo a vedere se funziona il link.
Parte è una ficata!!!
[stic.man] (to the ancestors) can't keep quiet this time gon' be more than a riot (to the warriors) can't keep quiet this time gon' be more than a riot (to those who came before us) can't keep quiet this time gon' be more than a riot (long lived the revolution) can't keep quiet this time gon' be more than a riot
[stic.man] religion is like prison keep the people locked up in different divisions some of them promise you heaven but I see a whole lot of bullshit ism-scism imperialism in the form of spirituality slave mentality, escape reality what we supposed to just suffer and smile and be content? sendin our prayers to the clouds? (stic.man - uhn uh) i want my heaven now, freedom on earth and if the preacher ain't with us, then we takin his church what is it worth to have the biggest religion when the people got miserable living conditions? no water, no lights, no rights all over africa we fight, but we have to unite cause ain't no power in the gospel when the priest puttin powder in his nostril and the elder's council fails to lead and the children suffer from daily need and the people can barely eat is it a sin to stand up to fight against the ones that put is in handcuffs? goddamn, what happened to the daily bread, spread love and not what the bible said, but in the name of the bible how much love is spread compared to how much blood is shed
chorus:
[Bilal] everyday my people get inside the bus (women - shuffering and shmiling) everyday its the circle (women - shuffering and shmiling) everyday my people get inside the bus (women - shuffering and shmiling) everyday its the circle
[Jorge Ben Jor] (scat singing) (women - shuffering and shmiling) x4 everyday its the same thing
[Talib Kweli] yo every day I wake up is a miracle, thank you seperate religious and the spiritual, thank you see, I dont be askin in the air, every action is a prayer the bear won't attack me, I be, attackin the bear, see back in the day I used to work in a bookstore my job was to find whatever book you look for i remember one day this lady came for a bible we was out, so I started showin here other titles
tryna share information about a religion everything that I showed her was written by christians, still she got the hell up outta the place wonderin something about me shakin her faith now, knowledge is power, we spread information how strong is your faith? what it take to be shaken? yo, I think she missed what jesus was sayin can't keep your eyes closed to a revelation you could be speakin in tongues could be speakin of sons and daughters my reflection of course, within the water is beautiful, attractive, my musical contraption classified as unusual practice but thats what it take to be a man free the land, crash down on babylon like the sea to the sand peace to the fam, we want you all to stay strong and live long like a de la song, c'mon
[stic.man & Talib Kweli] can't keep quiet this time gon' be more than a riot can't keep quiet this time gon' be more than a riot can't keep quiet this time gon' be more than a riot can't keep quiet this time gon' be more than a riot
[m1] this way of life, ain't right pray all day and night and don't fight poped up, doped up work three jobs to fill the gold cup no water, no food, no lights, no rights no power til the people unite it's gone - divison and they work us in prison look round, how my niggas is livin everything we make, they takin it to the bank while we sittin up in the church to give thanks don't you know the preacher got bank? (m1 - uhn uh, uhn uh) don't you know the deacon smoke dank? (m1 - uhn uh, uhn uh) did you ever think the bible was a prank? (m1 - uhn uh, uhn uh) somebody bout to faint before they came they had the bible, we had the land now, we got the bible, they got the land and what do you believe in, heaven or hell? life is what you make it, so thats why I rebel uncle sam, got blood on his hands good god, how the devil can dance nobody wanna help a nigga put your hands together, do it yourself my nigga don't sit there you won't have nobody rushin to die so do something don't just suffer and smile
[chorus]
[Jorge Ben Jor] (scat singing)
[m1] (repeats until end) africa, africa, africa aids is killin africans, africans, africans
martedì, 23 novembre 2004
Prima che la Bradipa chiuda il blog (e dunque lo chiuda anche io) mi sparo tutti i post sul reggae che mi sono tenuto in canna, che naturalmente a me sono quelli che piacciono di più. Soprattutto quando apro la pagina e c'è un pezzo che parte in automatico! 
The day will come!!!!!

A grande richiesta torna la musica reggae su questo blog. Nell'occasione in sottofondo la traccia n° 2 del nuovo disco del Profeta, intitolato "Il regno del fuoco" o come dicono gli inglesi "Reign of fire". D'altronde il profeta vanta tra i suoi soprannomi anche Fire Man, o King Shango. Questo perchè il profeta nei suoi concerti jamaicani usa chiedere continuamente che il fuoco si innalzi al cielo ed il pubblico dell'isola risponde non con gli accendini ma con le bombolette spray. In quei momenti le grida della gente supera il volume della musica e la potentissima voce del profeta si interrompe e le sue mani girano nell'aria a chiamare il clamore del pubblico che in quel momento tocca vette di esaltazione preoccupanti e finisce per esultare come se ci fosse stato un goal ad una partita di calcio. Le recensioni parlano dell'ennesimo disco bomba che mischia sonorità new roots a brani hardcore, tutto contraddistinto dalla voce immaginifica del profeta. Che ricordiamocelo al villaggio fece il tutto esaurito come solo Manu Chao e Beastie Boys hanno saputo fare e che fece incendiare il villaggio che all'una e mezzo di notte alla sua entrata diede fuoco al tendone che per poco non veniva giù tutto. Qui un video dell'entrata in scena del profeta nel concerto al villaggio di 1 e mezzo fa.
The day will come. Almeno speriamo. fire pon wicked men. Hailè Selassie Jah Rastafari. Bless of love.
SCOOP
Ieri Bradipa mi ha paventato per le vie brevi la chiusura del suo blog. Inutile dire che anche questa appendice del suo blog chiuderà se la notizia si dovesse rivelare vera.
lunedì, 22 novembre 2004
L'UNIVERSO FEMMINILE
Stamattina come da rituale apro la casella della posta e trovo due e-mail a cui devo e voglio rispondere. La prima di Sonia, il mio primo vero ammore che ultimamente si sta scomodando a chiamarmi e scrivermi. La seconda e-mail è di Dana, la fica matta e disperatissima che ho incontrato sulla spiaggia quest'estate. Sonia è nata nel 1975 e Dana nel 1977. Stiamo effettivamente parlando di due tardone, con la doverosa precisazione che la tardona dana è stupenda e meraaaaviglioooosa. Il gioco delle pupe e delle tardone fa molto ridere e si basa sulla divisione del mondo femminile in un quadrato con due dimensioni di analisi e soprattutto ogni dimensione di analisi assume solo due valori. Iniziamo con due dimensioni:
| Fica tardona (A1) |
Ragana pupa (B1) |
| Pupa fica (A2) |
tardona Ragana (B2) |
E' chiaramente preferibile posizionarsi sempre nel quadrante A2, anche se qualche uomo preferisce andare a pucciare dentro il quadrato A1. Non ho mai conosciuto un uomo che ami il quadrato B2. Il guadrante B1 è evidentemente una scommessa nel senso che può evolvere verso A1 o verso B2 (ci sono anche minime possibilità che evolva verso A2 e successivamente ad A1).
Come qualcuno potrà notare lo strumento adottato ricalca da vicino la famosa matrice BCG utilizzata nelle analisi di mercato per le scelte di portafoglio in aziende multiproduct. La matrice BCG presenta sulle ascisse la misurazione della quota di mercato relativa (all'origine è massima e via via cade) e sulle ordinate il tasso di sviluppo del mercato (all'origine è zero e cresce man mano che si allontana). I quattro quadrati classificano i business/prodotti nel seguente modo:
| Stelle |
Punti interrogativi |
| Mucche da mungere |
Pesi morti |
Si potrebbe complicare la matrice aggiungendo una terza dimensione di analisi: evidentemente a questo punto otterremmo un cubo: carattere (simpatica/rompicazzo):
niente il cubo non lo disegna. Però a logica avremmo: pupe-fiche-simpatiche, pupe-fiche-rompicazzo, pupe-ragane-rompicazzo, pupe-ragane-simpatiche, tardone-fiche-simpatiche, tardone-ragane-simpatica, tardone-ragane-rompicazzo, tardone-fiche-rompicazzo.
A questo punto credo ognuno abbia gli strumenti per cogliere appieno l'estrinsecarsi del fenomeno femminile. Al massimo proprio a voler fare i pignoli potremmo inserire la dimensione costo (easy/expensive). Inutile dire che la matrice descrive una situazione statica. Se si volesse passare ad un'analisi dinamica si dovrebbe considerare che tendenzialmente la fica-pupa-simpatica che ti fa spendere pochi soldi potrebbe nel futuro trasformarsi in una pupa-fica-rompicazzo che ti fa spendere ancora pochi soldi. Poi mutare in una fica-tardona-rompicazzo che ti fa spendere tanti soldi e per finire in una tardona-ragana-rompicazzo che ti fa spendere un botto di soldi.
(queste profonde riflessioni sono scaturite da alcune considerazioni sugli uomini dei giorni nostri esposte dalla mia amica Bradipa)
giovedì, 18 novembre 2004
Pessimismo e fastidio
E' evidente che il Dio della Pupa premia e punisce come ogni buon Dio che si rispetti. Infatti dopo la magnanimità dimostrata domenica scorsa, qualcosa di sbagliato devo averlo commesso perchè:
a) oggi in riunione mi ha mandato contro un esercito di kapponi della PA, della Banca d'Italia e delle banche che non hanno fatto altro che farmi innervosire all'inverosimile. L'unica presenza femminile "giovane" era una tardona del nord sui 30 anni (ma temo ne avesse anche di più), con le mani cicciotte che per fortuna non parlava;
b) ieri non mi ha fatto entrare al Ciocia Park e mi ha fatto passare la serata a casa mia davanti ad un piatto di minestra riscaldata, che infatti non ho nemmeno toccato con la cucchiara;
c) la pupa di alta classifica di domenica scorsa mi sta facendo diventare matto a forza di SMS contraddittori.
Comunque sia, non sono sereno e rimando a domani tutti i commenti sulla serata di ieri, in particolare su tre strani ceffi che ho incontrato nella fila per "non entrare", in particolare su una con un cappellone stile Manu Chao probabilmente comprato ad una bancarella di trastevere che gridacchiava ripetutamente e alternativamente cose del genere (con vocetta infantile e impertinente): "che scemi che siete ad essere arrivati prima di noi ed a stare allo stesso punto della fila" oppure "tanto io già l'ho visti i Beastie Boys, poppanti di merda".
mercoledì, 17 novembre 2004
Dunque stasera Beastie Boys in the arena. Villaggio Ciocia Massive arriviamo! E che Dio ce la mandi giovane.
martedì, 16 novembre 2004
CINEVILLAGGIO GLOBALE
C.S.I.O.A.VILLAGGIO GLOBALE LUNGOTEVERE TESTACCIO Tel. 06.5757233 E mail: vglobale@tiscali.it
A NOVEMBRE, vieni al cinema al Villaggio Globale: cinema per tema, storia del cinema, cinema d'autore, seconda visione. Ingresso 2 euro.
Tutte le domeniche CINEMA D'ANIMAZIONE:
DOMENICA 7 ORE 20.30 LAMU' IL SOGNO --------------M. OSHII ORE 22.30 LA CITTA' INCANTATA -------MIYAZAKI
DOMENICA 14 ORE 20.30 GHOST IN THE SHELL --------- M. SHIROW ORE 22.00 LA PRINCIPESSA MONONOKE--------MIYAZAKI
DOMENICA 21 ORE 20.30 AKIRA -------- K.OTORNO ORE 22.30 I FIGLI DELLA PIOGGIA -------- LECLERC
DOMENICA28 ORE 20.30 METROPOLIS ------ RIN TARO ORE 22.30 PATLABOR II THE MOVIE---------M.OSHII
Tutti i lunedì IL CINEMA FRANCESE:
LUNEDI’ 1 ORE 20.00 MIO ZIO ----- J.TATI ORE 22.30 IL BUIO NELLA MENTE ----- C. CHABROL
LUNEDI’ 8. ORE 20.00 L’ANGELO DEL MALE --------J. RENOIR ORE 22.00 LA BELLA SCONTROSA --------------J. RIVETTE
LUNEDI’ 15 ORE 20.00 HIROSHIMA MON AMOUR ------- A. RESNAIS ORE 22.00 I RAGAZZI DEL MARAIS -------- J. BECKER
LUNEDI’ 22 ORE 20.00 ALBA TRAGICA -------- M. CARNE’ ORE 21.30 RACCONTO D’AUTUNNO ------- E. ROHMER
LUNEDI’ 29 ORE 20.00 IL RAGAZZO SELVAGGIO ------- F.TRUFFAUT ORE 21.30 FINO ALL’ULTIMO RESPIRO---------- J.L. GODARD
Tutti i martedì IL CINEMA DI ALMODOVAR:
MARTEDI’ 2 ORE 18.30 PEPI, LUCI, BOM E LE ALTRE RAGAZZE DEL MUCCHIO ORE 20.00 L’INDISCRETO FASCINO DEL PECCATO ORE 22.00 LA LEGGE DEL DESIDERIO
MARTEDI’ 9 ORE 18.30 DONNE SULL’ORLO DI UNA CRISI DI NERVI ORE 20.00 CHE HO FATTO IO PER MERITARMI QUESTO ORE 22.00 MATADOR
MARTEDI’ 16 ORE 18.30 LABIRINTO DI PASSIONE ORE 20.00 LEGAMI ORE 22.00 TACCHI A SPILLO
MARTEDI’ 23 ORE 18.30 KIKA ORE 20.30 IL MIO FIORE SEGRETO ORE 22.30 CARNE TREMULA
MARTEDI’ 30 ORE 20.30 TUTTO SU MIA MADRE ORE 22.00 PARLA CON LEI
Tutti i mercoledì LA SECONDA VISIONE:
MERCOLEDI’ 3 ORE 22.00 FAHRENHEIT 9/11 ----------M. MOORE
MERCOLEDI’ 10 ORE 22.00 LADYKILLER ----------- J. & E. COEN
MERCOLEDI’ 17 ORE 22.OO I DIARI DELLA MOTOCICLETTA----W.SALLES
MERCOLEDI’ 24 ORE 22.00 JAGODA FRAGOLE AL SUPERMAKET ------- DUSAN MILIC
Sono attivi: ostello popolare, birreria, sala da te’, bottega dell’asino, mercatino dei cenci, trattoria, pizzeria. Sono aperte le iscrizioni per i corsi e i laboratori

ME DESPIACE

Casualmente ieri mi sono imbattuto nella trasmissione di Ferrara su la7 e ho scoperto che il direttore del tg5, Enrico Mentana, è stato trombato. La cosa mi ha fatto molto ridere ma anche un pò arrabbiare. Riconosco che nel paese di pulcinella lo spazio informativo diretto dall'ex craxiano di ferro ammiccava egregiamente all'italia che pasolini definiva "etta". Quella che a parole è cattolica, democratica, lavoratrice, solidale, mediamente istruita, tollerente, garantista, patriota, fondata sulla famiglia e sulla libera iniziativa economica e concorrenziale. E che invece nei fatti è egoista, del più furbo, prevaricante, intollerante, perbenista, moralista, analfabeta, repressiva, giustizialista, codarda, individualista, trasformista, monopolista, fondata sulla rendita. Insomma gli ascolti del tg5 milatavano a favore della direzione che da 13 anni partendo dal nulla (o meglio dalla legge Mammì) allo stesso tempo seminava informazione di regime, mieteva ascolti record ed era il parafulmini di tutti i finti strali della sinistra sul conflitto d'interessi ("ma se in Mediaset ci sono Costanzo e Mentana).
La tesi di Mentana è che nessun motivo economico aziendale giustificava l'avvincendamento, e che evidentemente le ragioni erano di natura squisitamente politica: si voleva rimuovere un direttore imparziale per sostituirlo con uno (Rossella, definito giornalista di razza che sta sempre sulla notizia) allineato alle idee politiche della maggioranza in vista del grande scontro elettorale del 2006. Inoltre, ben più grave, Mentana ha dichiarato che le sue sorti dipendevano dall'approvazione della legge Gasparri, e che simpaticamente i giornalisti chiedevano da mesi a Rossella se la legge sulla radiotelevisione fosse stata approvata.
Tutto questo però non deve far pensare a Mentana come ad una "vittima" della censura del presidente del consiglio. Mentana ha tenuto a precisare che lui non è Santoro, che lui non si è comportato scorrettamente come il Michelone nazionale che ricordiamocelo fece co-condurre una puntata infuocata di XXXXXX da quel tricheco di troia che è Maurizio Costanzo. Ed inoltre sebbene lui non abbia condiviso la scelta degli editori non si è fatto licenziare con buona uscita ed ha accettato di buon grado il nuovo incarico conferitogli da Confalonieri e Berlusconi. Berlusconi Piersilvio però, perchè il "senza Pier" non si occupa delle aziende di sua proprietà, secondo quanto previsto dalla legge sul conflitto d'interessi, che non ricordo se è stata approvata o meno.
Inoltre il brillante ex direttore ha ribadito più volte che l'uso delle televisioni a scopi elettorali non ha il potere di alterare le menti dei cittadini come tutti sembrano pensare ed ha portato a sostegno di questa sua singolare tesi l'esito delle ultime elezioni europee (in cui ha affermato esservi stata una preponderanza di spazi per la maggioranza), e la grande crescita di consensi del partito comunista che si verificò nell'Italia di metà anni '70 quando la DC controllava direttamente le TV di stato.
In tutta questa grande arrampicata sugli specchi e di messaggi mafiosi ad andamento carsico che dominavano la trasmissione una cosa non era in discussione: che c'è un conflitto d'interessi in capo a Berlusconi sebbene questo non abbia prodotto situazioni di censura.
E qui il Mentanone nazionale ha ribadito più volte che l'editore in 13 anni mai ha esercitato pressioni sulla sua direzione.
CI STIAMO RENDENDO CONTO DI COSA STA ACCADENDO IN QUESTO PAESE?
DIALOGHI POSTMODERNI
Lei: "Ce l'hai un preservativo?" Lui: "No." Lei: "Ti odio. E i tuoi amici?" Lui: "Se vuoi posso provare a chiederglielo" Lei: " Mmmm .... pare brutto. Andiamo fuori a comprarlo." Lui: "Ok. Senti ma tu hai avuto storie prima?" Lei: "Dai 16 ai 19 sono stato con un ragazzo che ho lasciato per un altro con cui sono stato 1 anno e mezzo" Lui: "E poi?" Lei: " Eppoi è adesso. Mi sono lasciata a maggio. Voglio dirvertirmi. A proposito non è che domani mi mandi un messaggio che sei innamorato come gli ultimi 10?"
lunedì, 15 novembre 2004
Ebbrava BRADIPOVA
TORETTA ENTERTAINMENT Presenta: MERCOLEDI' 17 NOVEMBRE 2004 DON'T SLEEP ROME!
BEASTIE BOYS + Mix Master Mike
Atterrano allo Spazio Boario gli eterni ragazzi bestiali dell'Hip Hop internazionale, Signore e Signori... I BEASTIE BOYS !
Ebbene sì, è vero, dopo giorni e notti insonni al telefono e davanti al computer in una autentica corsa contro il tempo, il sogno è diventato realtà: i BEASTIE BOYS vengono allo Spazio Boario csioa Villaggio Globale. Ci teniamo a farvi sapere che è stata una scelta, da parte dei BEASTIE BOYS, molto determinata e che sono stati molto disponibili con noi.
La cosa ci fa enormemente piacere e ci rende orgogliosi ancora di più del nostro Spazio che ormai non finisce più di sorprendere!
Evidentemente il nostro lavoro, iniziato circa due anni fa, comincia a dare i suoi frutti.
Il prezzo d'ingresso? Come sempre... Eccezzziunale veramente. 6 Euro.
BUON DIVERTIMENTO!
Spazio Boario-CSIOA Villaggio Globale Due entrate: Via del Monte dei Cocci, 22 oppure Lungotevere Testaccio-ex mattatoio Tel. 06.5757233
venerdì, 12 novembre 2004

APPARIZIONI
Oggi alle 10 di mattina circa in quel di Via Milano, zona Via Nazionale, davanti agli uffici della Banca d'Italia, mi è apparso Zaccaria su un motorino, bardato di tutto punto, è sfrecciato guardandomi ma non ha proferito nessuna profezia.
giovedì, 11 novembre 2004
Il mio capo è una persona molto preparata nella sua materia, forse la più preparata in Italia. Il mio capo ha una discreta preparazione umanistica, ed ogni tanto si aggira per i corridoi citando Shakespeare. Il mio capo ha un gusto ricercato nel vestire. Il mio capo ha grandi doti nel dirigere le riunione. Il mio capo ha una bella presenza e dei modi di comportarsi da far invidia ad un cadetto di Modena. Il mio capo mi vuole bene come ad un figlio.
IL MIO CAPO HA ROTTO IL CAZZO.
martedì, 09 novembre 2004
C'è un'interessante dibattito (almeno per la parte lanciata da me) nei commenti all'ultimo post di pornomatica. Accorrete e dite la vostra!!!!
Giorni fa parlai di quella ragazza che ho conosciuto sulla spiaggia nudista di Cala de San Pedro. A rileggermi scopro che avevo definito il suo sguardo "randagio". Lei è di Pordenone e l'altro ieri mi ha scritto che la storia del secondo dopo guerra brucia ancora nel sangue della sua famiglia. Infatti discendono da profughi giuliano dalmati. Guardate che bella e-mail che mi ha inviato, mi risulta difficile dirlo a lei ma con voi mi posso confessare:
...sto cercando di trovare le parole...e dei colori per poter disegnare un sole dove e'buio e non c'e'luce mentre jack piano piano e'salito sul divano e russa e chissa'che cosa sta sognando io sono felice e cado dall'albero mangio il mangiare del gatto al gatto ogni giorno infilo la chiave nella toppa di una porta sempre diversa dietro la quale ce n'e'un'altra sempre piu'grande...e non ti trovo cosa significa che le porte per entrare sono sempre diverse e bisogna avere la chiave universale che non ha nessuno per aprirle tutte senza sforzo invece ogni giorno e'piu'difficile e dietro ogni porta si nasconde un tesoro...alzo la testa tiro la cordicella che mi hanno regalato illumino le stelle e sogno ad occhi aperti di volare e di non dimenticare mai di sentire come sento ogni ingiustizia commessa verso chiunque...ovunque e cosa succede quando non ci capiamo dove come perche'di notte scriviamo sui muri e di giorno ci rincorriamo ed ogni tanto parlo da sola perche'siamo in tanti ma non c'e'nessuno e tutto sommato qui ogni cosa va dove deve andare ed io devo ancora imparare a volare se forse ogni padre avesse fatto di piu'ci avesse creduto di piu'avesse scritto delle lettere come quelle a suo figlio il mondo oggi sarebbe diverso e se io non mi dovessi per forza lavare e stirare e piegare per sentirmi finalmente pulita...forse sarei dove vorrei.
continuo cercando e scrivendo e correndo abbatto ogni muro urlando ed ogni giorno non mi fermo
per questo non mi trovi.
lunedì, 08 novembre 2004
Oggi mi sono alzato e non ho trovato una pantofola. Allora ho camminato scalzo sul marmo, ma faceva troppo freddo e mi sono messo un calzino di spugna. Poi ho aperto il frigo e non c'era il latte. Quindi ho fatto colazione con il the ed ora ho fame. Oggi è lunedì e mi rode il culo.
venerdì, 05 novembre 2004
R.I.P.

Every man gotta right To decide his own destiny And in this judgment There is no partiality (Zimbabwe, B. Marley, 1980)
Il 6 Febbraio, giorno del sessantesimo anniversario dalla nascita di Marley, i suoi resti mortali verranno sepolti ad Addis Abeba, nella terra d’Africa che lui amava profondamente, nella terra dove erano le sue origini. A riportarlo in Africa, ventiquattro anni dopo la sua ultima visità sarà sua moglie, Rita Marley, che ha organizzato per quest’occasione il piu’ grande concerto gratuito che l’Africa abbia mai visto , all’interno di un festival dedicato all’unità africana, che si svolgerà per tutto il mese ad Addis Abeba. “ La mia idea, l’idea di Bob, il sogno di Bob, era quello di andare a vivere in Etiopia e di certo il suo desiderio era quello di essere sepolto in quella terra, in quello che lui considerava il cuore dell’Africa, il suo sogno era di essere sepolto lì ” dice Rita Marley. “ Credo che portare Bob in Africa era la cosa migliore che potessi fare, soprattutto in occasione del suo compleanno. Ed è importante che questo avvenga ora, perché c’è un tempo per ogni cosa e questo è il momento giusto” . Marley divenne il portavoce dei Rasta, fece conoscere la sua fede attraverso le sue canzoni, in tutto il mondo : “Aveva una fede profonda”, ricorda la moglie, “amava Jah, ha avuto fede fino alla fine. Era convinto che anche se il suo corpo avesse cessato di vivere, quello che lui faceva sarebbe rimasto. Ha avuto ragione”. Il viaggio dei resti del grande musicista verso l’ Etiopia segnerà uno storico ritorno: Marley andò per la prima volta in Africa nel 1978, visitando il Kenya e l’ Etiopia, poi tornò nel 1980, quando fu invitato a suonare al concerto per l’indipendenza dello Zimbabwe . E in Africa vive Rita, che da due anni è in Ghana : “In realtà vivo tra il Ghana e l’Etiopia. Per me è una benedizione vivere in Africa e penso che sia importante che anche Bob sia in Africa. Lui ha aiutato l’unità africana, ha vissuto, cantato e lottato per l’unità di tutti gli africani, l’ha detto e penso sia giusto proseguire la sua battaglia. La sua era la voce del popolo nero, al di là delle nazionalità, dei linguaggi, lui rappresentava gli africani che erano sparsi in tutto il mondo”. Febbraio dunque vedrà l’Etiopia diventare il centro di una serie di manifestazioni organizzate con il titolo di “Africa Unite”, mostre, dibattiti, spettacoli teatrali, folcloristici e sportivi, supportati dalla Bob Marley Foundation, dall’ Unicef, dai Black Counselors del Congresso degli Stati Uniti, dall’ Organizzazione per l’unità Africana, che raccoglie 53 paesi, e non ultimo dal produttore discografico della Island Record Chris Blackwell. Il cuore della manifestazione sarà il grande concerto-tributo a Marley del 6 Febbraio in Meskel Square ad Addis Abeba. “Molti artisti hanno aderito” dice ancora Rita Marley, “come Peter Gabriel, Gilberto Gil, Lauryn Hill, Shaggy (il solo a quanto pare dalla Jamaica oltre agli Wailers e ai figli), Yussou N’Dour, Angelique kidjo, Aster Eweke, Femi Kuti, Third World, Baaba Maal , anche uan ragazza italiana, Carmen Consoli (!!!!). Altri volevano e vogliono esserci, ma non potremo avere tutti. E poi il cuore di questa celebrazione non sono gli altri artisti ma la famiglia, la cui partecipazione è vitale. Ci saranno tutti i ragazzi, i Wailers, e tutto il resto viene dopo. I soldi che ricaveremo da questo concerto andranno a varie associazioni che si occupano della gente dell’Africa ma ci tengo a dire che sarà gratuito, sarà per la gente che vorrà venire con noi festeggiare il compleanno di Bob. Noi portiamo la musica di Marley in Etiopia, un privilegio che Bob non ha avuto in vita, portiamo l’uomo, la sua vita, la sua musica e le sue idee e questo è quello che conta”. I resti di Marley arriveranno in Etiopia e in Giamaica saranno molti ad essere dispiaciuti, ma Rita va avanti per la sua strada : “ La Giamaica in questa storia non c’entra. Lui ha fatto tanto ma la Giamaica non l’ha mai amata fino in fondo, lui è dovuto andare lontano per diventare famoso e poi, dopo la sua morte, l’hanno usato come messaggio turistico, “one love” è diventato un jingle pubblicitario. Ma non lasciamo la Giamaica, abbiamo a Kingston la Bob Marley Foundation, abbiamo un museo e molte altre attività”.
Tratto dall’articolo di Ernesto Assante apparso Sulla “Repubblica” del 30 Ottobre
INCONTRI RAVVICINATI
Ieri all'inaugurazione di una libreria a Via Veneto (dove sono stato portato con l'inganno da un mio amico che ci lavora) ad un certo punto mentre schifato dalla gente che era arrivata mi trovavo fuori sul marciapiede a fare del sarcasmo inutile con il mio amico Calabriniere (che intellettualona quella co quei tacchi a spillo e le tette di fuori; guarda guarda .. quella che fuma la sigaretta col bocchino; certo che l'autobiografia di Paolo Di Canio non può mancare in una libreria che si rispetti; ma è l'inaugurazione della libreria o del nano che muove Corrado Augias? cose del genere) e con lo zio Rino, arrivano 3 macchinoni blu e da una scende come un man in black o un ghostbuster, super Walter major of the capital. All'arrivo alla libreria le sue prime parole sono state rivolte a me e calabriz; "Buonasera".
E' proprio un politico di razza Walter .... che gli vuoi rispondere al sindaco di Roma che ti guarda e anticipandoti ti dice "buonasera" con tono secco e perentorio (mi era già successo a fontanella borghese con Minoli: mi guarda e mi fa "buongiorno")?
1) Se provi a realizzare la tesi di laurea di Baglioni di rivalutazione dell'area del gazometro, ex mattatoio, foro boario (dove si concetrano: il mio teatro preferito, il villaggio globale e altre cose) ti spezzo le braccine?
2) Il prossimo anno invece di "siamo tutti brasiliani" potresti fare "siamo tutti jamaicani"?
3) Se non mi metti a posto le buche sulle strade ti seppellisco dentro una che conosco io su via dei monti tiburtini?
4) La mia amica bradipa ha bisogno di una tastiera per mac, non è che te ne avanza una?
5) Ma che ci conosciamo che mi dici buonasera?
6) I tuoi amici ausiliari del traffico mi hanno purgato 120 euri per un motorello in corsia preferenziale mentre un SUV mi stava per schiacciare?
Alla fine niente di tutto ciò soltanto: "Buonasera Uolter". (poi però ho chiamato la Bradipa per consolarmi).
Mesà che da oggi in poi ogni volta che mi viene in mente qualcosa da dire a qualche personaggio famoso me lo scrivo sull'IPOD 
giovedì, 04 novembre 2004
MAL COMUNE, MEZZO GAUDIO (3): citazioni in ordine sparso
RECUPERO POSSIBILE
Al cancello del Centro mi aspettavano il direttore e due giovani coi pantaloni di tela il giubotto di pelle, la triste divisa degli arrabbiati. Erano due giovani dallo sguardo duro, e sorridevano con quella sfumatura di disprezzo che fa presagire la provocazione e l'attacco. Esitavo. "Venga, non abbia paura, non fanno niente" disse il direttore; si volse ai due giovani ricoverati, li chiamò: "Occhiobello! Paperone!" e quando quelli si accostarono, senza tuttavia staccarmi lo sguardo di dosso, li accarezzò a lungo sul collo, rabbonendoli. "Bravo Occhiobello, buono Paperone ... " I due giovani si scuotevano in un fremito di gioia. [...] "Vede, signore? Occhiobello e Paperone sono qui da tre mesi, ancora al primo corso, quando arrivarono si faticava in otto a tenerli, adesso sono i miei migliori amici." [...] "Sanno che stiamo parlando di loro, sono molto intelligenti." Non nascosi la mia sorpresa: "Intelligenti?" "Ah caro signore, è ora di sfatare la leggenda che questi giovani siano stupidi. Vedrà coi suoi occhi. Abbiamo un giovane dell'ultimo corso, si chiama Sultano, che non sapeva fare la divisione con le virgole e adesso studia fisica nucleare." [...] "Straordinario. E come fate questi miracoli?" "Non facciamo miracoli, applichiamo il nostro metodo." [...] Cominciammo la visita dagli edifici della centrale di ricevimento. [...] L'Odeon era un camerone nudo e senza finestre, violentemente illuminato a colori e col soffitto ornato di altoparlanti. DOvetti subito tapparmi le orecchie al frastuono della musica che ne usciva, ma i giovani che vi trovai - una quarantina in tutto - ne sembravano deliziati e danzavano furiosamente o ascoltavano rapiti, battendo il tempo e urlando. "I giovani qui vengono lasciati soli, non possono "uscire" spiegò il direttore "e per le primo ore non nascondono il loro entusiasmo. Il limite di resistenza medio è di trentadue ore. Qualcuno arriva a cinquanta, un certo Fenomeno è arrivato a settantaquattro, ma in media, dopo trentadue ore i giovani tentano di rompere gli altoparlanti, si tappano le orecchie, qualcuno sviene o impazzisce. Il trattamento dura sei giorni, il materiale è americano. Quando li tiriamo fuori, per tenerli buoni basta minacciarli di suonare una canzonetta. Ciò non esclude che, col temp, molti ritornino alla musica. Classica generalmente. 
Le ombre bianche, Ennio Flaiano (1970)
mercoledì, 03 novembre 2004
MAL COMUNE, MEZZO GAUDIO (2): citazioni in ordine sparso
Ieri parlavo con un mistico della maggioranza. Mentre parlava di Dio, dai suoi occhi uscivano donnine nude o in pagliaccetto, che egli non vedeva e che scoppiavano nell'aria con un soffio ovattato [E' stata la propaganda televisiva del nuovo tipo di vita "edonistico" che ha determinato il trionfo del "no" al referendum. Non c'è niente infatti di meno idealistico e religioso del mondo televisivo. E' vero che in tutti questi anni la censura televisiva è stata una censura vaticana. Solo però che il Vaticano non ha capito che cosa doveva censurare e cosa, non doveva censurare. Doveva censurare per esempio "Carosello", perchè è in "Carosello", onnipotente, che esplode in tutto il suo nitore, la sua assolutezza, la sua perentorietà, il nuovo tipo di vita che gli italiani "devono" vivere. E non mi si dirà che si tratta di un tipo di vita in cui la religione conti qualcosa. D'altra parte le trasmissioni di carattere specificamente religioso della Televisione sono di una tale tedio, di un tale spirito di repressività, che il Vaticano avrebbe fatto bene a censurarle tutte. Scritti corsari, 1974, Pasolini]. Dalle orecchie gli uscivano biglietti di banca, contratti d'appalto, cambiali, lettere di raccomandazione di ministri. La conversazione diventa, così, difficile. Voi parlate tutta la sera di cifre e acquisti e siete convinti di parlare di pittura, parlate di premi e di cenacoli e il discorso è sulla letteratura, parlate di sesso e credete di parlare di amore. Andate a una cena di gala in favore dei bambini abbandonati e vi accorgete che la maggior parte dei bambini abbandonati, che voi volete contribuire a soccorrere, sono stati partoriti da alcune signore presenti, già di facili costumi. Parlate con un generale: ha una crisi religiosa. Parlate con un religioso: ammira le teorie di Clausevitz sulla guerra totale. Parlate con un giovane rivoluzionario e dalle sue parole esce l'orrida ammirazione per tutte le cose che non possiede, gloria, denaro, donne, e che egli copre di insulti. Accarezzate una bambina, chiedendole quanti anni ha e che scuole frequenta e scoprite che ha già vinto un concorso di bellezza. Ecco un eroe: pensa alla famiglia e non si compromette più. Sfogliate la mitologia moderna: Ercole, il semidio, trova un impiego e le sue fatiche sono vane ma retribuite. Gli idealisti non muoiono più in esilio, ma passano da una crisi politica a una crisi distensiva. Le donne evolute non hanno che uno scopo: cambiare sesso. Molti uomini pensano invece a un terzo sesso, che sta imponendo le sue leggi sociali, biologiche, e la sua letteratura.
Oggi, quando nella bistecca ho trovato un ago per iniezioni, con il quale curavano certo quella povera mucca, ho sorriso. Non riesco più a preoccuparmi. Venga, o mistificazione, il tuo regno!
Tuttavia il desiderio di sopravvivere mi ha spinto verso un villaggio di pescatori, umile e saggia gente, che io amo e avevo un pò perso di vista [Io so bene, caro Calvino, come si svolge la vita di un intellettuale. Lo so perchè, in parte, è anche la mia vita. Letture, solitudini al laboratorio, cerchie in genere di pochi amici e molti conoscenti, tutti intellettuali e borghesi. Una vita di lavoro e sostanzialmente perbene. Ma io, come il dottor Hyde, ho un'altra vita. Nel vivere questa vita, devo rompere le barriere naturali (e innocenti) di classe. Sfondare le pareti dell'Italietta, e sospingermi quindi in un altro mondo: il mondo contadino, il mondo sottoproletario e il mondo operaio. L'ordine in cui elenco questi mondi riguarda l'importanza della mia esperienza personale, non la loro importanza oggettiva. Fino a pochi anni fa questo era il mondo preborghese, il mondo della classe dominata. Era solo per mere ragioni nazionali, o, meglio, statali, che esso faceva parte del territorio dell'Italietta. Al di fuori di questa pura e semplice formalità, tale mondo non coincideva affatto con l'Italia. L'universo contadino (cui appartengono le culture sottoproletarie urbane, e, appunto fino a pochi anni fa, quelle delle minoranze operaie chè erano vere e proprie minoranze, come in Russia nel '17) è un universo transnazionale: che addirittura non riconosce le nazioni. Esso è l'avanzo di una civiltà precedente (o di un cumulo di civiltà precedenti tutte molto analoghe fra loro), e la classe dominante (nazionalista) modellava tale avanzo secondo i propri interesse e i propri fini politici (per un lucano - penso a De Martino - la nazione a lui estranea, è stato prima il Regno Borbonico, poi l'Italia piemontese, poi l'Italia fascista, poi l'Italia attuale: senza soluzione di continuità) Scritti corsari, Pasolini]. Pensavo: Tra i pescatori Gesù sceglieva i suoi apostoli ed è forse meglio andare alla sorgente. Sono entrato in una capanna. Stavano inebetiti davanti alla televisione. In un'altra capanna, il pescatore e la sua famiglia erano intenti a dipingere di rosso le branchie di certi pesci acquistati al mercato vicino e destinati forse alla fabbricazione delle colle. Li dipingevano di rosso per farli apparire freschi. Mi sono messo ad aiutarli [.
Le ombre bianche, Mistificazione (1970), Ennio Flaiano
MAL COMUNE, MEZZO GAUDIO (1)
Non credo abbia avuto paura della morte. Forse di quella morte: ma era ancora paura della vita. "Secoli di scirocco" era stato detto "sono nel suo sguardo". Ma anche secoli di morte. Di contemplazione della morte, di amicizia con la morte. Ronchey aveva scritto: "E' l'incarnazione del pessimismo meridionale". Che cosa è, in che consiste, il pessimismo meridionale? Nel vedere ogni cosa, ogni idea, ogni illusione - anche le idee e le illusioni che sembrano muovere il mondo - correre verso la morte. Tutto corre verso la morte: tranne il pensiero della morte, l'idea della morte. "Nonchè un pensiero, il pensiero della morte è il pensiero stesso". Penetra ogni cosa, come lo scirocco: nei paesi dello scirocco.
L'Affaire Moro, Leonardo Sciascia
martedì, 02 novembre 2004
SE MI REGALI I CD, TORNO AL CINEMA
Oggi è un lunedì un pò strano. Infatti è martedì penseranno i più arguti, bravi di voi sarà il regno dei cieli. Inoltre la stanchezza che ci si porta dietro dal week end è più grande del solito data la sua estrema lunghezza e larghezza (del week end intendo). Ergo, c'è bisogno di una settimana di lavoro più corta. Infatti questa durerà 4 giorni. E' tutto perfettamente logico, e non capisco perchè non sia sempre così . Questo discorso ci ricorda che nella notte tra sabato e domenica: è tornata l'ora solare. E le giornate sono più corte e fioccano in rete i discorsi fricchettoni sul perchè non si mantenga sempre l'ora legale tutto l'anno . Discorsi fricchettoni per l'appunto, tipici di gente che si sveglia a mezzogiorno e finisce di lavorare alle 19 (se va bene) e vorrebbe andare, con le luci del sole, a cogliere le violette sui prati della caffarella: state pensando a Bradipa? Infatti il primo discorso fricchettone dell'anno sull'ingiustizia dell'ora legale l'ha fatto lei a Critical wine al Forte Prenestino. Indescrivibile ed indecifrabile la sua faccia davanti alle mie obiezioni.
Ieri i morti, oggi i santi. Almeno credo. Tanto non gliene frega un cazzo a nessuno. I morti ormai scarseggiano, i nostri cari anziani o sono rinchiusi in una casa di cura o furoreggiano in macchina per le strade per andare a comprare il giornale. Ieri ne ha fatto le spese una famiglia in gita a Roma. Che tragedia: morti i coniugi, un figlio di nessuno in eredità al mondo e la vita dell'investitore e di suoi passeggeri segnata per sempre. Ma cosa aspettano a levare la patente agli ultrasettantenni, e ai bambini con le macchinine di cilindrata 50, e ai SUV?
Nel week end da segnalare che mi sono subito rimangiato il pappone e complice il regalo dei cd e complice una trama sottorenea mascherata da scelta libera e democratica sono tornato al cinema con la bradipa. Le sue manovre erano cominciate sabato sera, quando con un linguaggio di segni di stampo vagamente mafioso mi aveva regalato una pagina di repubblica stracciata con la critica entusiasta del film Se mi lasci, ti cancello. L'argomento principe dell'articolo è: il titolista è uno stronzo. E invece più di una volta durante la proiezione della pellicola ho pensato "il titolista è un genio e noi (ma serebbe meglio dire voi, anzi tu) non lo abbiamo ascoltato".
Devo però ammettere che a ripensarci l'idea del film ha un certo fascino: la memoria come fonte di dolore ed illusione. Poi mi è garbata la storia di amore tra due mondi cresciuti dentro ed un certo tentativo di ricostruzione cinematografica dei frammenti del discorso amoroso alla Barthes.
Per il resto la solita robaccia di Hollywood con l' aggravente delle pretese di cinema intelligente che aveva già contraddistinto il film "essere John Malkovic", dello stesso regista. Io chiaramente prima di entrare avevo già dato il mio giudizio pesantemente negativo, la bradipa invece è uscita depressa dal cinema. Non si è ripresa nemmeno quando la sorella le ha detto che "The village", che era la pellicola arrivata al ballottaggio, faceva cagare. Inoltre quella volpe di sista ci ha raccontato che la comunità dell'ottocento in cui è ambientato il 90% del film in realtà è una compagnia di fricchettoni dei giorni nostri che fa finta di vivere nell'800 e spaventa i nuovi nati nella comunità per non fargli scoprire la verità. E questa cosa si evince solo alla fine del film. Quindi è inutile che andate a vederlo perchè vi ho detto la fine . Ma mi dovreste ringraziare perchè vi ho fatto risparmiare ben 7 euri. Ma non costa un pò troppo sto cinema?
Comunque siccome la bradipa è la bradipa e non si può non metterla sul piedistallo io sono disposto a vedere con lei tante altre ciofeche cinematografiche ed in più, sebbene ieri mi sia costato uno sforzo intellettuale non indifferente, le ho preparato il cd in basso che può ritirare quando vuole:
 Elbow, Asleep in the back.
Nota al disco trovata in rete: primo disco della band, uscito nel 2001 dopo 10 anni di lavoro, "Asleep In The Back" assesta il quintetto britannico in un territorio confinante con le ormai inevitabili malinconie Radiohead, con certi momenti rarefatti stile Pink Floyd di "Meddle" e soprattutto con dimenticate atmosfere prog-rock. [tra parentesi le stesse cose da me dette dopo il primo ascolto] D'altra parte, lo stesso Garvey ha ammesso (neanche fosse una colpa) che il sound del gruppo prende sovente una piega alla King Crimson, quelli degli episodi più dolci e sognanti, senza tuttavia ricalcarne gli schemi più solistici. C'è una grande sensazione di compattezza nell'ascolto di "Asleep...", sensazione che cresce ogni volta che il cd fa il giro completo dentro il lettore [è vero!]. Non si riesce a trovare una minima caduta di stile in questo melange ipnotico e malinconico, ideale colonna sonora (ancora!) di grigi pomeriggi autunnali [verissimo!], tema del quale gli inglesi conoscono molto bene lo svolgimento. Benediciamo comunque anche queste supposte teorie meteoropatiche, se i risultati sono sempre come la fantastica apertura di "Any Day Now" o la seguente e più pulsante "Red", con la voce di Garvey che ricorda (a quei pochi che se li ricordano) il dolceamaro cantato scozzese dei Sideway Look. "Coming second" ci colpisce duro con le sue chitarre che sembrano provenire dalle inquietudini di "154" dei Wire, "Newborn" è il fluviale primo singolo, liquida e passionale, "Presuming Ed" vede risorgere cori celestiali che rimandano ai Moody Blues non ancora tronfi di "In search of the lost chord", "Scattered Black And Whites" è un epilogo magnifico e tenero dell'album, dal quale ci permettiamo di segnalare, per concludere, la clamorosa "Powder Blue", canzone di una bellezza devastante e vagamente malata, quasi definitiva nella perfezione del suo romantic spleen.
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